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 Home page > Attualità > Cronaca > Pacifici e la falsa solidarietà

Pacifici e la falsa solidarietà

Il presidente della Comunità Ebraica di Roma annuncia 300 mila euro di aiuti umanitari in favore di palestinesi ed israeliani. Ma si sbugiarda in una mail.

E’ una notizia pubblicata solo da "Il Manifesto" e questo la dice lunga.
La maggior parte dei media ha preferito non darla, impegnati a rincorrere le continue dichiarazioni dei Capezzone di casa nostra, secondo cui Hamas è soltanto una "organizzazione terrorista", ignorando che ha vinto libere elezioni nel 2006 (loro che vogliono tanto difendere la "democrazia" in Medio Oriente).
Ma veniamo all’episodio censurato.

Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), risponde ad un appello del ministro Frattini con questo comunicato: "L’Ucei e la Comunità Ebraica di Roma mettono a disposizione 300 mila euro di medicinali". 200 mila "ai bambini ed alla gente di Gaza", 100 mila destinati "ai bambini ed ai civili delle cittadine israeliane del sud di Israele colpiti dai razzi di Hamas".
In quanto "gesto umanitario", Riccardo Pacifici, presidente della comunità romana, sottolinea che "non intendiamo dare un giudizio politico dei torti o delle ragioni dell’una e dell’altra parte".

Quando scorre il sangue e sono coinvolti civili e bambini, non esistono schieramenti politici.

Un discorso lineare e sorprendente per chi ha dimostrato il pieno appoggio ai bombardamenti di Gaza.

Ma il bello deve ancora venire.

Scandalizzato dall’eccessiva umanità, un certo Shimon Fargion, un ebreo italiano emigrato a Gerusalemme, attacca Pacifici per la "troppa equidistanza" e per aver destinato aiuti all’odiato popolo palestinese.


Pacifici, fondatore della lista ultrà maggioritaria"Per Israele", non ci sta e risponde con una email pubblica (forse involontaria) dove ribadisce la sua posizione di "sostegno totale alla guerra di Gaza" e spiega il vero significato del "gesto di umanità": "Abbiamo deciso con l’ambasciatore di Israele di avere in questa prima fase un low profile. Posso garantirvi che la scelta tutta mediatica (sic) di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi ed israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele".

Il gesto di umanità non è altro che una campagna di lobbying, una bolla di sapone da sgonfiare dopo aver raccolto i frutti della propaganda.

E infatti le conclusioni di Pacifici sono raggelanti:
"La Comunità Ebraica non ha tirato fuori nemmeno un euro per quei medicinali, donati invece da un’organizzazione ebraica internazionale (onore al merito)".
Infine la garanzia per chi non avesse capito bene: "comunque non arriverà un solo medicinale a Gaza che non sia autorizzato dal Governo di Israele".

In poche parole, la Comunità ebraica di Roma, si pavoneggia di partecipare ad iniziative di solidarietà destinate alle popolazioni israelo-palestinesi annunciando aiuti economici che in realtà sono falsi e che servono solo per una campagna mediatica di sostegno all’immagine di Israele, in vista di nuovi pesanti attacchi sulla Striscia.

Di questa "mossa tattica" giudicheranno i lettori, ma giusto per chiarire la personalità pubblica di Riccardo Pacifici, ecco come in un’altra mail risponde con eleganza al suo critico Fargion: "Caro testa di cazzo...dammi il tuo indirizzo così ti vengo a prendere a calci nel culo...io qui per Israele mi faccio un gran culo e vivo sotto scorta...STRONZO...sappi che ho fatto tutt’insieme all’ambasciata di Israele...che cazzo ne sai cosa stiamo facendo...STRONZOOOOOOO".
Se la forma è sostanza, la Comunità Ebraica di Roma è davvero in buone mani.


L’articolo integrale pubblicato il 4 gennaio su Il Manifesto.

Commenti all'articolo

  • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 8 gennaio 2009 10:30
    Elia Banelli

    Specifico che nel testo c’è un piccolo errore di battitura, dove è scritto "israelio-palestinesi", ovviamente la forma corretta è "israelo-palestinesi".

