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Mannino non è mafioso


  

Calogero Mannino

Lo diceva lo zio Totò (Cuffaro) e lo disse anche a Santoro, Costanzo e Falcone: “C’è in atto una volgare aggressione alla classe dirigente migliore che la democrazia cristiana ha in sicilia, l’avete costruita sapientemente perché avete bisogno di delegittimare le persone migliori che abbiamo perché questa sicilia vada sempre più in fondo. Se siete servi di qualcuno, se servite a qualcosa, ricostruite bene le vicende!“ Calogero Mannino è stato definitivamente assolto dalle accuse di associazione mafiosa, il calvario è finito, ironia dei fatti è che l’unico oggi a pagarne le spese è il disastrato comune di Palermo che s’era costituito parte civile al processo.


L’ex ministro Dc è stato assolto dai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo, era accusato di avere intrecciato rapporti con la mafia, traendo profitto dall’appoggio di alcuni boss. L’inchiesta avviata oltre 14 anni fa dai pm che gli notificarono un avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa e che l’anno successivo portò Mannino in carcere per 23 mesi. Da allora è stato un susseguirsi di processi e sentenze (ben quattro tra primo, secondo grado, Cassazione, e nuovo rinvio alla Corte d’Appello, che ha dovuto anche sospendere il dibattimento in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale). Il primo processo venne aperto il 28 novembre 1995, ed è stato uno dei più lunghi per mafia a Palermo: oltre 300 udienze, 400 testimoni citati, dei quali 250 dall’accusa e 150 dalla difesa, decine di pentiti, da Tommaso Buscetta a Gioacchino Pennino. L’ex ministro venne assolto in primo grado, mentre in appello fu condannato a 5 anni e 4 mesi di carcere nel maggio del 2004.

La sentenza fu poi annullata dalla Cassazione nel luglio 2005 per "difetto di motivazione" e rinviata ad altra sezione della Corte d’Appello. Ma il dibattimento di secondo grado venne sospeso, nel maggio 2006, dopo che fu sollevata la questione di legittimità costituzionale della norma sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento in primo grado. I giudici, accogliendo l’istanza del sostituto procuratore generale Teresi, inviarono gli atti del dibattimento alla Corte Costituzionale, disponendo la sospensione del processo fino alla decisione della Consulta che ha dato nuovamente il via libera al processo che si è concluso in questi giorni con la definitiva assoluzione di Calogero Mannino.

E’ fu così che dopo quattordici anni di sospetti e galera, Lillo Mannino tornò pulito. Adesso potrà godersi i nipotini con una dignitosa pensione…da parlamentare.

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