Le crisi ed i terremoti, se da un lato, fanno male, dall’altro, aiutano le collettività a ripensare alle regole con le quali operano per vivere meglio e progredire.
Uno degli aspetti su cui ci si dovrebbe soffermare é il motivo per cui lesioni e crolli si sono verificati nelle stesse zone in cui altri edifici sono rimasti integri. Le ricognizioni effettuate sui luoghi, dimostrano che molti edifici sono stati costruiti non soltanto senza rispettare le norme antisismiche, ma addirittura, senza rispettare le più elementari regole di costruzione, utilizzando materiali scadenti, edificando su terreni inadatti, risparmiando sull’ armatura, sul cemento, ecc, mettendo a repentaglio non solo la collaudabilità dell’opera, ma anche la vita di molte persone.
Illustri professori universitari, con cui concordo perfettamente, sostengono che è inutile emanare nuove norme antisismiche.
Ad ogni nuova scossa c’è chi chiede una nuova norma.
I livelli di conoscenza ingegneristica sul sisma sono molto elevati, di norme ce ne sono anche troppe, piuttosto occorre procedere sulla strada della verifica della qualitàcostruttiva.
E’ necessario procedere ad un sistema di controlli sulla qualità, sui conglomerati utilizzati, sulla messa in opera corretta, sulle armature e quindi sui collaudi: un insieme di controlli il cui fine sia appunto la garanzia delle prestazioni indicate nel progetto.
Nella maggior parte dei casi, a mio avviso, si sono evidenziate proprio queste carenze.
Dobbiamo chiederci, come mai nessuno dei soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere crollate: progettisti, organismi preposti all’approvazione ed ai controlli, Imprese esecutrici, si è accorto dell’errore? Eppure tutti hanno competenze tecniche tali, da valutare se vi erano deficienze.
Sorge legittimo il sospetto dell’esistenza di CRITICITÀ ALL’INTERO SISTEMA ORGANIZZATIVO, e DEI CONTROLLI .
Il primo passo sarà dare una casa a chi l’ha persa, in una parola, ricostruire. Ma come?
È a mio avviso, un grave errore ricostruire la città de L’Aquila ed attuare il nuovo piano casa con le vigenti norme e regole in materia di costruzioni.
L’esperienza ci insegna che per tutte le opere realizzate con tali procedure, sono state necessarie in corso d’opera, numerose varianti e modifiche, che hanno fatto slittare notevolmente i tempi di realizzazione, determinando una perdita di controllo dei costi.
I progetti così concepiti e redatti, nella quasi totalità, non assicurano la certezza dei costi dell’opera e dei tempi di realizzazione.
Gli stessi pur essendo in teoria progetti esecutivi, in realtà non lo sono quasi mai, (e potremmo anche togliere il “quasi”) proprio perché il sistema dei controlli è frazionato in una miriade di autorizzazioni e competenze che finisce per deresponsabilizzare il sistema.
Comunicato Stampa.
Il Consiglio Nazionale chiede alle Istituzioni l’apertura urgente di un tavolo tecnico per programmare un piano di messa in sicurezza di ampie parti delle nostre città e dei nostri paesi, in particolare nelle zone di maggior rischio sismico, sia mediante l’attivazione di importanti strumenti conoscitivi della situazione esistente quali l’introduzione del FASCICOLO DEL FABBRICATO. Angelo Bellucci Architetto www.architettobellucci.too.it
Bisogna preliminarmente riaffermare il diritto, e la libertà del cittadino che effettua un investimento, di avere un progetto esecutivo nei minimi particolari, di conoscere con certezza, preventivamente, il costo dell’opera ed il tempo necessario per realizzarla, e che la stessa venga eseguita nel rispetto dell’incolumità del personale addetto alla costruzione e delle persone che ne fruiranno.
Per fare ciò, sono necessarie regole che concorrano a determinare, per ogni tipo di investimento privato o pubblico, certezza dei tempi e dei costi di realizzazione.
In sostanza chi investe il denaro pubblico o privato vuole e deve conoscere, il costo certo dellaopera e quando l’investimento effettuato produrrà utili e/o benefici.
Innanzitutto dobbiamo migliorare il processo di ideazione e progettazione:
· corretta determinazione dei costi dell’opera con la redazione di un progetto accurato, redatto nei minimi particolari, che contenga tutti gli elementi necessari a determinarli con un elevato grado di affidabilità;
· approfondite indagini sulla natura dei terreni in cui deve insistere l’opera e su tutti gli elementi che evitino, i cosiddetti “imprevisti” che comportano varianti in corso d’opera e fanno lievitare, a volte considerevolmente, il costo dell’opera ed i tempi di realizzazione;
· conformità a tutte le norme di tutela e di salvaguardia del territorio, del patrimonio artistico e delle leggi dello Stato.
Inoltre, a mio avviso, dovrà essere modificata, la seguente dichiarazione in uso dagli attuali Organismi di Controllo (Collaudatori – Direttori dei lavori):
“Per le parti non più ispezionabili, di difficile ispezione o non potute controllare, l’Impresa ha assicurato, a seguito di esplicita richiesta verbale del sottoscritto (Organo di Controllo), la perfetta esecuzione secondo le prescrizioni contrattuali e la loro regolare contabilizzazione ed in particolare l’Impresa, per gli effetti dell’art.1667 del codice civile, ha dichiarato non esservi difformità o vizi”.