Ci sono nuove strade da percorrere senza flagellare di imposte gli italiani e senza fare altri debiti insostenibili?
Il Fatto quotidiano ha pubblicato un’intervista al prof. Gustavo Piga, docente di economia all’Università di Tor Vergata a Roma, in cui detto professore critica l’azione si qui svolta da Monti, come Presidente del Consiglio.
Piga dice, come moltissimi altri in questo periodo, che aumentare le imposte non serve, non è utile ai fini del risanamento della nostra economia in quanto tali aumenti portano verso la recessione (che, tra l’altro, abbiamo già raggiunto) e quindi porta ad peggiorare il rapporto debito/pil e, al riguardo, porta giustamente ad esempio quanto successo in Grecia e molti altri esempi potrebbe portare a riprova del deleterio effetto delle pratiche volute ed imposte dal FMI.
Piga, che si dichiara «keynesiano in caso di recessione», sostiene e suggerisce che il Monti dovrebbe spendere e così promuovere una fase espansiva dell’economia facendo quindi aumentare il pil e di conseguenza migliorare il rapporto debito/pil.
Solo che Piga sembra non tener presente che il nostro problema non è più solo quello di migliorare il rapporto debito/pil: quell’obiettivo noi lo dobbiamo ricercare non perché lo chiede la Bce o il Fmi o la Germania, ma perché ci è praticamente impossibile espandere il debito.
Oggi come oggi noi siamo di fatto impossibilitati ad aumentar il debito pubblico perché nessuno sottoscriverebbe i nostri titoli in aumento del debito.
Al momento siamo costretti, come Stato e come banche in possesso dei titoli da rinnovare, a piazzare i titoli in sostituzione di quelli in scadenza vendendoli al 30 o 40% sotto la pari, siamo costretti a consegnare titoli che pagheremo 1000 € alla scadenza in cambio di una somma di 600 o 700 € a seconda della scadenza e l’affare è tanto poco conveniente che il Tesoro, all’ultima asta, dichiara di averla chiusa a quota 7 miliardi, rinunciando ad altri 1,5 miliardi di sottoscrizioni proprio perché a condizioni troppo gravose.
Ora, se così stanno le cose, e stanno così, si provi ad immaginare a quale quota verrebbero acquistati dei titoli italiani emessi aumentando già l’enorme massa del nostro debito pubblico.
Sembra proprio che il suggerimento di Piga sia assolutamente impossibile da seguire.
E allora? E allora dato che in parte Piga ha ragione e la storia della Grecia e di molti altri Paesi lo dimostra, occorre un’altra strada per fare una sana politica keynesiana di lavori pubblici, di stimolo alla domanda.
Ricordiamoci di quando il Presidente De Gasperi, per andare a chiedere il primo prestito agli Usa, si fece prestare un cappotto decoroso dal Ministro degli Esteri. Perché lui non ne aveva uno adatto.
Ricordiamoci questo e scopriremo che l’attuale mancanza di mezzi è poca cosa rispetto a quella situazione.
tmmo che le proposte per il rilancio sia poca cosa rispetto a quanto serve. Colgo inoltre una contraddizione : la rivalutazione delle rendite catastali , cosa è se non un aumento di imposte ? Con una aggravante una perso di modestissimo reddito può trovarsi ad abitare in un appartamento oggi olto rivalutato : dove prende i soldi per pagare una forte imposta sen ha solo un reddito modesto. Ci siamo dimenticati da tempo del buon senso e della Costituzione italiana : ogni cittadino deve contribuire in base alle proprie capacità contributive. Infine non dimentichiamo che Monti si trova a dover prendre provvedimenti di immeidat o effetto per tranquillizzare i mercati e gli "alleati" europei. Mi sembra che la sua azione appaia più criticanbie sotto il profilo della mancata equità e dei falsi benefici delle pseudo liberalizzazioni di settori che produrranno un solo euro in più di PIL : giornalai, tassisti, farmacie, notai ed altri ordini professinali. Questi provvedimenti potranno portare, in teoria, un amento di di occupati (spesso sotto occupati) ma non si produrrà nemmeno un euro in più di ricchezza. Il problema è più complesso di quanto non consentano queste poche righe. Giuliano
Risposta dell’autore, Lionello Ruggieri - In linea generale concordo, ma l’articolo voleva solo evidenziare l’errore commesso da Piga e da quanti suggeriscono di far indebitare il Paese per promuovere lavori pubblici destinati ad alimentare lo viluppo, più o meno interessatamente, senza tener conto che ciò in questo momento è impossibile. Quanto l’articolo è stato scritto il decreto Crescitalia non era ancora noto, neppure per sommi capi. Delle possibilità di incrementare la crescita senza indebitamento ne ho parlato in un precedente articolo.