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Lo strano caso del dottor Consumo e del cavalier Risparmio

Cosa vuoi contestare a uno che riesca a dire contemporaneamente “Italiani stringete la cinghia però compratevela di marca!”?

Il premier Berlusconi ha il raro dono di conciliare gli opposti. Non solo il suo tocco taumaturgico guarisce gli infermi ma il suo lucido pensiero riesce a portare a sintesi gli opposti.

Ciò che alla ragione umana appare impossibile per Lui è ordinario, pensieri inconciliabili diventano mansueti (tipo San Francesco e il lupo) e concordanti, gli opposti si arrendono senza condizioni e accettano di rinchiudersi nel recinto del geniale ideatore di Milano2 .

Così con acrobazia intellettuale pari solo alla sua statura (di statista...) riesce contemporaneamente ad esaltare l’attitudine al risparmio degli italiani per poi, col fare del bonus pater familias (ricordatevi che La Famiglia è importante...), invitare elegantemente al consumo senza inibizioni come atto patriottico salva-crisi.

Questa possente interpretazione della realtà italica lascia senza fiato per la sopraffina lungimiranza.

In un paese dove in metà delle province la qualità della vita si abbassa (escluso, ovviamente il Libero Territorio di Arcore) e molti lavoratori rischiano il licenziamento o la cassa integrazione, l’invitto ed eroico Cavaliere sa convincere gli elettori che con meno soldi in tasca potranno lo stesso (e contemporaneamente) risparmiare e comprare i Bot (come da invito del cartoon-ministro) e continuare a interpretare il loro ruolo di cittadini consumatori (una nuova categoria di conio berlusconiano che presto sostituirà la grigia e sciatta categoria dei semplici cittadini).


Non si sognino gli italiani di fare meno regali o mangiare meno lenticchie!

Dottor Jekyll e signor Hyde che nell’italietta 2008 diventa, dottor Consumo e Cavalier Risparmio, che, dall’alto del suo scranno governativo, ci dà una lezione di irrazionalismo d’antologia, dimostrando una lucidità notevole. Di fronte una realtà in-governata e buia, una coltre fumogena di marketing delle speranze e ottimismo ingiustificato possono dimostrarsi un ottimo carburante di consenso politico.

Nonostante la realtà. In barba alla realtà, anzi una realtà che è sempre più insignificante nello Stivale che vuole solo sentire parlare si sogni e illusioni, la realtà si instrada a diventare particolare irrilevante con cui dovranno scontrare “gli altri”.
L’opposizione, i disfattisti.

La lezione da trarre è chiara. Inutile cercare di contrastare un consenso fondato sulla capacità di essere insieme di destra e di si sinistra, con gli imprenditori e con gli operai, con i laici e con i cattolici, con il diavolo e con l’acqua santa. Cosa vuoi contestare a uno che riesce a dire contemporaneamente “Italiani stringete la cinghia però compratevela di marca!”?

Lo strano caso del dottor Consumo e del cavalier Risparmio dura da parecchi anni e dovrebbe insegnare agli ingenui oppositori che si dovrebbero riconsiderare quali siano le categorie politiche di un qualche peso nella realtà italiana e di conseguenza cancellare le seguenti categorie: incoerenza, demagogia populismo, cerchiobottismo.

Traetene le giuste conseguenze e, volenti e nolenti, datevi all’irrazionale...

Commenti all'articolo

  • Di Francesco Rossolini (---.---.---.185) 10 dicembre 2008 01:33
    Francesco Rossolini

    Ma dai lo sanno tutti che la crisi è una burla inventata dai disfattisti........... 

    Fuori dallo scherzo l’articolo tocca un punto di grande interesse. Questa incertezza nel recepire la portata della situazione economica in cui siamo appena entrati e di cui non conosciamo le conseguenze effettive è veramente inquietante oltre che estremamente pericolosa. 


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