• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Politica > Sondaggi politici EMG: l’esecutivo tra post Abruzzo ed equilibri (...)

Sondaggi politici EMG: l’esecutivo tra post Abruzzo ed equilibri interni

Nella puntata di Agorà del 14 febbraio sono stati trasmessi i nuovi sondaggi d’opinione ad opera dell’istituto EMG Acqua. I punti toccati sono molteplici: si va dai temi più caldi legati alle regionali abruzzesi fino alla fiducia nei leader, al caso Italia – Francia , ma c’è anche spazio alle domande sulla maggioranza e sulle polemiche sanremesi.

Sondaggi politici EMG: Dopo le regionali in Abruzzo cosa succederà al Governo?

Partiamo con le conseguenze del voto abruzzese. Prevale l’opinione di chi crede che non cambierà nulla all’interno dell’esecutivo (56%) anche se uno su tre (33%) crede che prevarrà la linea leghista. Le percentuali di chi sente che il Governa possa cadere o che vede una maggiore prevalenza della linea dei Cinque Stelle sono davvero risicate. Solo all’interno degli elettori del Partito Democratico vediamo un 14% che crede nella caduta nel Governo. Al contrario, in tutti gli elettorati vediamo una buona percentuale (42% tra elettorato lega e PD e 37% anche tra Cinque Stelle) prevedere un aumento del peso politico della Lega. Tuttavia, all’interno dei partiti di maggioranza prevale con il 51% chi non avvista alcun cambiamento all’orizzonte.

Sondaggi politici EMG: Il M5S perde consensi perché ha seguito troppo la linea della Lega?

Ma a cosa si potrebbe addebitare il crollo di consensi dei Cinque Stelle? Sicuramente non all’aver seguito eccessivamente la linea leghista. La pensa così il 73% degli intervistati, mentre una percentuale nettamente inferiore (il 22%) attribuisce effettivamente la crisi di consensi all’adeguamento alla linea della Lega.

Sondaggi politici EMG: Preferisce la Lega in coalizione con il cdx o con il M5S? (Solo elettori Lega)

Proseguiamo con le opinioni degli elettori della maggioranza di Governo, ma questa volta focalizziamoci sull’elettorato leghista. Già, perché più di un elettore della Lega su due (54%) preferirebbe vedere il proprio partito inserito in una coalizione di centrodestra. Perciò troviamo in minoranza chi sceglierebbe i Cinque Stelle come propri alleati: al 44%, quindi a dieci punti percentuali di differenza.

Sondaggi politici EMG: La fiducia nei leader

Veniamo dunque alla fiducia nei leader. Al primo posto troviamo ancora Matteo Salvini al 50% (+1%). In seconda posizione il premier Giuseppe Conte con il 48%, seguito da Luigi Di Maio, al 41%. In quarta posizione c’è Giorgia Meloni (21%) con un solo punto di distacco da Nicola Zingaretti al 20%. Infine seguono Maurizio Martina (16%) e Silvio Berlusconi, al 15%.

Sondaggi politici EMG: Se il premier Conte fondasse un partito, lei lo voterebbe?

L’elevato consenso di cui gode il premier Conte ci permette di immaginare scenari dove guida un partito proprio. In questo caso, l’8% degli italiani afferma che sarebbe disposto a votare una forza politica di Conte. Tra questi, solo l’1% proviene dall’elettorato leghista, mentre il 7% è del Partito Democratico e ben il 16% dei Cinque Stelle.

Sondaggi politici EMG: Tra Italia e Francia è crisi diplomatica. Chi ha ragione tra i due paesi?