    • Di agorà (---.---.---.49) 9 gennaio 2009 01:51

       che brutta figura da antisemita, altro che piccolo errore di battitura caro Elia. Possibile che tu che scrivi con tanta tracotante sicurezza sul presunto scandalo della Falsa Solidarietà di Pacifici non sappia che la fantomatica organizzazione ebraica internazionale (internazionale?) non sia altro che l’Ucei, ovvero l’unione delle Comunità Ebraiche Italiane, organo presieduto da Renzo Gattegna a cui fa capo anche della Cer, la Comunità Ebraica di Roma che ha promosso questa iniziativa in coordinamento con l’Ambasciata di Israele.?
      Non riesco proprio a credere che qusta tua sia disinformazione pura e semplice piuttosto che mala-informazione.
      Basta fare un giretto su google per ottenere tutti i riscontri su questa notizia, eppure tu che sei un giornalista affermato proprio non lo hai voluto fare. Mi chiedo perchè.

  • Di Mauro (---.---.---.165) 8 gennaio 2009 23:08

    Bell’articolo. Bell’esempio di faziosità!
    I medicinali arriveranno sì ai bambini di Gaza, con le modalità previste dal Governo israeliano. Andavano recapitati illegalmente? E che importa se ha pagato la comunità romana o un’organizzazione internazionale?
    L’autore poi come avrebbe fatto ad avere le mail di Pacifici (la pirateria informatica è ancora reato). E inoltre cosa importa se Pacifici ha insultato qualcuno in una mail privata?

    • Di marco passerini (---.---.---.95) 8 gennaio 2009 23:19

      L’ articolo è ottimo, soprattutto perchè riesce a non scadere nell’insulto nonostante la materia, di per sè veramente infima.
      Un grande applauso all’autore, che ha avuto il coraggio di trattare un argomento ignorato dalla quasi totalità dei media (a parte il Manifesto).
      Tanto per la cronaca (e per rispondere ai soliti estremisti e faziosi): la presunta "mail privata" di Pacifici, era in realtà una "mailing list" aperta al pubblico; è attraverso la lettura di questa fonte, pubblica, che i redattori del Manifesto hanno potuto apprendere della vicenda della falsa solidarietà e dei suoi squallidi risvolti (la vergognosa strumentalizzazione da parte di Pacifici).
       

    • Di juventino74 (---.---.---.95) 8 gennaio 2009 23:36

      Che vergogna!!! Certo che le frequentazioni di Pacifici (che ormai va a braccetto con fascisti ed ex-squadristi) qualche sospetto sulla caratura del personaggio ce lo avevano fatto venire...
      Per fortuna che gli ebrei italiani sono diversi e hanno sempre dimostrato di amare la pace (vedi ad esempio Moni Ovadia).

    • Di lambda (---.---.---.49) 9 gennaio 2009 01:17

       Grazie Mauro. Mi hai tolto le parole di bocca. Questo articolo è fazioso. A me francamente non interessano le email private di Pacifici ma preferisco guardare ai fatti, per quanto è possibile capire dai media totalmente sbilanciati a favore dei "poveri" terroristi di Hamas.

      Non ho moai votato altro che per DS e PD ma la politica estera della nostra "sinistra" nei confronti di Israele si deve definire come minimo "balorda" e senza dubbio come ipocrita.

      Mi chiedo cosa sentirebbe il nostro caro Elia se una città italiana per 7 anni fosse ogni giorno colpita dai Kassam di un paese confinante. La risposta? Forse niente.

    • Di michele (---.---.---.59) 9 gennaio 2009 11:03

      Certo che per definire i media "totalmente sbilanciati a favore di Hamas" ci vuole una bella faccia tosta, quando è dall’inizio dell’offensiva che continuano a ripetere come un mantra le parole d’ordine della propaganda israeliana. E questo già basterebbe per qualificare commenti come quello di lambda per quello che sono: aria fritta. Va detto che la definizione di "antisemita" per questo articolo può essere solamente frutto di malafede o paranoia. Ma si sa, che bollare come "antisemita" qualsiasi critica ad Israele o agli ebrei è diventato uno sport mondiale talmente praticato da risultare controproducente: è un’offesa alla memoria e sta pure diventando un’arma spuntata...
      Personalmente ho sempre votato centro-destra, ma la politica di totale appiattimento sulle posizioni dei falchi del Likud e la mancanza assoluta di scrupoli morali nell’appoggiare una violenza tanto balorda e sproporzionata come quella di Israele (vedi anche il massacro di Libano 2006) mi sta facendo ricredere.
      E stavolta anche tantissimi cattolici sono disgustati dal silenzio della politica italiana sugli orrori commessi in nome della "sicurezza di Israele"; per fortuna la diplomazia vaticana ha preso una posizione netta definendo Gaza un lager (ed implicitamente nazisti gli israeliani), e confermando le autorevoli opinioni di tanti osservatori internazionali.

