
La prima volta, l’ho letto una trentina d’anni fa, ed il primo libro, sul quale ho pensato: ”come è scritto bene”
E’ stato anche l’unico libro, sul quale ho formulato tale pensiero.
Ora, con le maree telepatiche che mi spingono ad apparire all’esterno, a diventare scrittrice, mentre il mio ruolo, per me chiaramente definito era di lettrice, l’ho ripreso in mano, proprio per quel pensiero.
L’ho riletto una volta, adesso lo sto rileggendo una seconda, sempre per poter essere una scrittrice.
Già dalla prima volta che l’ho ripreso in mano ho notato il suo giocare con i fiammiferi, e come questo mi ricordava il popolo italiano.
Lui si vede vivere, penso comune a molti italiani, non solo a me: e si chiede, con il suo lucido cervello "dove andrò a finire?”.
Lui commette un’azione dopo l’altra, sempre più depravata, sempre un più grave; cioè, lui si vede commettere un’azione dopo l’altra, sempre più depravata e sempre un po’ più grave; lui è un uomo molto famoso, famoso nella Londra della ricerca, se vogliamo, anzi, anche in America era stato chiamato, per cui, possiamo dire che era famoso, nel mondo della ricerca, della riflessione.
Molto onorato: le sue commedie erano sempre accompagnate dal successo.
Non aveva nulla a che fare con
E lui, al seguito di questo piccolo Lord, iniziò la discesa morale, con quasi una unica curiosità
"dove andrò a finire?”
Lo dice chiaramente nel De Profundis.
Ed io penso a me, al popolo italiano.
A me, in questo clima di insicurezza economica, che spando e spendo: ”dove andrò a finire? Quello che compro, mi serve per stare in piedi, per affrontare gli attacchi energetici?".
Al popolo italiano, che nella telepatia riversa tutta la sua crudeltà, la sua indifferenza al rispetto umano.
Riecheggiano le Fosse Ardeatine, con la frase "abbiamo fatto una retata sull’autobus, tutti quanti sono comunisti, tranne questi cinque. Che ne facciamo?”
Risposta: “Visto che ormai sono qui, ammazzali”
L’indifferenza alla persona, al rispetto della persona.
E dietro ogni frase orripilante che ascolto, cui segue un’altra ancora più orripilante, sento la medesima domanda "dove andrò a finire? Questa sensazione di sicurezza, che mi dà la telepatia, e che mi fa scoprire un me, ancora più brutto, ancora più brutto, dove mi porterà?”
Oscar Wilde ha pianto la sua risposta, in un posto ove si piange ogni giorno, e dove, se non si piange, il cuore è essiccato.
Oscar Wilde canta il suo dolore, la risposta che ha avuto è stata molto lontana dalla sua immaginazione.