E’ spesso una corsa contro il tempo per arrivare come lei dice "prima dello stalker, prima del potenziale assassino, prima dell’irreparabile. E tutti ormai sappiamo che cosa significa irreparabile. Ne sente il fiato sul collo la vittima che ha già subito un tentativo di strangolamento o un cuscino premuto sulla faccia o un coltello puntato alla gola. Lo descrive la cronaca nera indugiando sui particolari più truculenti perché chi legge possa sentire il famoso brivido che va su per la schiena."
Natascia arrivò al nostro Centro mandata dai carabinieri perché l’avevano trovata sugli scalini della chiesa dove dormiva da due notti come una barbona.
Ci mostrò la catenina e gli orecchini d’oro che le aveva regalato il marito e tutta rossa in viso cercò di spiegarci che lui le aveva promesso mari e monti per poi cacciarla fuori di casa perché non gli voleva fare da puttana.
Sissignori, disse proprio così, ‘non gli voleva fare da puttana’ e chi è maggiorenne capisce benissimo che cosa voleva dire. Ma come, a quell’età? E perché no? Una donna a 74 anni è una vecchietta, ma un uomo a 74 anni può essere ancora ‘gagliardo’ e avere le sue ‘esigenze’.

Doveva forse andarsene a cercare una sui marciapiedi, col rischio di beccarsi una malattia? Con tutte le rumene e polacche e africane e insomma con tutte le morte di fame che ci stanno in giro, poteva benissimo prendersene una in casa tramite agenzia, una sicura, igienicamente parlando, magari con il cartellino di garanzia come la carne al supermercato. E difatti le urlava che l’aveva comprata e perciò doveva fare tutto quello che voleva lui, ma proprio tutto. I soldi per i ragazzini che aspettavano in Romania, doveva guadagnarseli, altroché.
La ricoverammo in una casa di accoglienza fuori città dove, con sua grandissima gioia, trovò un’altra rumena, e lì la lasciammo con mille raccomandazioni, dopodiché ci stavamo adoperando per trovarle un lavoro, ma neppure tre giorni dopo, ci telefonarono per dirci che Natascia era scappata. Le ricerche ci portarono dove mai avremmo voluto trovarla: dal vecchio marito violento e sporcaccione. Per amore dei figli, era tornata all’obbrobrio e alla schiavitù, per amore dei figli, aveva ‘scelto’ di fare la prostituta per un solo uomo, ma pur sempre la prostituta.

E già: non sempre si riesce a sottrarre le donne alla violenza soprattutto quando occorre salvarle da se stesse, ma bisogna sempre provarci. Provarci con dolcezza e sorellanza, con la testa e con il cuore, con la rabbia e la determinazione.
La rabbia mi accompagna e mi dà la forza di continuare a combattere anche là dove la battaglia è persa in partenza. Quella rabbia che era il segno particolare sulla nostra carta di identità (“Siete le solite femministe arrabbiate”) la rivendico, la pratico e la trasmetto alle ragazze che fanno i miei corsi di formazione: “Dovete essere arrabbiate perché è un vostro diritto, perché vi dà la grinta e perché una donna incazzata nera mette gli uomini in soggezione!”
Cara Signora gli atti sono il male commessi dagli esseri umani. Il male non è un atto ma una (...)
09/10 21:51 - Michele Antonelli