Altro tema caldo delle ultime settimane è la crisi diplomatica tra Italia e Francia che ha richiamato il proprio ambasciatore in patria. Nonostante il 40% degli intervistati dia ragione all’Italia, c’è un altro 40% che afferma di non essere abbastanza informato. Quest’ultima percentuale rimane alta (39%) tra gli elettori del PD dove prevale, subito dopo, chi si schiera con la Francia. Tra Cinque Stelle e leghisti, invece, prevale l’Italia. Il risultato, tuttavia, è ampiamente maggioritario tra gli elettori della Lega (78%) mentre cala al 55% all’interno dell’elettorato del Movimento Cinque Stelle.

Sondaggi politici EMG: L’analisi tecnica del MIT riferisce che sulla TAV i costi superano i benefici.
Il Governo deve seguire il parere della commissione tecnica?

Passiamo, adesso, alla TAV. L’analisi costi-benefici del MIT ha bocciato l’infrastruttura. Tuttavia, nonostante il parere dei tecnici, il % degli italiani crede che debba essere la politica ad avere l’ultima parola. A soli 6 punti percentuali di distanza (37%) si trova chi crede sia giusto seguire il parere della commissione, mentre il 16% afferma di non essere abbastanza informato. Tra gli elettori del PD e della Lega vi è una percentuale maggiore che dichiara di non saperne a sufficienza e prevale chi crede debba decidere la politica. Certo, fra i leghisti troviamo anche un 37% di chi è convinto che sia giusto seguire il parere tecnico, ma questa percentuale è decisamente più importante tra le fila dei Cinque Stelle. Qui, difatti, il 48% opta per il parere tecnico anche se a soli 3 punti di distacco troviamo chi preme per una decisione politica. Una situazione, quindi, decisamente poco compatta anche all’interno delle singole fette di elettorato.

Sondaggi politici EMG: Secondo lei è giusto che la politica si occupi del regolamento di Sanremo?

Entriamo adesso nel vivo delle polemiche successive alla vittoria di Mahmood a Sanremo che hanno visto parecchie reazioni anche nel mondo della politica. In questo caso i pareri sembrano unanimi: l’88% degli intervistati pensa che la politica debba rimanere fuori dalle questioni sanremesi. Un plebiscito che oscura il misero 7% degli intervistati concordi sull’intervento dei politici.

Sondaggi politici EMG: Il vincitore di Sanremo deve essere deciso…

Ed infine, la polemica sul televoto. A sorpresa, la situazione è davvero divisa: il 42% crede ci si debba affidare esclusivamente al televoto mentre il 40% preferisce che siano televoto e giuria qualificata a decretare il vincitore. Fanalino di coda, la percentuale di chi opterebbe per affidare il giudizio finale esclusivamente alla giuria di esperti: solo il 14%.

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.89) 18 febbraio 13:05

    SINDROME >

    L’espressione “uno vale uno” di solito viene rivolta a soggetti terzi e con una valenza “riduttiva”. C’è di più.

    La cosiddetta democrazia diretta (via web) di fatto si concretizza in un meccanismo decisorio di impronta autoritaria, classista e oligarchica.

    Alla quota più consistente di circa 150mila iscritti viene assegnata la responsabilità di “dettare” la linea valida a livello nazionale e per i rappresentanti eletti in Parlamento.

    E’ COME se l’agenda politica e le scelte di un governo, al pari di quelle della vita, potessero essere sintetizzate e “risolte” con qualche frase, se non addirittura con un semplice si o no.


    In buona sostanza.

    Dal proscenio di turno pochi dotati “attori” fanno sfoggio di slogan e spot (promesse) concepiti a favore di una platea ristretta e “privilegiata” che poi racconterà lo spettacolo ai tanti che fuori anelano, aspettando di “vivere” a sua volta cotante emozioni. Ossia. Basta volerci credere e saper aspettare.


    Altro che sindrome di Procuste.

    MEGLIO diffidare di siffatta “zuppa”.

    Una Democrazia “sana” non si nutre di millanterie e dei “poteri” di clan di Primi Super Cives interessati a …

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.



    Pubblicità




    Pubblicità



    Palmares

    Pubblicità