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Nuovi ciompi a Firenze

Si sono ritrovati in tanti, i ciclisti di città, sulla piazza che Firenze ha dedicato ai ciompi, in ricordo dei famosi tumulti, simbolo glorioso, nel corso dei secoli, delle classi umili che osano ribellarsi alle angherie e alle sopraffazioni del potere. Hanno appoggiato le biciclette alla staccionata e le hanno allucchettate a regola d’arte, col cavo che racchiude elemento fisso, telaio e ruota anteriore per proteggerle al meglio contro le attenzioni dei malintenzionati, in divisa o senza. La giornata era mite e presto giovani e vecchi si sono raccolti in variopinti capannelli in cui si è recitato allegramente a soggetto. Chi parlava di cinema evocando titoli entrati nella leggenda e altri inventati all’uopo: “Ladri di biciclette”, “Le mani sulla città”, “Uno sceriffo in Palazzo Vecchio”. Da un gruppo all’altro rimbalzavano parole come salute, convenienza, decoro, ordine, rispetto per l’arte, tolleranza zero. Qualcuno sosteneva di cadere immancabilmente in preda alla sindrome di Stendhal alla vista di un suv  in corsa su Via Panzani con la facciata di S. Maria del Fiore riflessa sul parabrezza. I soliti estremisti confessavano di non avvertire alcuna offesa al decoro alla vista di una bicicletta fissata ai parapedonali che girano intorno al battistero, mentre si sentono afflitti da seria frustrazione leggendo le statistiche sulle morti per tumore, in città, riferibili a danni da benzene. Una mamma con carrozzina al seguito ad un certo punto si è messa a dire di sentirsi più insidiata, nel traffico cittadino, dai tubi di scappamento che sputano proprio all’altezza del naso del suo pargolo che dalle biciclette che la intralciano sul marciapiede. La poveretta è stata subito avvertita a mezza voce di non dire certe cose. Firenze è una città che sa che cosa è bene per i suoi cittadini. Ne è prova la sua partecipazione alla recente manifestazione mondiale per una città senza auto. Per poche ore, poche strade sono state interdette al traffico. Salvo le eccezioni, naturalmente. Così, a piedi, sono rimasti probabilmente in 3. E, c’è da scommettere che si trattava di 3 ciompi.

 

 

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