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Miucha in concerto a Roma

La storia della bossa nova sul palco del The Place.

Miucha, nata Heloisa Maria Buarque de Hollanda, cantante e compositrice brasiliana, è un'icona della musica popolare brasiliana. Ne è stata protagonista prima per l'amicizia con Vinicius de Moraes, suo padrino artistico, poi come moglie di Joao Gilberto, quindi come partner musicale di Antonio Carlos Jobim e ovviamente come sorella di Chico Buarque.

Miucha inizia la sua carriera di cantante nel 1975 con la realizzazione di The Best of Two Worlds da parte di Joao Gilberto e Stan Getz per un'attesa reunion. Negli anni seguenti è la principale partner artistica di Tom Jobim, che le affida il compito di cantare la maggior parte delle sue nuove composizioni. Con lui incide due dischi: nel 1977 Miucha & Antonio Carlos Jobim e nel 1979 Miucha & Tom Jobim (noto anche come vol.2).

Il primo disco totalmente suo è del 1980, Miucha, e contiene anche alcune sue composizioni. Segue, nel 1989, un altro Miucha. In entrambi la cantante dimostra una naturale predisposizione musicale, la classe e la familiarità con la bossa nova, frutto degli anni di frequentazione coi più importanti esponenti del genere. Con questo eloquente curriculum Heloisa Maria è tornata a Roma, dove qualche giorno fa ha festeggiato il suo compleanno con un raffinato concerto al The Place, accompagnata da Claudio Colasazza al pianoforte, Daniele Basilico al basso, Eddy Palermo alla chitarra ed Alessandro Marzi alla batteria.

E' stata la trasposizione di una festa di compleanno in una serata-concerto per cultori della bossa nova e del jazz. Miucha ha aperto con Aguas de março e A felicidade di Tom Jobim e tra una canzone e l'altra ha raccontato la sua vita straordinaria: ad esempio di quella volta in cui conobbe Vinicius de Moraes a Roma, in un famoso ristorante del centro dopo un pranzo a base di tartufo bianco, ed iniziò il loro sodalizio artistico.

Poi ha omaggiato la città ospite, cantando Quanto sei bella Roma in un romanesco sorprendentemente corretto e ha continuato il racconto svelando che Mazzacurati ed Ungaretti frequentavano spesso la sua casa romana e che quest'ultimo tradusse in italiano molte canzoni di Vinicius. Invitato a salire sul palco, Max de Tomassi, giornalista e conduttore della trasmissione Brasil su RadioUno Rai, ha intonato con Miucha Samba em préludio di Baden Powell e Vinicius.

Mentre il pubblico cantava Tanti auguri a te, Jim Porto, virtuoso pianista di samba jazz, si è unito al gruppo ed ha ringraziato Miucha con la splendida Meditaçao di Jobim, accompagnandola con virtuosismi vocali degni di Al Jarreau. Altro regalo di compleanno è arrivato dalla talentuosa Carla Cocco, cantante sarda di adozione romana, che ha interpretato Conversazione, una bossa nova italiana composta da Amurri e Canfora, portata al successo da Mina nel 1967 come sigla del varietà tv Sabato sera, eseguita con molta improvvisazione jazzistica al pianoforte.

Un'istancabile Miucha ha poi ricordato Sergio Bardotti, traduttore di tante canzoni di Chico Buarque e di Vinicius, con La voglia, la pazzia di Toquinho e de Moraes, resa celebre da Ornella Vanoni. A seguire ha dato una toccante interpretazione di O que serà, in versione molto slow. Poi ha giocato sul titolo dell'ultima canzone in scaletta, Samba de Orly, sostenendo che gli autori, Toquinho e suo fratello Chico Buarque, rinunciarono a malincuore a chiamarla Samba di Fiumicino, come avrebbero voluto fare in onore al fatto di averla composta in aereo, su un volo che dal Brasile li aveva portati a Roma.

Il gran finale è affidato ad un bis che da solo vale il concerto: Chega de saudade, di Jobim e Vinicius, nella toccante interpretazione di un'emozionata e felice Miucha.

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