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 Home page > Tribuna Libera > Ritorno del fascismo? In realtà non se n’è mai andato

Ritorno del fascismo? In realtà non se n’è mai andato

L'Italia repubblicana è stata attraversata più volte (anche a livello istituzionale) da rigurgiti più o meno intensi del fascismo e i tentativi di colpi di stato (ben quattro fra cui i più noti sono stati il piano Solo nel 1964 e il Golpe Borghese nel 1970) dal dopoguerra in poi sono lì a dimostrarlo. 

Per non parlare di tutte le entità extraparlamentari e terroristiche di stampo fascista (Franco Freda, Stefano Delle Chiaie, Roberto Fiore....) verso i cui esponenti (Franco Freda, Stefano Delle Chiaie, Roberto Fiore....) lo Stato ha sempre usato i guanti di velluto (non si può dire altrettanto verso esponenti della Sinistra extraparlamentare e del terrorismo rosso; i casi di Negri e Curcio sono lampanti a riguardo).
 
Caso analogo con le forze di polizia piene di elementi fascisti (vedi i fatti di Genova, gli omicidi Aldrovandi e Cucchi, etc...) che hanno abusato spesso e volentieri dei loro poteri. 
Quindi non si tratta di un ritorno, ma della costante riaffermazione di un fenomeno con cui l'Italia non ha mai fatto veramente i conti. 
 
A differenza della Germania che ha avuto la mano pesante con il nazismo nell'immediato dopoguerra condannando (anche in contumacia) tutti i gerarchi e responsabili del III Reich in vari processi (non ci fu solo Norimberga), l'Italia con l'amnistia del 1946 ha lasciato la cosa sospesa offrendo un'immunità ingiustificata ai criminali fascisti (ad esempio Graziani, uno dei peggiori, morì tranquillamente nel suo letto). Ex esponenti della RSI diventarono perfino magistrati (Scalfaro), segretari di partito (Almirante) e perfino ministri e presidenti del Consiglio (Tambroni) 
 
Questo permissivismo creò un danno evidente ossia di far passare progressivamente alla collettività il messaggio sbagliato che la fase tragica del ventennio fascista non era poi così grave.
 
A dimostrazione di ciò ci sono le dichiarazioni sciocche quanto irresponsabili anche di personalità autorevoli (non solo del mondo politico) che il fascismo ha fatto cose buone, che in fondo prima della guerra non si era dimostrato così terribile o peggio ancora di diffondere informazioni false su presunti successi inesistenti del fascismo da spacciare invece come grandi conquiste sociali del nostro Paese.
 
Solo il paziente lavoro di giornalisti e storici ha permesso di ricostruire e documentare chiaramente gli orrori di quel periodo che avrebbero invece dovuto essere messi chiaramente in risalto per via giudiziaria ed essere quindi scolpiti nella Storia del nostro Paese una volta per tutte.
 
Il fatto di non avere operato in questo senso, ossia di non avere fatto i conti con quel pezzo importante della nostra Storia è una delle ragioni per cui il fascismo è rimasto un cancro permanente della società italiana del dopoguerra e liberarsene definitivamente non sarà affatto facile.

 

 
Yvan Rettore
 
Questo articolo è stato pubblicato qui

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