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Polizia e discriminazione | Il database “Gangs Matrix” di Londra e la stigmatizzazione dei giovani londinesi neri

Si chiama “Gangs Matrix”. È il database con cui dal 2012 la polizia di Londra mappa la criminalità giovanile inserendo nominativi e associandoli a un colore che indica il livello di violenza.

Alla fine del 2017, il “Gangs Matrix” elencava 3806 nominativiNel 78 per cento dei casi si tratta di ragazzi neri. E poiché secondo le statistiche ufficiali, solo il 27 per cento dei casi gravi di violenza è attribuito a persone di colore, c’è qualcosa che non va.

A denunciare questo aspetto poco conosciuto è un rapporto di Amnesty International, che punta il dito sulla stigmatizzazione dei giovani londinesi neri, a volte semplicemente per come vestono o per la musica che ascoltano o scaricano dalla Rete.

I criteri per determinare l’inserimento di un nominativo nel “Gangs Matrix” sono poco chiari e oggettivi e vengono spesso lasciati alla discrezionalità della polizia e delle cosiddette “agenzie partner” (centri per l’impiego, associazioni di inquilini, sportelli di aiuto ai giovani, scuole). Soprattutto, il “Gangs Matrix” è pieno di persone che non sono state mai coinvolte in atti di violenza (la spiegazione è che prima o poi li commetteranno ed è bene averli già registrati) e persino di persone che sono state vittime di crimini che la polizia ritiene collegati alla criminalità organizzata.

Nella capitale del Regno Unito si registra un preoccupante aumento dei casi di violenza, soprattutto di accoltellamenti e si è creata la psicosi delle “gang”. Tuttavia, dall’ufficio del sindaco Sadiq Khan, si fa sapere che oltre l’80 per cento degli accoltellamenti in cui sono state ferite persone al di sotto dei 25 anni non ha a che fare con gruppi del crimine organizzato.

Il rapporto di Amnesty International attribuisce alla polizia londinese persino la creazione di falsi account per controllare le attività di persone sospettate di far parte delle bande criminali, in violazione dell’Atto sui poteri d’indagine.

La richiesta al sindaco Khan è semplice: o si allinea il “Gangs Matrix” agli standard internazionali, ponendo fine all’evidente impianto discriminatorio che lo caratterizza, oppure si chiude.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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