Alla luce delle ultime scelte adottate da Rupert Murdoch e dall’amministratore di Sky Italia Tom Mockridge, sembra piuttosto evidente la necessità di osservare con attenzione ciò che sta succedendo a quella che è la vera alternativa allo scontro feroce tra Mediaset e quel che resta della Rai.
Il ruolo di mediatore è quello che più si addice ad un sistema satellitare internazionale, capace quindi di accogliere senza remore (perlomeno fino a poco tempo fa) i reietti che, da una parte e dall’altra, vengono silurati ogni qual volta siano sgraditi alla lobby di turno.
Certo, in questi equilibri non vanno dimenticate le tensioni tra Murdoch e Berlusconi, ma in questo caso si parla di tensioni principalmente economiche, e l’economia non guarda in faccia a nessuno, dove ci sia un buon affare. Non è Berlusconi il problema (una volta tanto), quando la concorrenza che Mediaset oppone a Sky.
Non esistono, quindi, molti motivi perché Sky rifiuti un accordo con Mediaset, qualora fosse vantaggioso.
Gli ultimi avvenimenti riguardanti Sky, però, mettono in evidenza il vero lato oscuro della logica insita nella mentalità di Murdoch, che è poi espressione dell’economia post-fordista in sé.
Alla logica fordista del celebre “il tempo è denaro”, Murdoch fonde l’idea, inaccettabile per l’economia classica, che non conti tanto la massimizzazione del profitto quanto quella delle vendite.
In questo modo, il fulcro delle dinamiche che muovono Sky diventa non solo la mercificazione delle idee proposte, ma soprattutto la sparizione dell’idea di valore d’uso, a favore del valore di scambio.
Viene abbandonata così la ferrea regola della razionalità del consumatore.
Il fine ultimo è che il prodotto sia vendibile, e questo assolutamente a prescindere dalla sua utilità.
Naturalmente quest’idea malsana e alquanto cinica non nasce con Murdoch. Il rovesciamento della logica smithiana è già alla base di colossi come Facebook (Zuckerberg), fondato sulla filosofia del dare al pubblico quello che il pubblico vuole.
Il problema di fondo è il momento in cui Murdoch scende in campo.
Se Zuckerberg decide di permettere agli individui di farsi gli affari altrui comodamente da casa, non è altro che la mente al servizio di potenziali utenti preesistenti alla propria azione.
Se invece Murdoch si trova a gestire una piattaforma satellitare capace di inserirsi così potentemente nel sistema mediatico internazionale, rendendo ogni paese un crocevia della stampa internazionale, trattando l’informazione e la formazione come una semplice “questione d’affari”, allora viene meno ai suoi doveri nei confronti del potere che detiene.
Gli ultimi mesi di Sky stanno rivelando un’anomala ventata di spazzatura nella programmazione satellitare, proprio mentre la permanenza di Current nella stessa è appesa ad un filo.