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di Maurizio Ravasio mercoledì 19 ottobre 2011 - 2 commenti oknotizie
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Porno on line: dipendenza, violenza e depressione

La pornografia è un "modo brutale di essere introdotti alla sessualità" che conduce a violenze e comportamenti sessualmente aggressivi. Queste le impressionanti conclusioni di The Social Costs of Pornography, studio statunitense che si è occupato di analizzare la diffusione della pornografia con lo scopo di delineare un quadro completo delle sue conseguenze.

Mary Anne Layden, psichiatra dell'Università della Pennsylvania e una delle coordinatrici della ricerca, spiega che la pornografia ha la capacità "non solo di insegnare attitudini e comportamenti sociali, ma anche di dare il permesso per metterli in pratica". La legittimazione dell’uso della forza per fini sessuali è considerata dalla professoressa Layden e dai suoi colleghi l’influenza più insidiosa della pornografia.

Sono diverse le ricerche in materia, tra cui una italiana, che hanno mostrato la correlazione pornografia/violenza: più frequentemente gli uomini ricorrono alla pornografia e più violento è il materiale utilizzato, più aumenta la spinta a compiere aggressioni sessuali. I dati in materia parlano chiaro: tra i sex offenders (gli autori di molestie sessuali) l'83% degli stupratori e il 67% dei molestatori di minori fa uso di materiali hard-core, mentre tra i non-offenders la percentuale scende di molto (29%).

La diffusione di internet ha contribuito ad aggravare il problema, facendo della pornografia una presenza costante nella vita di molti utenti. Facilmente accessibile a chiunque e dovunque come mai era successo prima, il suo consumo e la sua produzione sono in continua espansione rendendo l'industria del porno un business sempre più redditizio che nei soli Stati Uniti muove almeno quattro miliardi di dollari all’anno. Per l'intrattenimento a luci rosse si spende più che per football, baseball e basket.

La pornografia online, rivela The Social Costs of Pornography, oltre a stress e depressione può generare comportamenti che la letteratura clinica e psicologica non esita a definire dipendenza: "proprio come la dipendenza da alcol, nicotina e altre sostanze. La dipendenza dalla pornografia può diventare persino più patologica". La pornografia web offre infatti un harem senza fine di materiale hard. I suoi consumatori compulsivi finiscono così per iperstimolare il loro sistema emotivo provocando ripercussioni a livello neurologico: "gli uomini che ai loro computer utilizzano assuefatti la pornografia – dice lo psichiatra Norman Doidge della Columbia University – sono sorprendentemente simili ai topi in gabbia di certi esperimenti scientifici che premono la leva per ottenere una goccia di dopamina".

Il consumo di pornografia può dunque avere conseguenze molto serie, anche se spesso sottovalutate nonostante il numero sempre crescente di individui caduti nella trappola della pornodipendenza. Il terapista J.C. Manning mette in guardia dal sottostimare il fenomeno: "coloro che sostengono che la pornografia sia un intrattenimento innocuo, un’espressione sessuale benigna o un aiuto coniugale, evidentemente non si sono mai seduti in uno studio di un terapista con individui, coppie o famiglie che tremano a causa dell’effetto devastante di questo materiale".

I danni sociali della pornografia non rimangono però confinati solo da una parte dello schermo. La cultura pornografica contribuisce in maniera fondamentale a veicolare un’immagine degradante delle donne. Diversi studi accademici hanno mostrato che i ragazzi esposti all’intrattenimento sessualizzato dei media hanno una propensione sensibilmente maggiore a "guardare la donna come un oggetto sessuale" invece che come una persona, inoltre "le ragazze esposte alla pornografia hanno più probabilità di essere vittime di violenza sessuale. La normalizzazione della promiscuità porta le adolescenti anche ad un rischio maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili".


Complessivamente The Social Costs of Pornography rivela una serie di atteggiamenti e comportamenti negativi ("patologici, illegali e alcuni comportamenti sia illegali che patologici") che sono connessi al consumo pornografico. "La ricerca e i dati – sostengono gli autori tirando le fila dello studio – suggeriscono che l'uso abituale della pornografia può comportare una gamma di effetti nocivi su persone di tutte le età e di entrambi i sessi, influendo sulla loro felicità, sulla loro produttività, sulle relazioni con l'altro e sulla loro funzione nella società".

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