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di alride giovedì 9 aprile 2009 - 2 commenti oknotizie
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Quei morti che si potevano evitare

 

Potevano essere ancora in vita, festeggiare la Pasqua con le proprie famiglie, progettare il loro futuro.

Al contrario sono morti in 278 (ad oggi), terrorizzati e dopo aver sofferto.

In questi giorni tragici a causa del terremoto in Abruzzo si è parlato e si è sparlato, senza rispetto nei loro confronti e per chi li piange.

Tutto il paese è in lutto, almeno quello della gente comune.

Chi ha perduto tutto sarà presto dimenticato, come solitamente avviene nel nostro paese a seguito delle calamità naturali.

Tra le poche cose che possiamo veramente fare per evitare il ripetersi di questi drammi, ci dobbiamo occupare di porre la lente d’ingrandimento sulla normativa edilizia antisismica, la cui violazione anche parziale dovrebbe essere perseguita con pene severissime.

Appare utile conoscere qual è la situazione, da questo punto di vista, in altre parti del mondo ove i fenomeni tellurici sono ricorrenti, come ormai in Italia.

Perché il nostro è un paese ad alto rischio, anche se qualcuno finge di ignorarlo per biechi fini economici e politici, o per far passare strumenti populistici per incentivare l’incremento del volume abitativo in modo indiscriminato.

Vale la pena di leggere i due take dell’ANSA delle ore 19 di oggi, 8 aprile 2009.

(ANSA) - NEW YORK, 8 apr - La Transamerica Pyramid, il grattacielo simbolo di San Francisco, 260 metri di altezza, ha resistito senza danni al terremoto di Loma Prieta, una lunga scossa di magnitudo 7,1 sulla scala di Richter che nell’ottobre del 1989 colpì la California centrale, provocando la morte di una sessantina di persone.

La torre della Transamerica, costruita alla fine degli anni 70 rispettando i severi codici californiani, ha oscillato per un minuto circa. Secondo gli strumenti che alcuni anni prima erano stati installati dall’Usgs, i servizi geologici americani, l’oscillazione ha raggiunto addirittura i 30 centimetri all’ ultimo piano, ma non ci sono stati né danni, né vittime.

In stretta sintesi, le regole in vigore in California, tra le più severe del mondo, chiedono che le costruzioni di una certa ampiezza rispondano a tre principi di base: i muri devono essere in cemento rinforzato e le colonne ancorate in fondazioni profonde, mentre le giunture tra pannelli devono essere concepite in maniera da trasferire le spinte dalle travi trasversali alle colonne orizzontali.
Come in tutti gli Stati Uniti, molte case hanno le strutture integralmente in legno. Quelle costruite in California, contrariamente a quanto succede nel resto degli Usa, non hanno basement, cioe’ l’ampio piano seminterrato, per non indebolire la struttura. La case piu’ fragili risultano quelle costruite negli anni ’50, con il pianoterra adibito a parcheggio, una scelta che e’ stata abbandonata.

Le prescrizioni per la costruzione cambiano costantemente, e vengono sempre aggiornati dopo un terremoto, visto che a ogni occasione si impara qualcosa di nuovo, grazie ai numerosi sensori installati sui monumenti, sui ponti, sugli edifici pubblici.

Un paio di esempio. Nel 1984, il terremoto di Morgan Hill, a sud dalla Silicon Valley, di una magnitudo di 6,1 gradi, ha fatto capire che il tetto della palestra di una scuola locale era troppo flessibile. Il centro della struttura aveva subito scosse tre o quattro volte superiore agli angoli, lasciando prevedere serie possibilita’ di crollo in caso di scosse più forti. Quindi sono state cambiate le regole, e i tetti vengono resi meno flessibili per resistere meglio.

Uno degli ultimi grossi terremoti della California, il Northridge del gennaio 1994 (6,7 sulla scala Richter), a Los Angeles, provocò relativamente poche vittime, una settantina, ma danni stimati in 20 miliardi di dollari.

Crollarono alcuni ponti delle principali freeway, le autostrade che attraversano la metropoli sud-californiana, dalla 10, quella di Santa Monica, alla Interstate 5. L’anno successivo fu approvata una legge statale per rafforzare ancora di più le strutture dei ponti stradali.


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