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 Home page > Tribuna Libera > Nella Costa Concordia abbiamo visto di tutto. Tranne noi stessi

Nella Costa Concordia abbiamo visto di tutto. Tranne noi stessi

13 gennaio 2012, ore 21.30. La nave da crociera Costa Concordia urta uno scoglio e inizia la disgrazia. Subito si scatenano i media, ma anche dopo giorni in quelle immagini non siamo ancora riusciti a vedere l'Italia.

Schettino. Costa Concordia.

Quante volte abbiamo sentito questi nomi? Quante volte i giornali e i telegiornali li hanno strillati nelle nostre orecchie?

E anche adesso si continua, quando ormai la realtà è reality, puro gossip, preda di trasmissioni che preferisco non commentare.

Ci siamo chiesti di tutto: chi fosse Schettino, di chi fosse la colpa, se il comandante avesse abbandonato la nave sbalzato via o per andare al ristorante con una bionda; abbiamo seguito morbosamente le immagini e i video continui del naufragio, godendo e rammaricandoci di non poter andar lì a fotografare il relitto come tutti quei turisti che hanno affollato la zona domenica scorsa; abbiamo sentito fare indagini di gossip su ogni inutile particolare.

Eppure ci siamo dimenticati di fare il collegamento più semplice.

Perché in quella nave riversa su un fianco, sventrata, in quel mostro enorme dolorosamente sdraiato di fianco alla costa, c’era tutta l’Italia: un naufragio, comandanti che abbandonano le navi, passeggeri ignari, dipendenti ignoranti delle misure di salvataggio, scialuppe lanciate a caso in mare o trattenute troppo a lungo, sciacalli che vogliono l’oro lì dentro, morbosi e malati che si attaccano a quelle immagini come passatempo...

Mentre quelli che gridano «Vada a bordo, c***o» sono troppo pochi.

Ma per fortuna qualcuno c’è.

Commenti all'articolo

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 24 gennaio 2012 12:16

    Vorrei capire di cosa dovremmo sentirci orgogliosi nel fatto che il comandante della capitaneria intimi ad una persona impossibilitata a dare il benchè minimo ordine e totalmente privo dei sistemi di coordinamenrto e di comando di salire a bordo?

    Invece di dire parolacce ed imprecare perchè non organizzava i soccorsi?
    Secondo la logica del De Falco cosa avrebbe dovuto fare lo Schettino sulla nave che il suo equipaggio non stesse già facendo?

    Accertato che il comandante della nave non era più sul ponte avrebbe dovuto trarne le legittime e logiche conseguenze.

    Non capisco cosa ci sia di eroico in quel "vada a bordo .....". Cosa ha fatto di speciale e di eroico il comandante De Falco?

  • Di paolo (---.---.---.237) 24 gennaio 2012 13:37

    Non è vero che Schettino non poteva risalire sulla nave ,anche se probabilmente a quei punti non sarebbe servito a niente , ma è cosa ben diversa .Quello di De Falco era un richiamo alla dignità di un comandante che DEVE mantenere la propria presenza sul posto e lasciarla per ultimo(non per primo) non fosse altro a livello psicologico(per non aumentare il panico).

    Non è vero che non sono stati organizzati i soccorsi .Sono stati organizzati non appena avuto contezza del disastro che ,solo per grave colpa omissiva di Schettino ,sono partiti in ritardo (oltre un’ora dopo) e a seguito della telefonata di un passeggero al comando carabinieri di Prato che ha rimbalzato il tutto alla Capitaneria di Porto di Livorno .

    E’ vero
    che ha bordo regnava la disorganizzazione più totale e qui dovrà risponderne  l’armatore , le cui reponsabilità complessive mi auguro vengano accertate al più’ presto ,perché è indubbio che Costa Crocere c’è dentro fino al collo, compreso l’incarico a Schettino.