    • Di lambda (---.---.---.49) 10 gennaio 2009 04:04

      Ripeto, non mi interessano il linguaggio in email private da parte di chicchessia. Israele è un paese democratico che conosce il prezzo della pace ed è pronto a pagarlo. Non si può dire lo stesso di Hamas.

  • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 9 gennaio 2009 10:53
    Elia Banelli

    Rispondo prima ad Agorà: inanzitutto mi sembra superfluo sottolineare che l’antisemitismo non ha niente a che fare con me e che nell’articolo sopra cerco solo di evidenziare i fatti accaduti che il Manifesto ha doverosamente documentato (con il silenzio pressochè assoluto di stampa, radio e televisioni).
    Se avessi letto con più attenzione l’articolo riporto semplicemente le parole stesse di Pacifici nella sua mail di risposta a Shimon Fargion, che inavvertitamente è finita in una mail list pubblica che la redazione del Manifesto ha potuto attingere per il suo articolo.
    E’ lo stesso Pacifici che dichiara "nemmeno un euro sarà sborsato dalla Comunità Ebraica di Roma" e sottolinea come il gesto di solidarietà fosse una chiara operazione mediatica in vista di una nuova pesante offensiva di Israele.
    E’ vero che i soldi arriveranno, come scritto nello stesso articolo, ma allora Pacifici dovrebbe chiarire il significato delle sue parole. Di "organizzazione internazionale" parla lo stesso presidente della Comunità Ebraica di Roma.

    • Di agorà (---.---.---.49) 10 gennaio 2009 03:23

      Caro Banelli, ti ringrazio per la risposta e rispondo a mia volta. L’articolo l’ho letto molto bene, stai pur tranquillo. Anzi, l’ho anche rilettto. Il fatto è che non riesco a cambiare idea e non credo che lo farò, perchè comunque la sottile e non tanto sottile manipolazione dei fatti, a me è evidente e non mi piace. La trovo malevola.

      Mentre mi è piaciuto il TV/7 che questa sera Riotta ha dedicato al tema delicato della guerra a Gaza, con un occhio agli aspetti sociali oltre che politici di entrambe le parti del conflitto, con umanità e calore, rivelando senza scandalismi a tutti i costi quella che è un’opinione condivisa fra i più illuminati di entrambe le parti e che considera il conflitto israelo-palestinese come una guerra fra vittime. Insomma, con ben altro stile giornalistico.

      Auguri.

    • Di agorà (---.---.---.49) 10 gennaio 2009 03:59

      Ancora un breve PS

       "Abbiamo deciso con l’ambasciatore di Israele di avere in questa prima fase un low profile. Posso garantirvi che la scelta tutta mediatica (sic) di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi ed israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele".

      Il corsivo di Pacifici o lo rispetti o scusa, cosa lo riporti a fare? Passi a conclusioni personalissime e poi ti lamenti se ti si prende in parola controbattendoti. Parli di un’escalation a cui avrebbe alluso il nostro Pacifici ma guarda qui: "In questa prima fase" credo che significhi proprio quello che dice, ovvero in questa prima fase della manovra e non mi sembra alludere all’eventualità di attacchi pesanti su Gaza come non li leggo neanche in "da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele". Battaglia mediatica immagino stia a indicare la battaglia sui media e non in altri luoghi, quindi spiegami tu dove Pacifici allude all’escalation militare. Vogliamo fare i giornalisti? Bene. Atteniamoci alle cose riportate con rigore, senza interpretare troppo. Oppure se proprio si deve, queste interpretazioni facciamole abbondando in intelligenza e magari facendo un pò di economia su certi moralismi tutti italiani ed infine, evitiamo una volta per tutte di fare gli opinion leader "hafif hafif" che in arabo significa "alla buona".

