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  Home page > Tribuna Libera > Testamento biologico: il cattivo testamento
di Giovanni Ugo (sito) sabato 2 aprile 2011 - 0 commento oknotizie
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Testamento biologico: il cattivo testamento

C’erano già il Vecchio e il Nuovo Testamento, ma al Vaticano hanno deciso che ne sarebbe servito anche un altro. Quello Cattivo, o “testamento biologico”. Quello che dovrebbe colmare il gigantesco vuoto normativo presente da anni in Italia. Anche se avevano già provato a colmarlo nel ’99 sedici deputati dell’Ulivo, ci avevano provato nel 2000 tre senatori verdi, riuscendo a far approvare in seguito anche una legge sulla legalizzazione dell’utilizzo di analgesici oppiacei, era stato proposto qualcosa pure nella XIV legislatura e, infine, si erano moltiplicati in modo esponenziale gli sforzi per ricominciare i lavori sulle “Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari” nel 2008 con il Governo Prodi, grazie alla spinta di Ignazio Marino e grazie all’esplosione del caso di Eluana Englaro, interrotti e vanificati però dalla fine anticipata della legislatura. Due anni fa, le pressioni vaticane da una parte e quelle di molti cittadini scossi dal caso Englaro dall’altra, hanno ricominciato a farsi sentire e qualcuno, unicamente però nel nome della CEI e dell’elettorato cattolico pro-life (il dubbio, comunque, resta su chi siano gli anti-life), ha ricominciato ad opporsi al testamento biologico. Più precisamente, quel qualcuno è il senatore Raffaele Calabrò (strano a sentirsi di un politico, ma sembra che il senatore non abbia commesso crimini -tranne quello perlomeno morale di essere senatore del gruppo PdL- né sia mai stato indagato). Ancora più precisamente, il senatore non si “oppone” al testamento biologico, ma semplicemente vorrebbe renderlo del tutto inutile ed inutilizzabile con un disegno di legge di cui è il relatore e soprattutto promotore principale. Il cosiddetto, appunto, ddl Calabrò. Che è stato approvato al Senato il 26 marzo del 2009, dai 150 voti favorevoli dei senatori del PdL e della Lega Nord, ed i 123 contrari del Pd e dell’IdV. Probabilmente gli onorevoli che hanno votato a favore delle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento” si erano dimenticati l’importanza della libertà dei cittadini rispetto alle cure mediche, quella che per esempio è stata scritta e garantita nella nostra Costituzione, all’articolo 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”. Vediamo allora e cerchiamo di capire questo famigerato, odiatissimo e “oscurantista” (Di Pietro dixit) disegno di legge.

“Il testo rimane orrendo, contraddittorio, poco comprensibile, verboso, illiberale; ma ha almeno perso lo sfrontato carattere di legge criminale che aveva nella prima versione. Le modifiche non appaiono casuali; qualcuno deve essersi reso conto che la legge sarebbe andata incontro a una sicura bocciatura della Corte Costituzionale, non senza prima aver seminato grandi sofferenze e serissimi problemi di applicazione. Naturalmente il potere integralista ha notato le modifiche, e le prime messe in guardia sono già apparse sui suoi organi di stampa; rimane dunque incerto il destino ultimo del ddl. Cerchiamo adesso di capire cosa accadrebbe se il ddl diventasse legge.”, scrivono gli attenti e informatissimi Chiara Lalli e Giuseppe Regalzi, sul loro blog, Bioetica. Allora, cerchiamo di capirlo, attraverso i termini fondamentali di questo tipo di legislazione e ascoltando i pareri di qualche esperto.


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di Giovanni Ugo (sito) sabato 2 aprile 2011 - 0 commento oknotizie
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