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Scandalo Eutelia: Samuele Landi latitante a Dubai fonda Kriptotel

Prima delle ferie un amico che conosce il mio interesse per Samuele Landi, uno dei protagonisti dello Scandalo Eutelia, mi segnala la sua partecipazione in Kryptotel, società che promette telefonate a prova d'intercettazione.

Kryptotel promette ai propri clienti telefonate protette da qualsiasi intercettazione, anche da quelle predisposte dalle autorità. A garantire questa sicurezza provvedono una serie d'espedienti tecnici e una particolare riservatezza della società, che si presenta semplicemnte con: "... è stata fondata nel 2006 con la partecipazione dei massimi esperti mondiali di sicurezza e finanziatori Svizzeri".

A prescindere dagli espedienti tecnici, che alcuni hanno già messo in dubbio, l'impresa fa leva sulla protezione offerta da certe frontiere alle sue strutture e alla società, che ha sede in un paese che non è stato scelto a caso:

"Gli Emirati Arabi Uniti sono stati scelti come sede societaria al fine di proteggere e garantire l'anonimato dei propri clienti. Non esistono leggi od accordi internazionali che possano imporre l'accesso ai dati ed alle conversazioni a societa' situate negli Emirati".

Una società di Dubai, una società di gestione israeliana e un'opera di "offuscamento" dei numeri e cifrature delle conversazioni dovrebbero in teoria rendere la vita dura agli spioni, ma di fatto garantiscono solo l'opacità della società.

E qui già si capisce che i 199 euro al mese che Kryptotel chiede ai suoi clienti non comprano la sicurezza assoluta. Poi si capisce anche che la sede a Dubai mette al riparo la società da eventuali recriminazioni dei clienti, non solo della curiosità poliziesca. Funzionino o meno, lamentarsi dei prodotti e dei servizi Kryptotel non si annuncia facile.

Un'altra cosa che si capisce e che se l'autocrate locale decide che quei dati gli interessano o interessano a qualcuno, non ci mette niente a torturare o a trovare pretesti per impadronirsene. Poi si capisce anche che quei dati difficilmente sono conservati o gestiti in server negli Emirati e che quindi non sono affatto a prova d'indagini e curiosità giudiziarie.

Fino ad ora il sistema ha avuto poca stampa, i pochi giornali che ne hanno riferito hanno colto i possibili conflitti con la legalità del nostro paese, ma è finita lì. Nei siti specializzati non è andata meglio, solo in un forum si trova l'intervento di un commentatore che cita Landi.

Ovviamente, se il nuovo servizio telefonico fosse una creatura di Samuele Landi, latitante in quel di Dubai mentre lo aspettano a un processo per una bella serie di reati finanziari e non, tutta la faccenda assumerebbe profili ancora più curiosi.

Ma come fare a penetrare il groviglio societario posto a difesa di Kryptotel e trovare il riscontro che leghi la voce alla realtà?

Intanto si comincia dalle cose semplici, per esempio da Saahra Landi, figlia di Samuele con la quale ho già avuto interessanti scambi epistolari:


Con una certa sorpresa, su un profilo secondario con il suo nome, eccola lì la Kryptotel. Saahra è Marketing Manager di Kryptotel, ha un profilo su Twitter nel quale pubblicizza Kryptotel, poi su Facebook c'è una pagina di Kryptotel con qualche contatto e un'altra pagina che qualcuno usa per giocare a tutto il giocabile e una Kryptotel multilanguage seguita da una trentina di persone. Tra gli amici di Kryptotel c'è anche Maurizio Sorini, nome ricorrente nei processi attorno ad Eutelia.

E Samuele? Eccolo General Manager di Kryptotel in un profilo di Linkedin rimasto impigliato nella cache di Google.



