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Riforma sanitaria Usa: Yes, we did

Dopo il passaggio alla Camera dei Rappresentanti della riforma della sanità voluta dal presidente Obama, 32 milioni di americani avranno una copertura assicurativa per le malattie, della quale fino ad oggi erano privi.

Ha un volto la vittoria di Barack Obama in questa battaglia: quello di Natoma Canfield.

Ha cinquant’anni, abita a Medina, in Ohio, fa la donna delle pulizie. Qualche tempo fa ha scritto al presidente Obama.

Riforma sanitaria Usa: Yes, we did

"Caro Presidente - diceva - 16 anni fa mi è stato diagnosticato un tumore.
Per coprire le spese sanitarie ero riuscita trovare una polizza, che mantenevo con grandi sacrifici e rinunce.
 
L’anno scorso ho pagato un premio di circa 6000 dollari per questa assicurazione: il 25% in più di quanto mi era stato chiesto nell’anno precedente.
Per l’anno prossimo la compagnia di assicurazione mi chiede un premio maggiorato di un altro 40%: 8500 dollari.
Un costo che non posso sostenere".

Al momento di scrivere quella lettera Natoma, guarita dal tumore, sapeva di dovere affrontare, questa volta senza copertura sanitaria, un’altra terribile battaglia: quella contro la leucemia.
 


Una storia, quella di Natoma, che descrive in modo esemplare l’avidità delle compagnie di assicurazione americane.

"È per gente come Natoma che lottiamo», ha detto Obama durante un comizio tenuto l’altro giorno proprio nell’Ohio, a Strongsville.


La battaglia contro la proposta Obama è stata durissima: repubblicani e lobby assicurative l’hanno combattuta con tutti i mezzi possibili e immaginabili.

Ma il presidente si è dimostrato tenace e coraggioso ed ha tenuto duro, nonostante i gravi rischi che correva sul piano della popolarità e della tenuta stessa della sua maggioranza.

Questa riforma, che rappresenta una svolta di portata epocale, era stata, infatti, uno dei punti cardine della sua battaglia elettorale.

E Obama ha voluto dimostrare agli americani e al mondo dove si può arrivare quando ci sono due cose: un idea forte e un leader abile e carismatico in grado di darle corpo.
 


Uno dei grandi sostenitori della battaglia di Obama, il regista Michael Moore ha scritto sul suo blog, rivolgendosi nella sua solita forma graffiante e sarcastica ai Repubblicani e a tutti coloro che hanno avversato la riforma: "So che siete arrabbiati adesso. So che probabilmente pensate che se foste stati spezzati da una malattia, o cacciati di casa per bancarotta sanitaria, vi sareste in qualche modo rialzati e sareste sopravvissuti. So che è una storia confortante da raccontarsi, e che se John Wayne fosse stato ancora vivo sono sicuro che avrebbe potuto farci un film, per voi. Ma sappiate che, anche se vi siete opposti alla sua approvazione questa legge varrà anche per voi. E siatene felici per il vostro Paese."
 

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