      Rinnovo gli auguri.



  • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 9 gennaio 2009 11:04
    Elia Banelli

    Risposta a Mauro: se avessi anche tu letto con più attenzione l’articolo (e soprattutto quello de Il Manifesto che per ovvie ragioni è meno sintetico del mio) avresti capito che la mail di Pacifici a Shimon Fargion è finita (credo che lui non se ne sia accorto) in una mail list pubblica, dove il Manifesto ha potuto accedere per ottenere le informazioni. Altro che pirateria informatica!!!
    Qui non si discute la natura stessa degli aiuti che saranno inviati a Gaza (tra l’altro nel mio pezzo è scritto che i soldi arriveranno) ma le affermazioni di Pacifici, che smentisce completamente un suo comunicato pubblico, e inquadra il gesto di solidarietà in una più ampia strategia mediatica in favore di Israele in vista di nuovi attacchi sulla Striscia.
    Sinceramente le parole e gli insulti di Pacifici le ritengo inappropriate per chi ricopre un ruolo così importante e dovrebbe, soprattutto quando si ricevono critiche, tenere un comportamento quanto meno rispettoso dell’altra persona.
    Le minacce personali non sono mai un gesto gradevole, chiunque ne sia coinvolto.


  • Di Elia Banelli (---.---.---.59) 9 gennaio 2009 11:25
    Elia Banelli

    Risposta a Lambda: la mia impressione (confermata da molti, anche dallo stesso michele nei commenti) è che in realtà la maggioranza dell’informazione italiana (non altrettanto quella internazionale) sia in gran parte sbilanciata favorevolmente verso le posizioni di Israele, continuando a ripetere il ritornello secondo cui è stata Hamas ad interrompere la tregua. In realtà Israele non ha rispettato i termini dell’accordo, rinunciando alla revoca del blocco di Gaza e costringendo un milione e mezzo di palestinesi ad un embargo ingiusto e terribile.
    Non voglio dilungarmi sull’argomento ma colgo l’occasione per invitarvi a leggere un articolo pubblicato sul New York Times (non sul Manifesto) dove con parole chiare e semplici si fa un preciso resoconto della guerra attualmente condotta da Israele.
    Lo trovate linkato sul sito di Luttazzi: http://www.danieleluttazzi.it/node/373

    Ditemi voi se i media italiani in generale hanno mai riportato queste informazioni.

  • Di Gloria Esposito (---.---.---.223) 10 gennaio 2009 21:06

    A me è piaciuto sia l’articolo sia il commento di "michele".Non ricordo chi ha detto che i massmedia sono pro plestinesi ma sicuramente se parla cosi o non vede la tv e legge i giornali oppure ha una visione completamente al di fuori della realtà;inoltre a qualcuno che diceva che questo articolo era antisemita vorrei rispondere che non mi pare proprio:criticare il comportamento del governo di Israele non significa essere razzisti nei confronti degli ebrei,perchè mai le due cose dovrebbero essere legate?Men che meno crtiticare un comportamento grave riguardo al motivo per cui si destinano degli aiuti umanitari.Non è mai bello scoprire che dietro un’azione stupenda come quella di portare soccorsi e medicinali ai bambini e ai civili nella striscia di Gaza,vi sia una mera ragione di marketing.

    • Di agorà (---.---.---.49) 11 gennaio 2009 00:23

      Gloria, quanto tu hai scritto è proprio quello che temevo suscitasse l’articolo e la cosa su cui richiamavo l’attenzione nel mio commento precedente.

      Ti prego rileggi per bene l’articolo di Banelli e osserverai che nel virgolettato di Pacifici (cioè quello che lui ha detto in prima persona, pena una bella querela) non si parla mai di nessuna manovra di marketing. La faziosità dell’articolo sta proprio nel contrabbandare per ammissione da parte di Pacifici quella che invece non è altro che una conclusione personalissima di Elia Banelli. 


    • Di Elia Banelli (---.---.---.235) 11 gennaio 2009 19:00

      Caro Agorà, ti ringrazio per gli auguri che ricambio.

