Messico: bruciano libri di Carlotto, Evangelisti e Wu Ming per ottenere un seggio
Articolo satirico dal Messico sui vari tentativi di censura e messa al bando di libri e autori in Veneto.
Anche un botto di italiani all’estero odia Battisti e tutti coloro i quali hanno firmato l’appello in suo favore e con fervore nel 2004. E pure loro vogliono visibilità e amano fare “la politica”. Ecco alcuni sentori da terra americana riportati a caldo. S’espandono a macchia d’olio (di ricino) le loro pretenziose azioni d’inesistenza civile per voler riaffermare una carta d’identità smarrita “ci siamo anche noi, dateci seggi, pane e...già si sa” - dichiara un’anonima protestante di origini veneziane, alias La Asesora Serenissima.
Continua “l’assessuora”: “somos estanchi, alla proxima elecsione del parlamento ci candidiamo anche nosotros con ITALIA e adesso bruciamo i libri per solidaridad, così ci cacano un poquito estos caprones de Roma. Il seggio per los italianos all’estero sarà nuestro, capito?”. A seguire le notizie.
Puerto Escondido, Messico, 19 gen 2011 d.C.
Sconcertante e avvenente atto di ribellione da parte di un gruppo di italiani all’estero. Una decina di manifestanti italiani, da anni ridenti nella residente località della regione di Oaxaca, ha impugnato le torce e la gasolina per innalzare al cielo una pira sacrificale con le copie in italiano e spagnolo de Il Collare di fuoco, Tortuga, Altai e Il Fuggiasco. Lanciato nel fuoco anche un sacchetto di ganja, cioè la famosa e pura mota messicana.
Capeggiati dal regista Bruno Liegi-Baston-Liegi (vincitore del Golden gol 2012 ed ex sceneggiatore dei filmi di Maccio Capatonda) e da Josè Guadalupe Sabadìn, noto abitante dei due mondi, gli eroici hanno messo al rogo una ventina di esemplari proprio durante una cerimonia propiziatoria cui partecipavano dei surfisti tedeschi in una spiaggia poco lontana dal centro cittadino.
Attirati dai fumi dell’odio e dagli umori emessi dall'erba gatta i germanici hanno subito pensato ai soliti italiani che si fanno la spaghettata di mezzanotte o una semplice indianata, ma poi hanno appreso con pudore che si trattava di un’apologia del fascismo e li hanno menati colle tavole.
La Asesora aveva addirittura buttato nel falò un paio di copie del Vangelo secondo Giovanni pensando che c’entrasse qualcosa con quell’Evangelisti lì, così “tanto per essere più sicuri”.
Due ore dopo, sempre pronta, è intervenuta la polizia federale messicana che ha incarcerato ed espulso le italiche “persone sgradite” applicando loro la legge del taglione: i censori bruciatori sono stati obbligati a visionare per 37 ore consecutive alcuni movies come La polizia s’incazza e Pierino 1,2 e 3 di Alvaro Vitali, opere certamente non proscritte e che il mondo c’invidia. Ci siamo fatti proprio riconoscere, come disse Abatantuono dopo una scaramuccia con Bisio nella pellicola Puerto Escondido di Salvatores.