Io sono salentino, quindi mi ritengo utile al dibattito. Vorrei
subito dire che la Regione Salento non ha nessun motivo di esistere. La
gente "normale" da queste parti non sente assolutamente la necessità di
invocare una regione autonoma e di divedersi dal resto della regione
per poter meglio esprimere le proprie tradizioni e la propria cultura.
Non c’è nessuna richiesta che viene dal popolo. In realtà, questa della
regione Salento, è solo un’idea con meri fini politici-imprenditoriali
che successivamente potrebbe portare ad una ulteriore spartizione di
poltrone. L’idea di questa divisione, è di Paolo Pagliaro, proprietario
di Tv di radio che usa come megafoni alla sua iniziativa facendo andare
in onda spot su spot, inquisito (adesso non ricordo per cosa), tanto che
mesi fa il Venerdì di Repubblica dedicò a lui un servizio definendolo
il Berlusconi del Sud. L’idea del sig. Pagliaro è semplicemente quella
di allontanarsi da un’idea regionale baricentrica. Tutto il resto semplicemente non esiste.
In più vorrei aggiungere che è da poco tempo che per risolvere
semplici motivi commerciali-amministrativi, e per allargare l’offerta
Universitaria si parla di grande salento (l’unione delle tre province
citate nell’articolo). In realtà l’dea di un salento così formato non è
assolutamente credibile (i leccesi poi non sopportano proprio di dover
dividere il loro essere salentini con altri). Questo per motivi storici,
geografici, paesaggistici, culturali e idiomatiche. Zone del
Brindisino come Cegle Messapica, Cisternino, o del Tarantino come
appunto Martina Franca, sono la cosa più lontana da quello che uno
immagina possa essere salento. Il dialetto è diverso, anche la semplice
gastronomia con le proprie prelibatezze è completamente diversa. Tant’è
verò che questi comuni (e non solo) fanno parte della Valle d’Itria (splendida). Oppure zone come Ginosa e Castellaneta non hanno niente a che spartire con il salento.
Il Salento per unione culturale, geografica, idiomatica ecc... è più o
meno, con qualche arzigogolio, quella parte che unisce Torre Guaceto
(BR), passa da Ostuni, scende drasticamente fino a Mesagne, e da lì si
tiri dritto una linea che va a finire a Torre Ovo (TA), e tutto quello
che si trova a Sud di questa linea immagniaria.
Infine vorrei dire che non è vero che la Puglia è: "una semplice espressione geografico-amministrativa, per nulla
coincidente con il trascorso storico, caratterizzato da tre entità territoriali distinte e separate".
"Ma gli indigeni chiamano Apulia tutta le regione dopo la Calabria e Apuli la popolazione." Lo dice Strabone geografo grego antico... e lo dice wikipedia.
E’ proprio questa moltitudine di luoghi così diversi tra loro, il
Gragano, il sub-appennino Dauno, il Tavoliere, la Murgia, e il Salento,
ognuno con le proprie tradizioni e diversità che rendono la Puglia una
regione veramente affascinante.
Ciao, ho trovato questi tuoi appunti molto interessanti, e volevo chiederti il permesso di postare questa tua lettera aperta sul mio blog. L’indirizzo è: http://maurip.blogspot.com/
Il NIF,è un dispositivo di ricerca per la fusione inerziale, con confinamento basata su laser. Il NIF usa dei laser per riscaldare e comprimere piccole quantità di idrogeno fino a che non si avvia una reazione di fusione nucleare. É il più grande ed energetico strumento di confinamento mai costruito al giorno d’oggi, e il primo dal quale ci si aspetta il raggiungimento dell’obiettivo di una reazione di fusione autosostenuta.
Come puoi vedere è si una fusione, ma la scoperta stà appunto nelle nuova tecnica di confinamento basata sui laser!
Detto in parole povere (in realtà non tanto "povere"), noi fino ad oggi abbiamo avuto difficoltà a confinare il plasma una volta che il processo di fusione e’ in atto, e quindi puesto riespandendosi ferma la fusione, esattamente come dici tu.
Al Nif prevedono l’innesco di microesplosioni, dello stesso tipo della bomba all’idrogeno, i cui effetti sono contenuti nella camera di reazione. Il progetto di un reattore che sfrutti questo sistema è basato, come ho già detto, sul contenimento delle microesplosioni che verrebbero ripetute in successione, tanto frequentemente da dare un flusso continuo di energia, esattamente come avviene oggi in un normale motore a scoppio. Il carburante è rappresentato, in questo caso, dalle capsule. L’innesco invece, dovuto alla compressione, sarebbe fornito dai laser. L’ innesco deve avvenire tanto rapidamente da provocare la reazioni di fusione nella “capsulina” prima che si frantumi e si disperda.
Naturalmente siamo ancora in fase di ricerca, però la strada sembra essere piuttosto promettente.
Spero che questo testo sia meno confuso e quindi più chiaro.
CIAO