    De Falco non è assolutamente un eroe ( e ci mancherebbe altro) , ma è una persona ligia al proprio dovere che ha richiamato duramente il "fuggiasco " ( o’ guappo che ’ sscappava) ai propri sacrosanti doveri .La distorsione sta nel fatto che in un paese anomalo ,uno che si comporta normalmente diventa un eroe .

    Condivido totalmente l’articolo ed il significato estensivo che gli ha attribuito l’autore e sono sorpreso che una persona del calibro di D’Urso ,in questa occasione, non abbia percepito gli aspetti non secondari di una mentalità che sta emergendo anche su questo blog.
     

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 24 gennaio 2012 14:16

    Caro Paolo, come ho più volte ribadito io non assolvo nè scuso il comportamento del comandante Schettino che è deplorevole e penso di avere tutti gli argomenti per contestare l’inammissibile atto di lasciare la nave. Io da vecchio ufficiale della marina sarei rimasto aggrappato alla prua e mai mi sarei allontanato dal mio posto.

    Il problema che ho affrontato è diverso. Sta emergendo che gli ufficiali italiani sono squalificati, che i sistemi di recutamento sono inadeguati ed i controlli sull’efficienza del personale sono scadenti.

    Che De Falco abbia richiamato il comandante mi va anche bene, non mi piace, invece il taglio che si è dato a tale intervento. Ricorderai che da diverse parti si è parlato di eroico comportamento dell’ufficiale della Guardia costiera che come certamente saprai non fa parte della Marina Militare, ma è un corpo a parte.
    Io vivo tutti i giorni le attività in mare, mi occupo giornalmente della problematica della sicurezza della navigazione e non posso tollerare che come hai già detto in altri interventi si parla senza conoscere e senza avere alcuna irsultanza istruttoria che sarà lunga e difficile.

    Ribadisco, se fossi un prete non darei mai l’assoluzione a Schettino neanche in presenza del più sincero pentimento, ma non posso tollerare il qualunquismo e la mania di protagonismo finalizzata elle attività pubblicitarie di gran parte della televisione e dei giornali.

  • Di paolo (---.---.---.237) 24 gennaio 2012 14:42

    E’ la tua legittima interpretazione,ovviamente non è possibile stabilire con certezza se c’è stato o no del protagonismo nella reprimenda di De Falco (che comunque è un militare in servizio), a lume di naso io propenderei per il no perché se mi fossi trovato nella situazione di avere Schettino tra le mani lo avrei spellato vivo .
    Quindi , e lo ribadisco, lungi da me ritenerlo un "eroe" come purtroppo è stato fatto da parte di certi media sempre a caccia del clamore ,resta tuttavia conclamato in tutta la sua gravità il comportamento degli ufficiali di bordo oltre a quello più generale dell’armatore . Che in tutta la vicenda Concordia ci sia lo spaccato di questo paese con tutte le sue contraddizioni lo reputo un dato di fatto .La nave è il top del mare ,l’equipaggio il peggio in circolazione .
    Sembra quasi che questo paese non sia in grado di esprimere valori assoluti ,viviamo perennemente in un contesto di relativismo etico ,facciamo una cosa giusta ed immediatamente pensiamo a come rovinarla .

    Quando vedrò capitare ad una nave tedesca ,inglese ,francese o chi vuoi tu ,quello che è successo a noi ,allora dirò che tutto il mondo è paese .Oggi purtroppo non è cosi’ , siamo un unicum e credo che in questo ci sia anche un nesso con lo spread .
    ciao

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.28) 24 gennaio 2012 18:08

    Voglio collegarmi al tuo ultimo capoverso e sono completamente d’accordo con te. In una nave inglese, tedesca o francese non avresti trovato uffciali e comuni di nazionalità diversa come accade, invece, in Italia con le leggi italiane che lo permettono. Ti informo perchè probabilmente non lo sai che le tabelle di armamento sono state modificate. Ci sono navi dove c’è solo il comandante italiano o qualche altro ufficiale e questo va a discapito della sicurezza. Ti chiederai il perchè? Ovviamente per l’intersse degli armatori che contengono i costi dell’equipaggio imbarcando persone che hanno nazionalità dove il costo del lavoro è certamente inferiore a quello pagato in Italia.

