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Prima che l’Europa bruci, ripartiamo da Notre-Dame per ricostruire la grande patria Europa

Hanno ragione Murgia e Saviano, “l’UE è annegata coi migranti morti nel mar Mediterraneo”.

Ma non si può gettare nella spazzatura, quel senso di comune appartenenza, quella ondata di commozione che ha unito francesi italiani spagnoli e gli europei. Tutti hanno avvertito il dolore e la rabbia per quell'incendio, che ha rovinato una cosa loro. Tutti hanno avvertito che Notre-Dame, Assisi, La Sagrada Familia, non sono la Francia, l'Italia, la Spagna, ma sono l’Europa.

Abbiamo davanti scelte cruciali, il nazionalismo, l'europeismo mentre si consuma l'uscita dell'Inghilterra dalla UE, si accentua protezionismo negli Usa, e il globalismo cinese invade l'Europa con la via della seta. In questa prospettiva la riforma dei Trattati europei non è un’opzione ,ma una necessità per "completare l'Unione economica e monetaria".

E allora,prima che l'Europa bruci, ripartiamo dal senso di appartenenza a questa nostra patria, che le fiamme di Notre Dame hanno ravvivato, da questo sentimento comune europeo, che ci ha fatto sentire uniti come quando siamo stati liberati dai fascisti.

Partiamo dal valore unificante della cultura europea che nutre le nostre anime, ma anche le nostre coscienze di cittadini europei. Ripartiamo da questo salvagente per salvare l'Europa che affonda. Partiamo dalle nostre comuni radici culturali, costruiamo l'Europa dei popoli, a partire dalla costituzione europea che proprio la Francia aveva bloccato .

Come per Notre-Dame, facciamo per questa UE la conta dei danni, vediamo quello che si può salvare, quello che si deve eliminare, quello che occorre ricostruire. Scaviamo nella nostra mente, nei nostri cuori ritroviamo la forza del sentimento di comune appartenenza della solidarietà, e scartiamo la zavorra della centralità degli stati, la debolezza degli egoismi nazionalistici dei muri dei confini. Cancelliamo la debolezza della politica elettorale che aiuta il potere, per ritrovare la forza della politica vera, al servizio delle esigenze reali della gente.

Cacciamo il virus del consenso, che ha cancellato la solidarietà le ragioni di esistenza della UE e costruito i lager libici. Buttiamo a mare la zavorra della centralità degli stati, per spostare il baricentro della governance europea dall'esecutivo al parlamento, per dare più forza agli organismi europei, supportati dalla forza di un parlamento forte.

 

 

 

 

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