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  Home page > Attualità > Politica > Beppe Grillo: populismo distruttivo
di Resistenza Internazionale martedì 10 gennaio 2012 - 29 commenti oknotizie
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Beppe Grillo: populismo distruttivo

Riflessioni sull'attività politica del comico genovese e del suo "Movimento 5 Stelle": tra un Vaffa e la denigrazione di ogni "casta"...

Il movimento 5 stelle è ormai un fenomeno politico rilevante e merita quindi qualche considerazione. Alcune delle istanze che porta avanti sono condivisibili e, in qualche maniera, si può pure capire il rifiuto a stringere alleanze, che potrebbe essere un pungolo importante per i partiti del centro-sinistra: non ci si può più accontentare del meno peggio. Non starò dunque a stigmatizzare il movimento per le sconfitte del centrosinistra in Piemonte e Molise, anzi. Né mi soffermerò sulla parificazione – invero forzatissima – che Grillo fece tra Moratti e Pisapia.

Epperò il movimento 5 stelle non può convincere e rappresenta, a mio parere, dei voti di protesta fini a sè stessi e dunque, per definizione, deleteri. Partiamo da cosa manca: non una parola su come uscire dalla crisi. Non può sorprendere da un partito o movimento che si dichiara post-ideologico. Senza ideologie, cioè visioni del mondo, è difficile saper dare una chiave di lettura a fatti complessi e dunque trovare le soluzioni. Non a caso il movimento si presenta agguerritissimo su micro-problemi (che non vuol dire poco importanti!) in cui spesso un po' di buon senso può bastare per dire cose condivisibili, dalla TAV all’uso delle biciclette. O alla denuncia degli intrighi del grande capitale. Ottime idee per prendere voti a livello locale, poco o nulla quando si tratta di risolvere i problemi nazionali, non parliamo di quelli europei.

Per far fronte a questo problema, Grillo si affida al populismo anche piuttosto becero. Semplifica a spanne grossi problemi senza apprezzare le sfumature che fanno la sostanza delle cose. Insulta ed aizza la folla. L’ultimo caso è il linciaggio mediatico del consigliere regionale del movimento in Emilia-Romagna, additato al pubblico ludibrio solo per aver richiesto un aiuto in favore dell’Unità che rischia di chiudere. Ma non è certo la prima volta, con Grillo che ha ingiuriato tutti quelli che con lui avevano fatto un pezzo di strada, da Vendola a De Magistris.

D’altronde Grillo si presenta come un duro e puro, e ci puoi essere amico finché accetti tutto quello che dice, senza se e senza ma. Appena sgarri sei fuori, col furore tipico dei movimenti oltranzisti. E come gli oltranzisti viene fatta di tutta l’erba un fascio. Tipico è il caso del finanziamento pubblico a giornali e partiti. In entrambi i casi ci sono degli insostenibili scandali: si finanziano giornali inesistenti come l’Avanti di Lavitola e si continuano a rimborsare le spesi folli delle campagne elettorali. Giusto intervenire. Ma assai ingiusto dire che dati questi scandali vadano soppressi il fondo per l’editoria e il rimborso elettorale. A Grillo che tanto critica il capitalismo attuale sembra piacere un po' troppo il mercato selvaggio. Solo i giornali con molta pubblicità possono stare in edicola, solo i partiti con finanziatori molto danarosi possono presentarsi alle elezioni. Il modello americano nella sua versione più selvaggia.

Si rendono davvero conto gli elettori di Grillo che senza soldi pubblici solo i ricchi potrebbero farsi un partito? E che comunque la sproporzione di mezzi comporterebbe che solo i partiti dei ricchi avrebbero reali potenzialità di vincere le elezioni? Non sarebbe tanto più semplice fissare per legge un massimo di spese elettorali (rimborsabili) e costringere tutti i partiti ad adeguarsi? E che dire dei giornali? Pensa Grillo che solo quelli capaci di farsi un blog per i fatti loro debbano avere la possibilità di parlare?

