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Pigmalionismo o statuofilia e “sex dolls”

Un po’ di storia…

Ovidio nel X libro delle Metamorfosi racconta la storia di Pigmalione: uno scultore di Cipro che, non riuscendo a trovare una donna degna del proprio amore, rifugge il matrimonio dedicando la propria vita alla solitudine.

Decide così di modellare una statua affinché possa incarnare il proprio ideale di donna, rendendola talmente realistica che finì per innamorarsene. Così nacque Galatea.

“Pigmalione è pieno di tenerezze per la sua statua. Le porta doni, la veste e la orna con orecchini e anelli. La chiama sua amante e la adagia sul letto per farla riposare. Prega gli dei di farla diventare sua sposa. Venere coglie la supplica e il desiderio di Pigmalione diviene realtà” (http://www.piegodilibri.it/olimpo-letterario/il-mito-di-pigmalione/).

La psico-sessuologia prende spunto da questo mito per descrivere “il pigmalionismo” (o statuofilia), ovvero una forma minore di parafilia che consiste nel provare eccitamento sessuale quando si compiono (o si immagina di compiere) atti sessuali con delle statue.

Questo comportamento però si discosta dal mero utilizzo di bambole gonfiabili per scopi sessuali perché nel pigmalionismo, il feticcio (la bambola, la statua) si sostituisce interamente all’essere umano e la persona prova piacere solo attraverso l’inumanità dell’oggetto.

Il soggetto che presenta questa parafilia si strugge per amore, corteggia un surrogato che può sostituire in toto un essere umano.

Sono state trovate tracce di “sex dolls” risalenti al XVI secolo, erano bambole realizzate in pezza a cui erano anche stati cuciti dei capelli veri. Venivano chiamate anche “dames de voyage” perché accompagnavano i giovani costretti a vivere lontano dalle donne.

E’ però dalla seconda metà del ‘900 che nasce una capillare ed efficace diffusione di bambole bionde, brune, rosse,etc. oggetto di rappresentazioni artistiche fino a divenire oggetto di culto e di collezionismo.

Oggi ci sono aziende che si occupano di soddisfare ogni forma di richiesta del cliente al fine di realizzare la bambola perfetta. Queste aziende vicariano in qualche modo il lavoro di Pigmalione e grazie alla tecnologia sempre più all’avanguardia sarà presto possibile fare ciò che fece nel mito la dea Venere, ovvero dare “vita” alla bambola, attraverso circuiti di intelligenza artificiale.

Ad esempio: Samantha è la prima sex doll dotata di intelligenza artificiale, è stata ideata dall’ingegnere catalano Sergi Santos e può rispondere ai segnali vocali, fisici e può anche raggiungere l’orgasmo. Grazie a dei sensori e un microfono, può esprimersi e cambiare atteggiamento a seconda delle necessità dell’utente.

Prevedere le conseguenze sociali di questo nuovo boom di androidi erotici è ancora da definire. Ma ciò che afferma D. Levy è da tenere a mente “Gli studi di psicologia e sociologia indicano che le persone vanno con le prostitute per molte differenti ragioni, ma quella più comune è il fare del sesso senza nessun tipo di coinvolgimento emotivo. Sicuramente le macchine, più degli esseri umani, saranno in grado di soddisfare questo bisogno” (http://espresso.repubblica.it/visio...).

In Giappone, ad esempio, l’imprenditore Hajime Kimura ha creato i “tsurekomi ryokan” (hotel dell’amore) dove ci si può intrattenere 24 ore su 24 con una Venere sintetica da scegliere secondo i propri gusti nei differenti modelli messi a disposizione.

Le dinamiche psicologiche ed emotive nel rapporto tra uomo e macchina possono rivelarsi imprevedibili, tanto che la fotografa Elena Dorfman, nell’approfondire il tema delle dolls, scoprì che a volte si instaurano delle vere e proprie relazioni sentimentali, al punto che alcuni uomini non cambierebbero per nessun motivo la propria partner artificiale.

Ma non solo, Monica Maggi, esperta di cultura sessuale e transgender afferma: “La robotica sessuale è o sarà richiesta anche per varcare nuove frontiere. Penso, per esempio, a un maschio che decide di regalare alla sua compagna un’esperienza lesbica, o magari di provare un ménage à trois con un altro maschio o un’altra femmina, oppure di testare il sesso di gruppo e le ‘gang bang’ con diversi androidi. E sempre senza strascichi sentimentali, senza gelosie e senza paura di portarsi in casa dei rivali” (http://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2006/07/27/news/ho-fatto-l-amore-con-una-robot-1.1077).

 

Tirocinante : Annalisa De Angelis

Tutor : Fabiana Salucci

 

Bibliografia/sitografia

http://www.piegodilibri.it/olimpo-letterario/il-mito-di-pigmalione/

https://lituopadania.wordpress.com/2011/09/18/pigmalionismo-o-statuofilia/

Questo articolo è stato pubblicato qui

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