      Non m’interessa per niente il ruolo di opinion leader "alla buona", perchè non ne sarei all’altezza.
      Ho inteso soltanto nel mio articolo riportare fatti e dichiarazioni, prendendo spunto da un precedente pezzo pubblicato da Il Manifesto e sistematicamente ignorato dalla maggioranza dei media.
      Cercherò di non farmi trascinare nelle polemiche personali al quale evidentemente i tuoi commenti aspirano, nel tentativo di sviare l’attenzione dal fulcro centrale del discorso.
      Io non so come interpreti la lingua italiana, ma il corsivo di Pacifici che hai gentilmente riprodotto non fa che confermare il resto ed il senso dell’articolo, ovvero che la "buonafede" di Pacifici dimostrata nel comunicato ufficiale, perde di sostanza nelle mail pubbliche a Shimon Fargion. La decisione umanitaria come mezzo di sostegno per una campagna mediatica a favore di Israele e l’annuncio che la Comunità Ebraica di Roma non avrebbe neanche sborsato un euro, contraddicendo il contenuto del comunicato, sono evidenti e traspaiono dalle parole dei protagonisti.
      Mi sembra evidente che la strategia mediatica, fatta di gesti, simboli, parole e azioni, ha molti collegamenti con una classica manovra di marketing o, se la parola t’infastidisce, di "abbellimento dell’immagine all’esterno".
      Questi sono fatti, il resto mi sembrano chiacchere, come l’accusa gratuita di "antisemitismo", tanto per attaccare senza una minima conoscenza personale dell’interlocutore.
      Ma è una tendenza diffusa purtroppo quando si toccano tabù o si criticano anche gli eccessi e gli errori "della parte giusta".
      Se ti piace lo stile giornalistico di Gianni Riotta è una tua libera scelta personale, ognuno ha i suoi modelli di riferimento umani e professionali. Di certo c’è differenza tra un articolo focalizzato su un singolo episodio minore e un dibattito aperto in tv allargato al conflitto israelo-palestinese.
      Magari apriremo anche noi un dibattito simile su Agoravox, spero con maggiori libertà di un direttore di telegiornale troppo attento a non uscire dai binari delle decisioni governative.




  • Di annoref (---.---.---.143) 11 gennaio 2009 00:35

    Pacifici ha dovuto giustificare l’invio di aiuti a Gaza dal momento che chi vive in Israele trova inaccettabile , quasi un tradimento l’aiuto a chi sta lanciando razzi ininterrottamente da mesi con l’intenzione di far vittime civili. Non vedo l’interesse sul come l’abbia fatto. Vorrei piuttosto commentare i fatti: avete visto i filmati in cui bambini palestinesi vengono portati con la forza dagli esponenti di Hamas nei luoghi da dove sono stati lanciati razzi, in modo che vengano colpiti dagli israeliani ? ma non volete salvare quei bambini da chi ne fa scudi umani ? Non vi accorgete che è tale l’odio di Hamas per gli israeliani che preferiscono far morire i propri bambini pur di dimostrare la cattiveria del nemico? Inoltre la votazione a Gaza non è avvenuta in libertà ,ma sotto la minaccia e coercizione per cui , per favore, non parlate di Hamas eletto con "libere elezioni"

    • Di giorgia (---.---.---.224) 11 gennaio 2009 12:39

      Caro annoref, il filmato a cui fai riferimento consiste in 10 secondi in cui si vedono dei miliziani palestinesi trascinare per un braccio dei bambini; come dovrebbe sapere se si fosse sforzato di andare oltre la propaganda israeliana, le immagini in questione risalgono al 2006 e non mostrano altro che ciò che si vede: dei bambini presi per un braccio. Come si possa concludere sulla base di quelle immagini che si tratti di "scudi umani" resta un mistero (mistero della propaganda, si direbbe).
      Invece le propongo io delle foto scioccanti, pubblicate qualche anno fa dal daily mail (in italia ovviamente nessuno le ha mai mostrate, per non offendere la sensibilità di Pacifici); si vede un ragazzino palestinese di 13 anni legato su una camionetta della polizia israeliana per dissuadere i suoi compagni dal lanciare sassi... Più scudo umano di così; uno scudo umano democratico, visto che a legarlo sono i soldati dell’unica democrazia del medioriente a cui tutti ci inchiniamo deferenti (pena l’essere taccaiti del reato MAXIMUS, l’accusa di antisemitsmo).
      Arrivederci agli amici israeliani e buon massacro a tutti!

      http://i16.tinypic.com/4lqe2q0.jpg
      http://www.btselem.org/english/Huma...
      http://www.encyclopedia.com/doc/1G1...