Se il discorso è questo – sopravvive solo chi è bravo, come ad esempio il Fatto Quotidiano – perché non estendere tale principio ad altri campi. Università private finanziate dalla capacità di attrarre fondi. Ospedali privati con il pubblico pagante che decide quali sono i migliori. E via dicendo. Invece la società ha dei costi che vanno finanziati pubblicamente e non possono essere lasciati al mercato.


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di Resistenza Internazionale martedì 10 gennaio 2012 - 29 commenti oknotizie
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I commenti più votati

  • 22 votes
    (xxx.xxx.xxx.195) 10 gennaio 10:48

    Senza offesa, ma si vede che si sta parlando di qualcosa che NON si conosce.

    "Non una parola su come uscire dalla crisi"?

    Ma se c’è stata la Manovra dei Cittadini, discussa e votata da decine di migliaia di persone sul Blog: http://www.beppegrillo.it/2011/08/l...

    Solo i ricchi possono vincere le elezioni?
    Ma stiamo scherzando?
    Il Movimento 5 Stelle è l’esempio pratico che con zero budget si possono fare risultati ENORMI.
    Nella nostra città con una campagna da 200€ abbiamo preso il 6,5%, mentre PDL e PD ne hanno spesi 40.000 e 30.000 circa.
    Basta fare le proporzioni eh.

    Solo i giornali con più pubblicità stanno aperti
    E mi pare anche il minimo.
    Per quale motivo devo pagare "Il Giornale" con le tasse?
    Anche qui, il Fatto Quotidiano dimostra che può esistere un giornale libero dai Partiti e dalle influenze ideologiche che VENDE e quindi RIMANE APERTO.

    E inoltre NON servono "ideologie" per fare proposte. Servono IDEE.
    Se si affronta un problema senza preconcetti ideologici si ottiene una visione più ampia e neutra per poterlo risolvere.

    Apprezzo la volontà di fare informazione di questo articolo, ma senza il giusto approfondimento si rischia di scadere nel becero "populismo mediatico" che proprio qui si accusa.

  • 8 votes
    (xxx.xxx.xxx.71) 10 gennaio 11:13

    Senza offesa ma chi ha scritto questo articolo poteva spendere 15 minuti del suo preziosissimo tempo per documentarsi meglio...


  • 8 votes
    (xxx.xxx.xxx.150) 10 gennaio 12:00

    Abbiamo ormai le tecnologie ed i mezzi per fare politica con pochissimi soldi, alla faccia di coloro che di soldi ne hanno tantissimi e li usano per attrarre consensi nei modi più assurdi e ingannatori. Grillo fanculizza le personalità che dimostrano di essere in un modo o nell’altro asservite ai grandi poteri, ma è sempre stato anche molto attento a dar voce alle persone comuni, anzi, il suo blog si può dire che sia nato proprio per questo motivo.

    Caso lampante è appunto la già citata Manovra dei Cittadini. E’ vero, se il MoVimento ha comunque una certa visibilità è proprio grazie a Grillo, ma abbiamo dimostrato di saperci muovere anche da soli, soprattutto a livello locale.
    Per la salita in Parlamento faremo come abbiamo sempre fatto: apriremo il dibattito con i cittadini e decideremo insieme il programma.
    Anche io, poi, preferisco sorbirmi qualche pagina di pubblicità piuttosto che pagare un giornale le tasse, ma ala fine arriviamo sempre al solito punto: le nuove tecnologie permettono di ridurre notevolmente i costi di un giornale ed infatti è pratica sempre più comune quella di informarsi tramite testate online e blog. Il futuro.

    Raffaele Vota
    Consigliere MoVimento 5 Stelle Arborio
    Portavoce dei cittadini
  • 7 votes
    (xxx.xxx.xxx.158) 10 gennaio 11:31

    non sono un militante grillino ma penso che il conformismo di questo articolo al potere politico ,mediatico di Monti e dei suoi complici e lacchè, sia emblematico di quanto sia impossibile cambiare questo paese.
    Filippo Pagliarini .

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