Molti bambini lavorano per poche rupie come camerieri o lavapiatti nei ristoranti e nei bhatti (tea shop), portano in giro le tazzè di tè (anche nelle NGO e nel ministero del Welfare and Child Protection), portano mattone e cemento nelle costruzioni, fanno i parcheggiatori. Tutti con salari insufficienti per pagarsi una stanza e quindi vivono sotto le pagode dei templi o negli androni dei negozi. Qui si riuniscono con le bande dei mendicanti, dei raccoglitori di metallo e plastica che non trovano/non vogliono trovare un lavoro e sopravvivono. Quando serve vanno a mangiare (più raramente a dormire) nelle centinaia di homes che dovrebbero salvarli. In realtà queste strutture, di fatto, aiutano i bambini a stare per strada fornendo loro un pasto quando non trovano altro. Così si va avanti da decenni fino a pensare che questo sia un altro dei business umanitari sui quali i funzionari delle ONG campano. Ovvio che assicurare istruzione e
Di attività destinate a creare reddito e motivazioni ad abbandonare la strada (corsi tecnici per fare gli idraulici, gli elettricisti, imparare l’inglese) quasi nessuno le fa. Nell’ultimo anno si era creato un nuovo e redditizio business: la polizia beccava i bambini di strada, li spediva negli orfanotrofi e da lì erano begli “orfani di carta” pronti per essere adottati in occidente. Situazione tale che il governo (pur sfaldato) è intervenuto vietando l’adozione internazionale dal 5 gennaio per i bambini in questa situazione e il Ministro of Women, Children and Social Welfare (MoWCSW) ha informato “to all concerned that the ministry will start a special campaign for street children found by police.”
In effetti molti bambini di strada hanno famiglia (magari disintegrata dalla migrazione) e sono giunti a Kathmandu dai villaggi in cerca di qualche scampolo di fortuna. Magari i genitori li cercano, come in molti casi è emerso. La dichiarazione del Ministero segue un emendamento alla normativa decisa a fine dicembre, diretto a una più stretta regolamentazione delle Organizzazioni impegnate dell’adozione internazionale (almeno sei anni d’attività nel settore) e scoraggiare la moltitudine di venditori di orfani di carta. Nella norma viene anche un rafforzato il ruolo dei Comitati incaricati di vagliare le adozioni: Probe and Recommendation Committee (PRC) e Family Selection Committee (FSC) per essere certi che i bambini proposti per l’adozioni siano realmente “orphan´ or ´destitute´”.


