  • Di Gloria Esposito (---.---.---.47) 11 gennaio 2009 10:34

    "Abbiamo deciso con l’ambasciatore di Israele di avere in questa prima fase un low profile. Posso garantirvi che la scelta tutta mediatica (sic) di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi ed israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele".
    Agorà,il virgolettato dice che "il far arrivare medicinali ai bambini palestinesi e israeliani è una scelta tutta mediatica".
    O mi sbaglio?
    Questo lo dico senza un’analisi d’opinione.
    Ecco io lo trovo riplorevole un fatto cosi da qualunque parte si porti avanti e per qualunque motivo si faccia.Troppo spesso gli aiuti umanitari sono mandati per altri scopi(pubblicità,truffe etc).E’ una cosa orrbile strumentalizzarli,poi ognuno rimarrà delle proprie opinioni.
    ciao a tutti.

    • Di giorgia (---.---.---.224) 11 gennaio 2009 12:44

      Se vuoi un consiglio... lascia perdere... questi qui sono come i "volenterosi carnefici di Hitler"... non ci sentono, hanno gli occhi foderati di prosciutto; ripetono ossessivamente slogan, e negano l’evidenza (la figura barbina di Pacifici che ha trascinato l’ebraismo italiano nel fango... che differenza con un uomo come il grande rabbino Toaff!). E poi, come hanno detto ieri durante la manifestazione pro_israele, bisogna ringraziare l’esercito ebraico di aver fatto solo 700 morti, perchè era normale per loro bombardare a tappeto Gaza e farne 7000.
      Per cui, grazie!

    • Di Elia Banelli (---.---.---.235) 11 gennaio 2009 19:06

      Ti ringrazio Gloria per essere rimasta "in tema" rispetto ai contenuti dell’articolo, senza sviarlo su attacchi personali o estendendolo al senso generale del conflitto israelo-palestinese.


  • Di annoref (---.---.---.143) 11 gennaio 2009 18:31

    Per Giorgia:
    ebbene è proprio così: con la forza di cui dispongono gli israeliani non avbrebbero difficoltà a fare una vera strage e se non la fanno è proprio perchè non vogliono. 7000 o 700 persone uccise non è la stessa cosa. Hamas ha comunque la piena responsabilità di ogni persona uccisa a Gaza

    • Di Truman Burbank (---.---.---.31) 11 gennaio 2009 23:50

      Se gli Israeliani non avessero come obiettivo principale quello di uccidere i Palestinesi potrebbero almeno far uscire dal campo di sterminio di Gaza quelli che se ne vogliono andare.

      Ma la tecnica con cui hanno chiuso ogni via d’uscita è proprio orientata ad uccidere con comodo la quantità di palestinesi voluta al momento. Se non ne hanno ammazzati di più vuol solo dire che oggi non è politicamente opportuno ucciderne più di alcune decine al giorno. Ma tanto non possono uscire. Non c’è fretta.

  • Di malatesta (---.---.---.93) 26 gennaio 2009 01:20

    che persona di bassa lega.questo periodo di otto anni che ha prodotto queste macchine da guerra mediatiche umane senza un briciolo di cuore e dignita ha lasciato i semi dell’odio nel mondo,ne pagheremo le conseguenze purtroppo noi che non c’entriamo un cazzo con sta ricetta neo conservatrice mista di cattolicesimo islamofobo e antisemita e medievale,questo ebraismo aggressivo e insensibile che non ha esitato un istante a schierarsi con la feccia nazi fascista occidentalista in nome degli interessi imperialisti ed economici,con questi profeti della giustizia del neo liberismo e del capitalismo senza freni che crea in realta nuove schiavitu deumanizzazione e alla fine la crisi economica.speriamo che nei prossimi otto anni saremo in grado di mettere a posto questo diastro antropologico e di ricordare come una parentesi tristissima l’operato di questi soggetti devoti all’orrore

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