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 Home page > Tribuna Libera > Sì Tav: quarantamila a Torino

Sì Tav: quarantamila a Torino

Quarantamila manifestanti, 40mila cittadini, 40mila persone civili, senza bandiere, senza urlare, il 30 ottobre dell'anno 2018, a Torino si sono riuniti innanzi al palazzo comunale per dire sì alla Tav. 


Basta con la violenza di piazza, basta con la retriva ideologia del No ad ogni novità, ad ogni tentativo di modernizzazione, basta no Tav, no TAP, no global, no centrali nucleari, no ponte sullo stretto. Tutto il mondo va avanti, noi, indietro. Finalmente la maggioranza silenziosa, stanca di subire, stanca di assistere alla disgregazione di quello che potrebbe essere il paese più felice e florido del mondo, ridotto alla miseria, dice la sua.

La Cina ha costruito sul mare un ponte lungo ben 50 chilometri, Dubai ha un grattacielo alto 830 metri, 15,8 milioni di turisti nell'anno 2017 hanno visitato Dubai per vedere il grattacielo, il Burj al Khalifa, la torre del califfo, hanno portato denari al paese governato dall'illuminato emiro Al Maktoum. Dubai non ha il Colosseo, la basilica di San Pietro, i musei vaticani, Venezia, le nostre città d'arte, non ha il petrolio che tutti credono, solo un modesto 7 per cento a contribuire al PIL, Dubai è partito dal nulla, dal deserto, ma Dubai non ha nemmeno il partito del NO ad ostacolare l'economia del paese.

Questi 40mila torinesi, molte distinte signore, imprenditrici, professioniste, persone di cultura, hanno manifestato con proprietà di linguaggio e solidi argomenti le ragioni del sì. Hanno avuto il coraggio di contrapporsi alla violenza di piazza, hanno rotto il fronte del no, di quei no che hanno portato il Paese ad una drammatica recessione.
A Torino negli stabilimenti Fiat nacquero le Brigate Rosse, nacque la violenza politica, gli anni di piombo.

Ma a Torino, nell'ottobre del 1980, manifestarono 40mila coraggiosi, 40mila quadri Fiat scesero in piazza per opporsi ad una politica violenta, ad un sindacalismo che in nome dei lavoratori uccideva il lavoro e trasformava i lavoratori in disoccupati. 
Ancora una volta, oggi Torino dice la sua, non ha paura di andare contro corrente, contro il populismo imperante, contro l'omologazione scervellata, Torino manifesta con la calma , con la forza della ragione.

Foto: Jollyroger/Wikipedia

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