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Tra Trieste e Gorizia sarebbe giusto erigere un monumento che ricordi i crimini di guerra compiuti dall’Italia

Da un lato hai una legge che ha istituito il Giorno del Ricordo che per come usata, pensata e strumentalizzata ha imposto la verità di Stato.Una verità che dedica mezza riga al passato italiano, alle responsabilità italiane nelle terre occupate, e fiumi di parole per quella criminalizzazione storica generalizzata che arriva a mettere sullo stesso piano nazisti e comunisti jugoslavi, con la sola discriminante dell'ideologia.
In 15 anni di discorsi ufficiali il cerchio si è chiuso sulle vicende del confine orientale, complesse,con tale sconcertante semplificazione.
La storia è diventata strumento di propaganda politica governata da un fantomatico spirito europeista chiaramente anti-comunista.Non a caso le reazioni sembrano esservi state più per l'irresponsabile leggerezza del grido ottocentesco viva l'Istria e la Dalmazia italiane, che per il resto che meritava altrettante risposte ferme e decise. D'altronde essendo in campagna elettorale per le europee e con un parlamento europeo a scadenza era facile e convenevole per tutti "sparare sulla croce rossa".
C'è stata una rimozione storica pazzesca in Italia.Sconcertante. Paghiamo le responsabilità storiche di una mancata Norimberga.
Eppure non siamo stati meno dei nazisti. Vedi l'assedio di Lubiana, vedi la strage di Lipa, vicino Fiume dove collaborando con i nazisti vi è stato un massacro di 269 civili, inermi.Una delle tante di cui furono corresponsabili la "brava gente".
Eppure in Jugoslavia, in Albania, in Libia, ed in Etiopia sono stati compiuti crimini di guerra orrendi quanto orrendi erano quelli nazisti. Tra le schede dei presunti criminali di guerra che deteneva l'ONU risultavano oltre 1200 nominativi di alti ed altissimi ufficiali italiani.In Jugoslavia, Grecia, Albania, gli italiani hanno istituito centinaia di campi concentramento. Nei territori balcanici occupati su una popolazione di 360 mila abitanti ne sono stati uccisi a migliaia. C'è chi li quantifica in 67.230 le vittime. Senza dimenticare le vittime in Abissinia, in Libia.
3.693 erano i presunti criminali di guerra italiani identificati dalle autorità jugoslave appena finita la seconda guerra mondiale, di cui di ben 750 circa se ne cercò, invano, l'estradizione. 
Monumento che deve sorgere in Italia, preferibilmente tra Trieste e Gorizia, vista la simbologia di queste due località idealmente ponte tra popoli, dove si possano ricordare tutti i crimini di guerra compiuti dall'Italia, perchè si possa ricordare di cosa siamo stati anche capaci di fare, per non ripetere più.
Anche se nella recente guerra in Jugoslavia con i bombardamenti NATO delle responsabilità significative morali e non solo le abbiamo avute.
Dobbiamo dare noi l'esempio per primi, i tempi sono maturi. Una forma di espiazione monumentale dovuta al Paese, ed a popoli come ad esempio quello sloveno, che abbiamo cercato di annientare.Un monumento che dovrebbe essere sostenuto da tutti i Paesi vittime della reazione italiana di quel secolo breve, per poter cominciare un percorso di sincera amicizia, e lasciarci alle spalle quel maledetto '900 con la giusta responsabilità morale e storica almeno "monumentale".
Se non riconosciamo noi per primi le nostre colpe, responsabilità storiche, come possiamo pretendere che gli altri lo facciano con le eventuali proprie?
mb
foto La lapide in ricordo della strage di Lipa
Gli occupanti tedeschi e italiani hanno raso al suolo questo paese il 30 aprile 1944. Il villaggio era composto da 87 case d'abitazione e 85 edifici di altro tipo" (targa posta su una casa bruciata).


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