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Non c’è un pianeta B. In ventimila a Roma partecipano alla Marcia per il clima e la pace

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ROMA – Si riempie lentamente piazza Campo de’ Fiori in una domenica baciata da un sole caldo con la statua di Giordano Bruno a fare da punto di ritrovo e sostegno a volantini e bandiere di tutti i colori. Ci sono quelle numerose di WWF, Greenpeace e Legambiente ma anche gli striscioni di piccole associazioni che operano sul territorio a contatto con problemi che hanno a che fare con la CO2 e i cambiamenti climatici ma anche con la salute di persone e animali, come la discarica di Cupinoro o la grande centrale a carbone ENEL di Civitavecchia.

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Greenpeace a piazza Venezia

Sulla piazza, un grande mappamondo di oltre due metri di diametro è oggetto dell’interesse di tanti bambini incuriositi dalle dimensioni di questa grande palla ma sarà durante la "Marcia globale per il clima" che se ne comprenderà l’utilità. Sarà infatti il popolo di Avaaz che lo farà danzare passandolo da una mano all’altra, quasi un simbolo di un pianeta in stato di forte precarietà e a rischio di caduta perché quei famosi 2 gradi di temperatura sembrano un obiettivo difficile da raggiungere e pure insufficienti a far cambiare rotta alle politiche delle emissioni delle singole nazioni impegnate nella COP 21.

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Marica Di Pierri, A Sud

Passano i minuti e aumenta anche il volume delle voci accompagnato dai ritmi di tamburi di tutte le dimensioni, mentre un gruppo di tibetani dell’Associazione Italia-Tibet tenta di trovare spazio per un lunghissimo telo fatto con decine di bandiere cucite l’una con l’altra. La febbre del pianeta è salita anche sull’altopiano tibetano, il “Terzo Polo della Terra”, dove i mutamenti climatici stanno compromettendo la sopravvivenza stessa delle comunità.

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Paolo Simonini, Fermiamo Cupinoro

Mentre cresce l’attesa per la partenza, appare anche Laura Boldrini che conquista le prime posizioni del corteo e i microfoni di radio e televisioni presenti. La partenza viene data con anticipo rispetto alle 15 programmate e il corteo tra danze e cori si snoda tranquillo su corso Vittorio, largo Argentina, via delle Botteghe Oscure e piazza Venezia, raggiungendo poco prima delle 17 la parte iniziale di via dei Fori Imperiali.

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No Coke Alto Lazio

Non sfugge la presenza nel corteo dello striscione dell’ARCI Caccia e a una ragazza che chiede ai cacciatori chi mai li avesse invitati a un evento sul clima, i cacciatori rispondo che la natura loro la conoscono meglio di tanti cittadini, non spiegando però come i fucili si concilino con la vita degli animali.

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Animalisti Italiani

Di tutt'altro avviso lo sriscione degli Animalisti italiani che un po' più avanti annuncia: La carrne è morte.

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Tibet, Terzo Polo

Comunque non ci sono incidenti e alla fine della marcia tutti i colori di bandiere e palloncini si fondono insieme. Sul palco è tutto pronto per il "Concerto per il Clima" presentato da Massimo Cirri e Sara Zambotti della trasmissione Caterpillar e aperto dal gruppo fiorentino dei Bandabardò. Si ricordano i ventimila partecipanti a questa marcia romana che viene dedicata ai cambiamenti climatici ma anche alla Francia e soprattutto ai parigini ai quali è stata vietato di manifestare. Non sono ancora circolate le notizie dei feriti e fermati nella capitale francese per gli scontri a Place de la République, ma ben pochi dei presenti a Roma avrebbero capito le ragioni di sicurezza sbandierate dal presidente Hollande che intende a parole assicurare più spettacoli e più eventi sportivi ai concittadini, impedendogli però di manifestare. Strana idea della libertà.

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Bandabardò, Concerto per il Clima

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