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Salviamo la democrazia

  L'etimologia del termine “democrazia” discende dal greco antico, come buona parte delle parole della nostra lingua; significa “governo del popolo”.

  Cos'è il popolo? Un'entità omogenea? Niente affatto, il popolo è costituito da una congerie di individui quanto mai diversi gli uni dagli altri. Diversi per sesso, per razza, per collocazione geografica, per storia pregressa, per cultura, per religione e per intelligenza.

  I comportamenti degli uomini sono determinati da dosi diverse di raziocinio e di emotività. La componente emotiva prevale nettamente nella maggior parte degli esseri umani.

  A partire dall'uomo primitivo, il cavernicolo, dall'homo sapiens, l'uomo si è arricchito di una quantità enorme di saperi grazie alla tradizione orale prima, alla diffusione della scrittura, ai libri, poi. Tuttavia, non tutti gli individui risultano essere depositari dello stesso grado di conoscenza, di cultura; in gran parte, sono poco acculturati, poco o male informati, perseguitati da mille paure e, in sintesi, poco intelligenti. Sì, poco intelligenti; lo diceva anche Napoleone.

 Dalla notte dei tempi, i furbacchioni hanno capito che possono strumentalizzare, esorcizzare le paure delle masse popolari a proprio beneficio e così si sono inventati religioni, e ideologie politiche. I dittatori, tutti buoni psicologi, sanno come inquadrare le masse e renderle obbedienti ai loro voleri. Questa è la patologia grave da cui è affetta la democrazia, al punto da trasformarla in demagogia prima, e poi in una dittatura, in poche parole nella negazione di se stessa.

 Il popolo sovrano, quando vota quasi sempre si fa del male, dopodiché deluso dai risultati, caccia nelle stalle i politici che aveva portato alle stelle. Il massimo del danno il popolo se lo procura quando si esprime con i referendum. Il popolo, italiano con il referendum del 2011 disse no alle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica, unico paese in tutta Europa dove ne sono attive ben 196 e 15 in costruzione. Il risultato di questo no fu la espulsione dal nostro paese di una miriade di aziende energivore tra cui tutta l'industria dell'automobile, in quanto messe fuori gioco rispetto alle concorrenti dal maggior costo della energia elettrica.

 Il popolo inglese, sebbene meno ignorante del popolo italiano, con il referendum sulla Brexit ha decretato la propria rovina. Adesso quel governo non sa come fare per rimediare.

 Come abbiamo visto, il sistema democratico in teoria è bello, ma quando applicato nella pratica spesso degenera.

 Un rimedio ci sarebbe. Come per guidare un veicolo è richiesta una patente di idoneità a tutela della sicurezza stradale, a maggior ragione per esercitare il diritto di voto, parliamo del suffragio universale, sarebbe auspicabile la istituzione della patente dell'elettore, subordinata ad un minimo di consapevolezza, al possesso di un titolo di licenza elementare, alla conoscenza delle regole fondamentali di uno Stato: carta costituzionale, capo dello Stato, capo del governo, Parlamento.

 Oggi, dicembre dell'anno 2018 il nostro è il paese peggiore fra tutti gli stati della UE, il maggior numero di disoccupati, di indigenti, le peggiori infrastrutture, il debito pubblico più' alto, pressione fiscale da rapina, recessione dell'economia.

 Se vogliamo che l'Italia possa godere delle sue straordinarie potenzialità, salviamo la democrazia dalla dittatura degli ignoranti con la PATENTE DELL'ELETTORE!

Commenti all'articolo

  • Di Vittorio (---.---.---.164) 30 dicembre 2018 11:31

    Di tutti gli articoli di Agoravox quelli scritti da te devo dire che sono i più veri e se il popolo li seguisse sicuramente staremmo tutti meglio!

    Naturalmente condivido.

  • Di kindlyreqd (---.---.---.145) 31 dicembre 2018 18:49

    Si potrebbe estendere il principio, istituendo anche la patente degli "Intelligenti" e quella degli "Esseri Superiori", conseguibili solo attraverso severi esami di idoneità davanti ad esaminatori dotati di provate e indiscutibili qualifiche.

