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  Home page > Attualità > Economia > Obama chiama, l’occidente risponde
di Attilio Folliero (sito) venerdì 28 maggio 2010 - 0 commento oknotizie
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Obama chiama, l’occidente risponde

Il Governo italiano ha annunciato una manovra da oltre 25 miliardi. In tutti gli stati europei, a causa della crisi, i governi stanno provvedendo a tagli dei salari, delle pensioni, delle spese pubbliche. Nessuno dice che questi soldi di fatto servono a pagare il debito pubblico Usa. Basta guaradre le cifre del Tesoro Usa per rendersene conto. Gli stati occidentali, ed in particolare i paesi che assieme agli Usa conformano il G7, stanno fortemente incrementando l’acquisto di titoli di stato Usa: il Regno Unito, la Spagna e il Canada hanno addirittura triplicato i loro investimenti in Usa. L’Italia possiede oltre 20 miliardi di dollari e ne ha investiti 5 negli ultimi mesi. E Tremonti fa una manovra da oltre 20 miliardi! Non è necessaria: basta vendere i titoli di stato Usa. La verità è che gli stati occidentali succubi degli Usa sono costretti a finanziare il debito Usa.

Gli stati occidentali obbligati ad aiutare gli Stati Uniti! Gli Stati Uniti hanno un debito pubblico spaventoso, praticamente 13.000 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono decine di migliaia di miliardi di dollari in altre obbligazioni. Una parte del debito pubblico statunitense è finanziato dagli stati esteri, mediante l’acquisto di titoli di stato del tesoro Usa.

Alla fine di marzo del 2010, gli stati esteri detengono titoli di stato USA per un importo totale di 3.884,60 miliardi di dollari, secondo l’ultimo dato pubblicato lo scorso 17 maggio (1).

Il dato è in continuo aumento, se è vero che tale importo ammontava a 3.071 miliardi a fine dicembre 2008; un anno dopo era 3.689 ed alla fine del primo trimestre di quest’anno è – come visto – 3.884 miliardi.

Il principale paese detentore di questi titoli di stato è la Cina, che secondo l’ultimo dato detiene 895,20 miliardi di dollari, pari al 23,4% del totale. In realtà la Cina alla fine di luglio del 2009 era arrivata a detenere 939.90 miliardi. La Cina è anche il paese con la più alta riserva internazionale in dollari (2). In caso di un collasso del dollaro, la Cina sarebbe il paese che più di tutti ci rimetterebbe, oltre agli Usa, pertanto da mesi sta cercando di convincere gli Usa a cambiare la propia política fondata sull’espansione del debito e l’incremento delle spese militari (3).

La Cina non avendo ricevuto risposte positive, soprattutto dopo l’avvento di Obama, che ha continuato la política dei propri predecessori, si è vista costretta, per tutelarsi da una possibile svalutazione del dollaro, a ridurre la riserva internazionale in dollari (4), ad aumentare il possesso di oro (5) e soprattutto investendo i propri dollari in progetti di sviluppo, in varie parti del mondo, dall’Asia, all’Africa, all’America Latina, creando anche fondi in valuta locale. Ovviamente non può liberarsi totalmente e repentinamente dei dollari, ma lo sta facendo poco per volta.

Tra le misure adottate dalla Cina, per ridurre il possesso di dollari, c’è la riduzione del possesso di titoli di stato Usa. Infatti, dopo aver raggiunto a luglio 2009 un quantitativo di titoli pari a 939,90 miliardi di dollari, ha progressivamente ridotto tale quantità, almeno fino allo scorso febbraio, quando aveva titoli pari a 877,50 miliardi; nell’ultimo mese ha aumentato il possesso dei titoli Usa del 2,02%. In ogni caso la Cina da Luglio 2009 a marzo 2010 ha ridotto del 4,76% il possesso di titoli Usa, così come Russia (-15,00%), India (-23,44%), Malesia (-12,00%) ed altri.

Barack Obama per far fronte a questa improvvisa riduzione di credito da parte di questi stati, ha chiesto ai paesi occidentali, in particolare ai paesi del G7 di farsi carico di questo ammanco, aumentando l’acquisto di titoli di stato del debito Usa. Ovviamente quando gli Usa chiedono qualcosa ai paesi alleati, questi completamente succubi della “superpotenza”, si sentono obbligati a rispondere.


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di Attilio Folliero (sito) venerdì 28 maggio 2010 - 0 commento oknotizie
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