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di Mario Salvo Pennisi mercoledì 9 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Liceo "Leonardo" di Giarre, sede prestigiosa per la presentazione del libro del Giudice Sebastiano Ardita

Giarre (Catania) – E' stato scelto uno dei licei più prestigiosi della provincia di Catania, esattamente il Liceo Scientifico “Leonardo” di Giarre, (la cittadina che guarda all'Etna e famosa come sede di molteplici attività commerciali) per la presentazione del recentissimo libro “Ricatto allo Stato”, scritto dal Giudice Sebastiano Ardita ed edito dalla Casa Editrice “Sperling e Kupfer” nella rinomata collana dedicata alla saggistica.

Sebastiano Ardita, per coloro che non lo sapessero, è un giudice molto noto nell’ambiente giudiziario nazionale, poiché è il capo del cosiddetto DAP, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria presso il Ministero della Giustizia.

“La questione principale che mi ha portato ad intraprendere la carriera nella Magistratura – ha riferito il Giudice Sebastiano Ardita nel corso dell’incontro con gli studenti liceali giarresi – è stato lo scempio culturale della mia città”. Parlando dei contenuti della sua ultima fatica editoriale, Ardita ha voluto sottolineare che il “ricatto allo Stato” è il centro di dominio di una certa tipologia della storia dell’Italia.

Per parlare di antimafia, infatti, secondo il giudice Ardita è necessario conoscere fino in fondo il nostro retroterra storico, anche se si trattasse di un retroterra scomodo e sconosciuto. Il libro punta i riflettori su un ben determinato ricatto, ad opera dell’organizzazione “Cosa nostra” nei confronti dello Stato, per il famoso “41 bis”, un articolo di legge che regolamenta il carcere duro, ideato dal Giudice Giovanni Falcone, assassinato proprio da “Cosa nostra”.

Articolo di legge creato esclusivamente nel tentativo di porre in isolamento i boss mafiosi. “Il tema della legalità è importantissimo – ha fatto capire la Preside del Liceo Scientifico “Leonardo”, la Prof.ssa Carmela Scirè – soprattutto riguardo l’insegnamento rivolto alle nuove generazioni, per cui raccogliamo adesso i frutti maturi di chi si è battuto contro il fenomeno mafioso lasciandoci un’eredità ricca di esperienza sull’argomento”.

Durante la presentazione del libro “Ricatto allo Stato” di Sebastiano Ardita, si sono affrontati temi delicatissimi sui valori culturali che portano alla lotta alla mafia e sul carcere duro. Sebastiano Ardita, ha fatto anche un excursus della propria carriera, fin da quando, a soli 25 anni, a Catania è diventato sostituto procuratore e componente della Direzione Distrettuale Antimafia, in anni in cui proprio Catania era una “città calda”, in riferimento ai decessi che si registravano ad opera delle organizzazioni criminali.

L’incontro con gli studenti del prestigioso Liceo di Giarre, in un’aula gremita, è stato moderato dal rappresentante dell’AFLA, l’Associazione Forense Liberi Avvocati, il dott. Mario Savio Grasso, con la partecipazione del Presidente del Comitato Antimafia intitolato al Giudice “Rosario Livatino”, il dott. Attilio Cavallaro.

Erano presenti pure l’Assessore Provinciale catanese alle Politiche Scolastiche, Salvo Licciardello, i Consiglieri provinciali Salvo Patanè e Francesco Cardillo, il Sindaco di Riposto (cittadina limitrofa a Giarre) Carmelo Spitaleri, e il Sindaco di Giarre, Teresa Sodano.

“Il mio libro – ha concluso nel suo discorso il Giudice Ardita – è una sorta di diario del navigante costituito da aneddoti e da molti ricordi, alcuni belli, altri di meno”. Sebastiano Ardita è stato anche testimone del trasferimento di cinquanta mafiosi dal carcere dell’Ucciardone a quello di Pianosa dopo l’assassinio del Giudice Paolo Borsellino e del rinvenimento, nel proprio ufficio, di una bomba sottoforma di videocassetta.

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