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Michele Antonelli

Michele Antonelli

Sono appassionato di giornalismo fin dalla tenera età, e forte sostenitore dell'abolizione dell'albo dei giornalisti che, come quasi tutti gli ordini, si è ridotta ad una casta. L'editoria italiana ha perso il significato puro della parola per trasformarsi in "impresa" al servizio del potere.
In passato ho avuto esperienza di pubblicitario per giornali locali e TV. Ora sono finalmente libero.....

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  • Primo articolo venerdì 09 Settembre 2010
  • Moderatore da mercoledì 09 Settembre 2010
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Ultimi commenti

  • Di Michele Antonelli (---.---.---.130) 14 ottobre 2010 19:56
    Michele Antonelli

    Grazie Gian Carlo.

  • Di Michele Antonelli (---.---.---.130) 14 ottobre 2010 19:54
    Michele Antonelli

    Luigi sono perfettamente d’accordo con te. Bisogna insistere. Mandami più materiale possibile che lo faccio girare. Io non sono Pisanu o Maroni ma credo che se insistiamo questa gente la mandiamo a casa e se possibile in carcere.

  • Di Michele Antonelli (---.---.---.70) 13 ottobre 2010 21:56
    Michele Antonelli

    Trovo la sua analisi lucida ed interessante. E’ comunque evidente che occorre arrivare ad una legge rivista e rimodernata sulle qualità e caratteristiche di chi viene eletto alla vita politica del paese. Controllo dei curriculum e che l’attività diretta dell’eletto e della sua famiglia non possa in ogni modo configurare un conflitto.


    A presto.
  • Di Michele Antonelli (---.---.---.106) 9 ottobre 2010 21:51
    Michele Antonelli

    Cara Signora gli atti sono il male commessi dagli esseri umani. Il male non è un atto ma una condizione attuata da un individuo. Se l’individuo è malato o intinto di cattiveria, superbia e manesco prima o poi farà atti malvagi.

    Mai parlato di nascondere nulla. Al contrario tiriamo fuori tutto.
    Vorrei informarla che non sono scandalizzato da quella frase. In realtà non mi scandalizza nulla.Piuttosto vorrei essere stupito se una donna (o un uomo) mi ponesse il problema della violenza nella sua generalità. La violenza predomina laddove gli essere umani si dividono in categorie, generi e appartenenze. Se ci liberassimo delle categorie, delle appartenenze e dei generi, scopriremmo la parità. Mi parla delle donne afgane ecc.ecc. Io parlerei di mentalità diverse che poi alla fine vogliono la stessa cosa: il PREDOMINIO a scopi personali e non etici. Si è mai chiesta di quanta violenza (non dimentico di quella subita dalle donne afgane) è intrisa la società occidentale? Moltissime donne italiane sono solidali per il loro status ma poi finiscono come oggetto e merce da vendere sulle TV nazionaliste, che ci presentano prototipi di stupidità e imbecillità che la fanno ripiombare nel medio evo. Ci sono molti modi per gestire a proprio piacimento la sottomissione. Passato il tempo dell’inquisizione ora vige quella del dio "danaro". Basta vedere lo squallore di modelli che vengono proposti. Al precedente "Grande Fratello" si sono presentate circa 1 milione di persone.
    Capisce ora perché preferisco parlare di "individui" da riformare? Preferisco una donna "solidale", "serena" e con obbiettivi rivolti alla realizzazione di finalità costruttive e di impegno sociale rivolta all’individuo e non al genere.
    Oggi le TV, causa della disinformazione e colpevole spesso del disagio femminile, propongono programmi che trattano il problema della violenza e all’interno dello stesso mettono in onda spot pubblicitari dove la donna si mostra tutta sesso e poco cervello. I cervelli poco dotati, i giovani finiscono nella rete del qualunquismo e il risultato sarà l’imbarbarimento di una società già prossima al collasso.
    Riguardo alla frase di Giovanni Paolo II mi trova del tutto freddo. NON SONO CATTOLICO e amo definirmi cristiano-anarchico. 
    Lo sa qual’è la cosa meno pubblicizzata ai giorni nostri?
    Si tratta di una parola di 5 lettere: "AMORE" per tutto quello che ci circonda. Glielo dico nel modo più universale senza tinte religiose. Se manca l’amore nelle cose prima o poi arriva il male a deviare questi piccoli cervelli di uomini figli delle donne.
    Con stima
  • Di Michele Antonelli (---.---.---.116) 9 ottobre 2010 17:23
    Michele Antonelli

    Leggo nell’articolo il sapore della "loggia", dell’associazione delle donne che esclude a priori la partecipazione di altri. L’uomo non appartiene ad un associazione ma al genere umano., Così facendo si alimenta un confronto duro che non fa altro che irrigidire le posizioni. Gli uomini che sono la causa del disagio femminile irrigidiranno le loro posizioni e si chiuderanno nelle loro considerazioni arcaiche, mentre quelli che sono rispettosi dell’altro sesso, si sentiranno spiazzati e messi nel calderone di una categoria criminalizzata. Infatti proseguendo nella lettura dell’articolo, si legge testualmente "Quando una vittima viene a chiederci aiuto, tutto ciò che la cultura patriarcale le ha tolto, la dignità, il valore, la stima di sé, noi gliela restituiamo. E insieme a lei, ci rialziamo tutte.". Questa affermazione esclude perentoriamente che l’aiuto possa essere chiesto ad un uomo. Chi scrive l’articolo definisce l’uomo e non "alcuni uomini" come un essere malefico. Rifletta su quello che ha scritto. Associarsi per fare qualcosa di "ANTI" si finisce per andare "CONTRO" le cose che funzionano o possono funzionare. La miglior condizione per liberare la donna e unirsi ad altri uomini rispettosi e a cambiare quelli che non lo sono. I figli maschi lo sono pure delle donne e da li che comincia la prima rivoluzione.






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