Parliamo di oltre USD 10 miliardi arrivati sull’isoletta per gestire l’emergenza post-terremoto (alloggi, sanità, acqua) e, per logica elementare, si dovrebbe calcolare quanto l’investimento ha reso ai beneficiari. L’impressione (in assenza di dati poiché solo il 10% delle organizzazioni ha fornito qualche rendiconto) è che, come ovunque nelle emergenze umanitarie, gran parte dei fondi siano stati utilizzati per far stare meglio gli operatori dell’industria dell’assistenza. Anche qui, come sempre, le organizzazioni scrivono nei rapporti che sull’isola sono arrivati l’80% dei fondi donati per i progetti ma poi se sono spesi per salari ai funzionari, macchine, strutture, viaggi, affitti, nessuno lo saprà mai. Certo, quello che resta e arriva ai beneficiari, magari con progetti confusi e inefficaci, è meglio di niente.
Del gran pasticcio se ne accorge il Parlamento europeo che denuncia “i limiti del sistema degli aiuti internazionali in un paese che beneficia di un apparato umanitario massiccio”, dei “limiti” se ne accorge anche il console onorario italiano e l’avvocato haitiano Evel Fanfan, presidente dell’organizzazione Aumhod, nei giorni scorsi in Italia, nonché i giornalisti e gli studiosi più attenti. Anche nel blog raccogliamo qualche racconto: poche sono le decisioni e l’azione manca. Bisogna ammettere che non ci sono soluzioni miracolo, qui non c’è da rifare, ma tutto da fare! Un paio di settimane fa ho partecipato ad una esposizione per la ricostruzione, partecipo con una equipe di Haitiani , vi garantisco che c’erano dei progetti da fantascienza. Per il momento la ricostruzione si focalizza sull’ investimento della classe agiata in alloggi da affittare a prezzi favolosi alle ONG.
Situazione che non sorprende visto che i “ricostruttori” sono Bill Clinton, che copresiede con l’ex presidente Bush la fondazione Clinton-Bush, l’attore Sean Penn, che a sua volta ha aperto una fondazione per gli aiuti umanitari a Haiti e che da poco è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dal presidente haitiano René Préval, il Club di Madrid, guidato dall’ex primo ministro spagnolo Felipe Gonzalez e l’ex primo ministro francese Lionel Jospin. Tutto coordinato dai burocrati internazionali della contestata Commissione ad Interim per la Ricostruzione di Haiti .Gente che ad Haiti ci và solo e forse. in elicottero.


