    Resto del mio avviso che la pubblicazione della telefonata è stato un grave errore poichè immotivatamente ha messo alla berlina la marineria italiana e i marinai italiani non lo meritano.
    Confermo e ribadisco, da uomo di mare, la mia ferma condanna per l’operato del comandante che cosidero ingiustificato nè giustificabile.
    Ciao.

  • Di Truman Burbank (---.---.---.173) 25 gennaio 2012 00:09
    Truman Burbank

    Se vuoi dimenticare il reality show, dimentica la TV e comincia a collezionare qualche dato.

    Titanic, anno 1912, 2223 passeggeri, 1523 morti.

    Costa Concordia, anno 2012, 4 229 passeggeri, 12 morti e 21 dispersi.

    Tutte e due le navi erano progettate per resistere a urti contro ostacoli (nel senso che non dovevano affondare). Tutte e due erano delle bare naviganti.

    Però il Costa Concordia aveva il doppio di passeggeri e al peggio arriverà ad un cinquantesimo dei morti del Titanic. Questo nonostante gli armatori americani Carnival Corporation & plc.

    Anche perchè il Mediterraneo non è l’Atlantico, certamente. Ma i soccorsi italiani hanno funzionato. Ed il comandante è riuscito a far arenare la bara navigante.

    E basta per favore con i processi sulla piazza.

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.137) 25 gennaio 2012 08:14

    Per ragione di completezza voglio precisare che i 1507 morti del Titanic sono stati la conseguenza del ridotto numero delle scialuppe di salvataggio insufficienti a contenere tutte le persone a bordo della nave. (una scelta dell’armatore)

    Ridicolo accostare una nave ad una bara. Lo potremmo fare degli aerei, dei pulman degli autoveicoli, ma sarebbe egualmente ridicolo.

    Dimenticavo di precisare che il decesso di quelle persone sul titanic è avvenuto per ipotermia proprio perchè la gente non poteva salire sulle scialuppe (che non c’erano) e sono morte in gran parte per il freddo.

  • Di paolo (---.---.---.15) 26 gennaio 2012 16:33

    Truman ,il Titanic era una nave del 1912 ,fatto con l’acciaio dei primi del 1900 ,ha colliso con un iceberg alto come una collina ,era in pieno oceano Atlantico al largo delle coste di Terranova con temperature polari e si è inabissato a circa 4.000 mt di profondità .Le strumentazioni a bordo erano quelle di fine 800 e gli s.os. lanciati sono stati pressoché ignorati anche perché nessuno sarebbe stato in grado di intervenire tempestivamente .

    la Costa Concordia è una nave del 2006 ,con strumentazioni di bordo ultramoderne e impossibili da paragonare soltanto alle navi di trenta anni fa ,ha urtato uno scoglio grande come una Punto Fiat ed è affondata per metà su un fondale di 20 mt a 15-20 mt dalla riva ,la temperatura media dell’acqua è di 10 °C ,i soccorsi (compresi gli elicotteri) sono intervenuti(malgrado Schettino) quasi immediatamente .

    Take the difference , please
    , se fai la proprzione sono più i morti del Concordia , dal momento che ,se fosse stato un equipaggio "normale" non sarebbe morto nessuno .
    ciao

  • Di paolo (---.---.---.15) 26 gennaio 2012 16:46

    Dimenticavo di dire ,caro Truman ,e qui concordo con D’Urso , che le bare sono tali quando la gente ci lascia la pelle e in questo caso sappiamo anche il perché ,per cui dare la colpa alla nave e come dire che su uno spara una pistolettata la colpa è della pistola .(!?)
    Sui processi in piazza ti confondi con Bruno Vespa e se togli al cittadino anche il diritto di critica davanti all’evidenza andiamo tutti a schifio . Speriamo che si celebrino i processi in tribunale e si arrivi alle giuste condanne ,senza aggiustamenti all’italiana.

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