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Sua eccellenza si fermò a mangiare: l’erotismo alla conquista del cinema italiano

Sua eccellenza si fermò a mangiare (1961) di Mario Mattòli.

Sua eccellenza si fermò a mangiare (1961) di Mario Mattòli è una commedia ricca di elementi sexy interpretata da Totò, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Francesco Mulè, Virna Lisi, Lauretta Masiero e Lia Zoppelli. Si tratta dell’ultimo film girato da Mattòli con Totò interprete principale, la fine di un sodalizio molto fruttuoso.

Totò è un ladro che si introduce in un appartamento e cerca di approfittare di una bugia che Tognazzi racconta alla moglie Virna Lisi per nascondere una scappatella extraconiugale. Commedia degli equivoci allo stato puro, ambientata nel periodo fascista, con Totò che si traveste da dottore e viene scambiato per il medico privato di Mussolini. Alla fine il ladro, che veste i panni del dottor Tanzarella, dopo molte vicissitudini si appropria delle posate d’oro cesellate da Benvenuto Cellini, fingendo di telefonare al Duce. Il furto delle posate mette in primo piano la grande ambizione di tutti i presenti, che vorrebbero far carriera grazie alla conoscenza di Mussolini da parte del ministro e del medico.

Sua Eccellenza si fermò a mangiare viene rieditato - per problemi politici - nel 1967 con il titolo Il dottor Tanzarella, medico personale del... fondatore dell’Impero. La critica più illuminata ricorda l’importanza di questo lavoro come precursore di molti stereotipi della commedia all’italiana e della commedia sexy: scambio di coppie, malintesi, doppi sensi, scambi di camere, donne nascoste negli armadi, qui pro quo in camera da letto. L’ambientazione anni Trenta contribuisce a realizzare una velata critica al regime, una satira degli uomini politici senza personalità che sostengono Mussolini.

Girato in Umbria, nelle campagne di Montefalco, nella finzione Castelletto, villa di una contessa che attende la visita di un gerarca fascista. Memorabile il discorso commemorativo del ministro - un formidabile Raimondo Vianello - ignaro del campione sportivo da celebrare, che improvvisa una comica orazione basata sui suggerimenti di Ugo Tognazzi. Ottimo il rapporto comico Totò - Mulè, il primo nei panni di un furbo ladruncolo che riesce a farla franca e il secondo come imbranato commissario di polizia. Erotismo blando tra Tognazzi e Lisi, marito e moglie insoddisfatti che, dopo il tradimento di lui, comprendono l’importanza del rapporto erotico per rinsaldare il matrimonio. Lauretta Masiero è l’amante di Tognazzi, presentata come finta moglie del ladro, ma che in passato ha avuto un breve incontro con il ministro, purtroppo andato in bianco. Pure qui l’erotismo abbonda, sia quando la Masiero viene nascosta in camera, che quando ricorda i particolari di un rapporto non concluso. Totò si lancia nei doppi sensi sui finocchi (“In paese ce ne sono tanti”) e lo spettatore comprende che non sta parlando di verdura. Ma anche quando loda l’opulenza di una ragazza formosa non è da meno e rischia un taglio da parte della censura. 

Sua Eccellenza si fermò a mangiare è una pochade ben costruita da un regista esperto in comicità, moderna e piccante, sin troppo audace per il 1961. L’erotismo sta conquistando il cinema italiano.

Rassegna critica. Paolo Mereghetti (una stella e mezzo): “L’ultimo film di Totò con Mattòli si inserisce senza molta originalità nel filone che rievoca il ventennio con toni burleschi: si salva solo Totò nei panni di un ladro incorreggibile”. Morando Morandini (due stelle per la critica - tre stelle per il pubblico): “Pochade inoffensiva sotto ogni aspetto, ma che, anche per pressioni dall’alto, fu rititolata Dott. Tantazella, medico personale del… fondatore dell’impero. Ultimo film di Totò con Mattòli, e non tra i più riusciti anche perché deve cedere il posto all’invadente coppia Tognazzi - Vianello”.

Non condivido le due impostazioni critiche. Mi schiero dalla parte del pubblico e di Pino Farinotti, che assegnano tre stelle. La coppia Tognazzi - Vianello si amalgama bene alla vis comica di Totò e costruisce alcune parentesi da antologia come il discorso commemorativo dello sportivo. Totò è debordante, incontenibile come sempre, questa volta alle prese con soggetto e sceneggiatura di tutto rispetto, scritte da Gianviti e Metz. Ottimo il commento musicale di Gianni Ferrio sulla base di Creola - Straziami ma di baci saziami.

 

Regia: Mario Mattòli. Soggetto e Sceneggiatura: Roberto Gianviti, Vittorio Metz. Fotografia: Alvaro Mancori. Montaggio: Gisa Radicchi Levi. Musiche: Gianni Ferrio. Scenografia: Alberto Boccianti. Costumi: Giuliano Papi. Trucco: Titi Efrade. Durata: 96’. Bianco e Nero. Interpreti: Ugo Tognazzi, Virna Lisi, Totò, Giulietta Masiero, Raimondo Vianello, Lia Zoppelli, Francesco Mulè, Nando Bruno, Anna Campori, Iole Mauro, Giovanni Filidoro, Pietro De Vico, Tina Perna, Ely Drago, Vittorio Congia, Mario Siletti, Ignazio Leone, Nando Angelini, Totò Mignone, Ughetto Bertucci, Salvo Libassi, Edy Biagetti, Floria Carosello, Nerio Bernardi, Cesare Martignoni, Vera Drudi.

 

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