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di Paolo Monarca venerdì 3 febbraio 2012 - 0 commento oknotizie
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#Occupyscampia: al via il primo appuntamento dell’evento nato in rete

#occupyscampia è alle porte. Il coprifuoco della camorra non esiste. Manca poco (l'appuntamento è alle ore 17 a piazza Giovanni Paolo II a Scampia) e si solleverà il sipario su ciò che ha scatenato un vespaio mediatico, e potremmo finalmente capire la profondità di quest’azione spinta da Pina Picierno.

Tutti contro tutti in questi giorni, si è detto e scritto tutto ed il contrario di tutto. Il PD campano che torna ad avvicinarsi alla periferia nord ad un anno giusto dall’aver tacciato i propri elettori di vendere il proprio diritto di voto per 5€. Era il 23 gennaio e la dirigenza campana e nazionale del partito democratico tuonò contro coloro che, a Scampia e a Miano, avevano votato per Andrea Cozzolino alle primarie democratiche. Tutti camorristi dicevano, tutti dei venduti, tutti al soldo di capibastone. 

C’è la Curia. Il cardinale Sepe ha dichiarato ieri al Suor Orsola Benincasa di Napoli, in occasione del premio “Città di Pace” che “i sacerdoti sono stati, finora, i soli a lottare contro la camorra a Scampia.” (video qui) Il cardinale Sepe, nel formulare il suo pensiero, oltre a cancellare il lavoro decennale delle associazioni, dei giornalisti e dei singoli cittadini, non ricorda la vicenda di Don Aniello Manganiello, il sacerdote anticamorra allontanato da Scampia proprio dalla sua Curia.

Ci sono le associazioni: Mammut, Centro Hurtado, Gridas, (R)esistenza Anticamorra, con Ciro Corona a farne da portavoce, il quale è stato lapidario nelle sue dichiarazioni: “Chiederemo in diretta all’Onorevole Picierno, se, malgrado le smentite, vuole ancora parlare di coprifuoco”. Le associazioni dal canto loro chiedono da tempo che vengano accesi i riflettori su Scampia, non solo in occasione di passerelle politiche, e in caso di presunti o millantati coprifuoco imposti dai clan in ascesa. Sono veterani del territorio a parlare, né politici né vescovi. Volontari ed operatori sociali che, forti delle dichiarazioni del Prefetto De Martino e del Questore Merolla, hanno gridato dal primo momento alla “Bufala Mediatica”. Ieri sera però lo strappo iniziale è stato ricucito e dopo un incontro tra i promotori della manifestazione e le realtà locali i toni si sono abbassati e si è arrivati a comprendersi.

Il coprifuoco non esiste, quindi, il disagio sì, ma sembra non importare ai dirigenti nazionali come ai grandi media. Malgrado tutto, malgrado le divergenze, l’antipolitica e la malafede dietro le quinte di #occupyscampia, oggi Scampia ha la sua opportunità, la società civile, anche quella più borghese in clarks e maglioncino, guarda alle Vele come una nostrana Zuccotti Park, come ad una Plaza Cataluña o ad una Piazza Tahrir. Che il dibattito si accenda e che ci si avvicini alla periferia, iniziando a concepirla come luogo di donne e di uomini, e non solo di pistole, pusher, vedette e scenari da film. 

#occupyscampia resta in ogni caso un grande momento, una riappropriazione di un territorio abbandonato dallo Stato, dove gli addetti ai lavori sono lasciati soli in prima linea, in una continua lotta per salvare il salvabile e recuperare l'irrecuperabile. Diventa a questo punto superfluo perdersi sui colori dei primi promotori del movimento, che sia il PD, la Curia o un anonimo tweet poco importa, i cittadini hanno risposto, in barba ai vip e semi-vip che in pompa magna annunciano la propria partecipazione. La cittadinanza c'è, ha risposto dal basso ad un invito lanciato non si sa bene da dove e con quali motivi, ma a questo punto non è importante. Tutto sommato #occupayscampia è una buona carta da giocare.

Ben vengano le ideologie pop, che occupino con colore e creatività i quartieri della nostre città, e che non se ne dimentichino al prossimo tweet.

di Paolo Monarca venerdì 3 febbraio 2012 - 0 commento oknotizie
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