Samuele Landi (Nella foto con il coltello) è uno sveglio e deciso, ma non sempre, a volte si distrae.

samuele_landi

Ci sono altre tracce evidenti che collegano un certo mondo che girava attorno ad Eutelia a Kriptotel, come il curriculum online della signora Claudia Ravera, che è stata dal 2003 al 2010 Business Development and Marketing Manager di Eutelia e che oggi è Business Development and Marketing Manager, Web Communication & Marketing Officer -della Kryptotel Fz LLC.

L'avventura sembra agli albori, appare a tutti gli effetti come il lavoro di un latitante a Dubai che, in associazione con altri soggetti già protagonisti del disastro Eutelia, mette sul mercato un prodotto molto discutibile. Ancora di più se si pensa che il tutto debba essere gestito da Samuele Landi, che qualche conto in sospeso con la legge italiana ce l'ha ancora e sia rivolto a un segmento di clientela che prima di tutto vuole proteggersi dalla curiosità delle forze dell'ordine.

I potenziali clienti di Kryptotel dovrebbero però considerare la particolare vulnerabilità di Landi e il fatto che si sia già mostrato particolarmente insensibile agli scupoli morali e insofferente alla gestione degli affari secondo le leggi.

Infatti non si sa cosa impedisca a Kryptotel di vendere le conversazioni dei clienti o di fornirvi accesso a qualcuno. Bisogna fidarsi della paginetta di promesse sul sito. Così come non si sa chi potrebbe impedire a Landi di consegnare alla giustizia italiana i segreti di altri per liberarsi, lui o la famiglia, da qualche peso giudiziario.

Ma persino la più banale falla tecnica è destinata e restare impunita. Senza dimenticare che difficilmente chi compra un servizio del genere, sarà poi molto disposto a denunciare eventuali problemi, in particolare alle forze dell'ordine e che difficilmente sarà possibile o conveniente chiedere risarcimenti a Dubai,

Chi garantisca i clienti da eventuali truffe non si sa, visto che gli artifici che proteggono la società da qualsiasi azione di responsabilità sono gli stessi che in teoria coprono la "riservatezza" dei clienti. Il fatto che il gruppo di notissimi italiani che galleggia attorno a Kryptotel negli anni si sia dedicato al tosar clienti con i dialer e con le linee erotiche o a fare affari con gli scambi di coppie, non depone a favore dell'affidabilità del prodotto o della serietà dell'impresa.

Appare anche discutibile che Landi e suoi associati controllino ancora parti di Eutelia, e che Landi intraprenda un'attività del genere proprio mentre i suoi avvocati cercano un accordo per una sentenza mite in cambio di un risarcimento di qualche milione di euro delle centinaia evaporati.

Alla famiglia Landi non va nemmeno troppo male, il tribunale ha appena restituto alla moglie di Landi un castello, che la signora Gallorini avrebbe comprato con i proventi personali di una speculazione in borsa.

Appare discutibile pure il sostanziale invito a farsi beffe delle autorità, indicato a un pubblico che più italiano non si può, e sarebbe interessante sapere che ne pensa il giudice che dovrà valutare il patteggiamento proposto dal difensore di Landi.

Appare discutibile anche l'intreccio d'affari tra un difensore di Landi e il suo rappresentato, "offusca" molto la conduzione della difesa. Sarebbe interessante anche capire come si concilia l'arroganza processuale di Landi, con la concessione di qualsiasi beneficio da parte del giudice.

È pur vero che Landi ha chiuso il suo sito dal quale lanciava strali sulla giustizia malvagia e ha chiuso anche quello del partito virtuale (Imprenditori d'Italia) che aveva creato in sua difesa, ma a occhio non pare proprio incamminato per la diritta via.

Incidentalmente, questa promozione fai-da-te della novità sui social network ha vanificato del tutto la copertura di mistero costruita attorno a Kryptotel e disintegrato ogni residua pretesa di sicurezza del servizio. Perché una volta che è diventato di pubblico dominio l'identità di chi controlla la società, ogni altro schermo risulta vano.

Non resta che sperare in un flop dell'impresa e che i poveri Landi non finiscano inseguiti da qualche narcotrafficante in cerca di vendetta per un parente inguaiato da un Kryptotel.

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