    Naturalmente, prima tra queste qualifiche dovrebbe essere il possesso della patente della categoria a cui concorrono gli esaminandi, cioè la patente di Intelligente per quelli che possono rilasciarla, la patente di Essere Superiore per quelli che esaminano i futuri Esseri Superiori patentati.

    Ma poi perchè limitarsi ai soli esempi positivi? Sarebbe cosa buona e giusta anche istituire la patente degli imbecilli, ad esempio, da dare a coloro che hanno dimostrato di non avere un minimo di comprendonio; non è forse vero che già ora la saggezza popolare definisce certe persone come "Cretini Patentati"? E dunque, si tratterebbe solo di prendere atto di un costume già in uso e regolamentarlo.

    Naturalmente costoro non solo non potrebbero votare, ma neppure aspirare a posti nelle amministrazioni pubbliche: sarebbero insomma messi in condizioni di non nuocere, con grande giovamento per la società. Sarebbe poi bene che i "Cretini Patentati" fossero obbligati a portare addosso un segno distintivo ben visibile, ad esempio un asterisco, oppure una stella, qualcosa insomma che li rendesse immediatamente riconoscibili.

    E si potrebbe continuare con molti altri esempi, tipo la marchiatura a fuoco dei ladri e dei delinquenti in genere, lodevole pratica in uso nelle società antiche ben più civili della nostra.

    Ma forse l’autore di questo articolo ha solo voluto scherzare e lanciare una provocazione ... chissà?

    • Di Cesarezac (---.---.---.193) 1 gennaio 10:03

      Capisco, metabolizzare le novità non è facile, specialmente nel nostro che oggi è un Paese retrivo, prevale la cultura del no ad ogni novità, tutto il mondo progredisce noi non stiamo fermi, andiamo indietro.

      Per giustificare la paura del nuovo ci libriamo tra le nuvole con elucubrazioni senza senso. 

      Kindlyreqd, che dici eleminiamo la patente di guida?

  • Di Antonello Laiso (---.---.---.213) 1 gennaio 09:46

    Concordo con Di kindlyreqd, la patente dell’elettore sembra uno scherzo del pesce d’aprile...

    che ci sia pero’una demagogia o una pseudo arte del convincimento psicologico delle masse in politica e’imprescindibile.

     il convincimento elettorale come mezzo ad arte puo’ pero’ portare a risultati piacevoli o spiacevoli a seconda della persona che ne fa uso.

    Saper convincere in politica e’vincente significa saper conoscere il proprio interlocutore le sue debolezze le sue insoddisfazioni, saper far presa su un qualcosa di non sociale,su un qualcosa di forte presa,causa d’insoddisfazione delle masse (lavoro,pensioni,tasse).

    Chi oserebbe far politica promettendo un qualcosa di diverso da cio’ che e’ ad hoc di presa sociale su un popolo?

    La realizzazione della perfezione non esiste in nessuna Nazione e non puo’ esistere anche nelle Nazioni all’ avanguardia economica, ovunque molto o poco esiste un malcontento,e’ questo e’ il mezzo della politica,usare il malcontento per cambiare un qualcosa, spesso si promette tanto, anche ben sapendo che sara’ difficile realizzare tutto,solo dopo il popolo si accorge che quelle promesse o non potranno essere mantenute o se lo sono perche’ sono state usate come mezzo, il costo di queste saranno pagate solo e sempre da noi.

    Del resto cio’ e’ attuale....





    • Di Cesarezac (---.---.---.193) 1 gennaio 10:11

      Torniamo con i piedi sulla terra, parliamo di cose concrete, PRIMUM VIVERE DEINDE PHILOSOPHARI, che ne dici dei referendum, il popolo degli elettori è stato saggio?

      No al nucleare, unico paese in Europa, dove ci sono 196 centrali e 15 in costruzione, no alla revisione della Carta Costituzionale, unico esempio al mondo delle due camere paritarie, cosa che rende il Paese ingovernabile, gli inglesi con la Brexit hanno votato al meglio?

  • Di Persio Flacco (---.---.---.102) 1 gennaio 22:48

    Salvare la democrazia affidandosi alla oligarchia dei "competenti patentati" mi sembra vagamente contraddittorio. Peraltro, di fatto, è già così che funziona.

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