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Nicola Di Turi

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    di Nicola Di Turi (xxx.xxx.xxx.118) 19 marzo 2011 19:58
    Nicola Di Turi

    Ciao Gianni, ti sorprenderai ma sono d’accordo su buona parte del tuo ragionamento..sbagli alla fine, secondo me, a mettere Vespa sullo stesso piano di altri giornalisti. Per il resto credo che Vendola SBAGLI a non andare da Vespa. Se invece non ci va perchè vede Vespa come un politico e non come un semplice giornalista, quando ne avrà il potere dovrà far uscire la politica dalla Rai (per essere coerente e separare politica e giornalismo, tutto qua). Altrimenti sarà uno dei tanti parolai..ma mettiamolo almeno alla prova prima di giudicare!
    Nicola Di Turi

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    di Nicola Di Turi (xxx.xxx.xxx.2) 18 novembre 2010 12:56
    Nicola Di Turi

    Si deve distinguere tra moralità e moralismo.
    La moralità è la coerenza fra valori e comportamento, con la coscienza del disaccordo.
    Il moralismo è invece, l’errore di chi nega che debbano o possano esistere valori o comportamenti altri, da quelli che la “propria” moralità ha presenti. [Franco Fortini] 

  • 0 vote
    di Nicola Di Turi (xxx.xxx.xxx.2) 18 novembre 2010 12:54
    Nicola Di Turi

    Si deve distinguere tra moralità e moralismo.
    La moralità è la coerenza fra valori e comportamento, con la coscienza del disaccordo.
    Il moralismo è invece, l’errore di chi nega che debbano o possano esistere valori o comportamenti altri, da quelli che la “propria” moralità ha presenti. [Franco Fortini] 

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    di Nicola Di Turi (xxx.xxx.xxx.2) 11 novembre 2010 16:24
    Nicola Di Turi

    Il governatore del Veneto Zaia, nel legittimo sforzo di ottenere quattrini per la sua terra alluvionata, inveisce contro «chi vuole dare 250 milioni per quei quattro sassi a Pompei». Detta da un povero cristo che scava esasperato nel fango,... la frase è giustificabile. Detta da un dirigente politico di alta responsabilità, è un’ idiozia di quart’ ordine. Degradante. Il problema della Lega - direi il suo problema costitutivo - è che la sua classe dirigente parla e pensa come il cosiddetto uomo della strada, illudendosi che questo sia "popolare". Non lo è affatto. Nessun partito popolare ha mai potuto o voluto eludere la questione - nevralgica - del miglioramento del linguaggio, del livello culturale, delle ambizioni della sua gente. Un partito popolare che non metta a disposizione del popolo parole, pensieri, obiettivi più alti e più importanti di quelli a cui il popolo è costretto dalla sua soggezione, non ha alcun rispetto del popolo.È un partito snob( sine nobilitate ), che spregia "la gente" al punto da ritenerla incapace di concepire pensieri generosi e di capire quelle "cose difficili" che è ingiusto rimangano patrimonio di pochi. Un dirigente politico che parla da ignorante è uno che non sa fare il proprio lavoro. - MICHELE SERRA-10 NOVEMBRE 2010
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    di Nicola Di Turi (xxx.xxx.xxx.2) 11 novembre 2010 16:23
    Nicola Di Turi

    Il governatore del Veneto Zaia, nel legittimo sforzo di ottenere quattrini per la sua terra alluvionata, inveisce contro «chi vuole dare 250 milioni per quei quattro sassi a Pompei». Detta da un povero cristo che scava esasperato nel fango,... la frase è giustificabile. Detta da un dirigente politico di alta responsabilità, è un’ idiozia di quart’ ordine. Degradante. Il problema della Lega - direi il suo problema costitutivo - è che la sua classe dirigente parla e pensa come il cosiddetto uomo della strada, illudendosi che questo sia "popolare". Non lo è affatto. Nessun partito popolare ha mai potuto o voluto eludere la questione - nevralgica - del miglioramento del linguaggio, del livello culturale, delle ambizioni della sua gente. Un partito popolare che non metta a disposizione del popolo parole, pensieri, obiettivi più alti e più importanti di quelli a cui il popolo è costretto dalla sua soggezione, non ha alcun rispetto del popolo.È un partito snob( sine nobilitate ), che spregia "la gente" al punto da ritenerla incapace di concepire pensieri generosi e di capire quelle "cose difficili" che è ingiusto rimangano patrimonio di pochi. Un dirigente politico che parla da ignorante è uno che non sa fare il proprio lavoro. - MICHELE SERRA-10 NOVEMBRE 2010

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