Progetti e premi di produttività al centro del dibattito interno alla macchina comunale cittadina: scontri in vista tra amministrazione, capi-settore e rappresentanti sindacali del Comune di Bacoli.
Si accendono le prime polemiche e diatribe intorno alla delicata questione concernente i finanziamenti da attribuire ai progetti di produttività presentati, dietro richiesta dell’assessorato al Personale, dai numerosi capi-settori pubblici.
Schede progettuali per cui, nel loro insieme, dal Bilancio comunale si prevede un impegno di spesa di poco superiore ai 2,1 milioni di euro che, così come avviene annualmente, si ripartiscono, attraverso l’assunzione di un criterio ritenuto valido per il buon andamento dell’Ente, tra le diverse sfere settoriale (dodici nel loro insieme) strutturate pochi anni addietro, con l’avallo della sua giunta, dall’ex sindaco Antonio Coppola.
Denaro da assegnare il quale, in seguito ad un’analisi del Bilancio di Previsione 2010, rappresenta ben poca cosa rispetto ai circa 12 milioni di euro di anno in anno messi tra le Spese Correnti del Comune di Bacoli, che rappresenta all’incirca il 47% del Titolo I della “Spesa” pubblica il quale, nella sua totalità, raggiunge una somma pari a 25,5 milioni di euro (garantiti attraverso i Titoli I, II e III delle “Entrate”, le quali rappresentano le Entrate Tributarie, le Entrate Derivanti da Contributi e Trasferimenti Correnti dallo Stato ed altri Enti Pubblici, e le Entrate Extra-Tributarie).
Una fetta del patrimonio annualmente bloccata, resa così voluminosa per via dell’ingente numero di dipendenti comunali ad oggi stipendiati dall’Ente, a cui quindi vanno sommati questi ulteriori 2 milioni di euro atti a garantire, proprio mediante la modellazione di progetti, un miglioramento della e nella macchina comunale il quale, di riflesso, qualora fosse supportato da operazioni valide e lungimiranti, arrecherebbe sicuro giovamento anche all’intera comunità cittadina.
“Abbiamo dato la possibilità ai capi-settore di portare alla nostra attenzione una loro proposta circa l’opportuna divisione di questo fondo – ha asserito l’assessore al Personale, Giuseppe Scotto di Vetta (in foto) – ma non sono riusciti a trovare un accordo. In questi giorni ho avuto modo di valutare i diversi progetti messi su carta dai responsabili di settore e mi sono adoperato per individuare quali potessero essere quelli maggiormente usuranti per il lavoratore ed utili per la città. In tale ottica ho anche suddiviso i fondi”.
Proposte che, una volta giunte all’interno della “Delegazione Trattante” e quindi alla presenza della stessa amministrazione, dei capi-settori, e dei sindacalisti, ha scatenato non poche polemiche tra le parti in causa.
Dall’assise tenutasi al municipio di via Lungolago, difatti, sarebbero anche state paventate possibili azioni di protesta dei lavoratori comunali mentre altri, tra i capi-settore, avrebbero invece annunciato le proprie dimissioni se non vi fossero state delle sostanziali modifiche nella “manovra”.