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Libertà, Femminismo e Pornografia

Una delle conquiste sbandierate bipartisan dalla destra e dalla sinistra politica e culturale, è l'emancipazione della donna. Noi occidentali lo sappiamo bene come trattare la donna, altro che quegli assassini dei mussulmani che la coprono, la bistrattano, violentano e castrano la sua libertà di espressione.

Ovviamente queste frasi razziste, dall'evidente sapore sarcastico e provocatorio, vogliono solleticare l'idea che forse la violenza contro la donna cambia le forme, ma non a livello di contenuto. Cosa ha guadagnato"la donna" occidentale con la sua emancipazione? Possiamo ad esempio asserire che i diritti della donna al giorno d'oggi sono pari a quelli degli uomini? Personalmente basta pensare ad una donna incinta lavoratrice che decadono gran parte delle illusioni.Eppure noi esportatori di democrazia, celebriamo la riuscita di un'equiparazione delle differenze sociali fra l'uomo e la donna, e lo possiamo vedere ogni giorno con la rivendicazione della libertà di espressione del modo di vestirsi e di comportarsi.

Un seno prosperoso senza veli, una gonna che costeggia e lascia intravedere una natica è il baratto concettuale di una libertà che ha un retrogusto tautologico ed adolescenziale: "la stanza è mia e ci faccio quello che voglio", "il corpo è mio ci faccio quello che voglio!". E ci mancherebbe altro! aggiungerei. Tuttavia le nostre azioni non possono avere un valore assoluto potendole astrarre dal contesto nelle quali vengono compiute. Ne "La libertà che guida il popolo" di Delacroix, il seno prosperoso di Marianne che fuoriesce dal vestito durante la battaglia, è un gesto rivoluzionario poiché contrasta la tendenza restrittiva e coartativa che limitava l'espressione della donna: un seno ricco di speranza in un nuovo, che non vuole essere imbrigliato in una società che nega quelle possibilità.

Al giorno d'oggi, ci sono delle donne rivoluzionarie, che ripropongono la nudità come format di rottura con la società, come ad esempio avviene per le "Femen" che a seno nudo urlano slogan contro i dettami ad esempio di Putin. C'è da dire che la nudità oggi in occidente è largamente sdoganata, quindi mi chiedo quale sia il gesto di protesta che muove le Femen a mostrare il loro seno. Forse non cercano di attirare l'attenzione alla loro protesta compiendo un bieco piano di marketing, che potrebbe essere riassunto "mostro le tette = verrò ascoltata". Questa fantasia che si trasforma in tendenza è purtroppo notevolmente riscontrabile nella vita quotidiana.

Quanto è più "interessante" parlare con una persona "bella" cioè che ricalca i modelli dello Zeitgeist culturale nel quale si sta vivendo. E' talmente tanto più interessante, che l'unione europea ha stabilito che il formato europeo di curriculum non prevede la foto tessera, per non creare delle discriminazioni sui candidati. L'avere un bel corpo, a mio avviso, permette di poter bypassare l'essere una persona interessante, con delle qualità, poiché l'interesse al rapporto è prostituito a secondi fini, che interessano la sfera sessuale (in questo caso perversa) ed al potere (ugualmente perverso).

Quindi potendo rivoltare la questione, e mi ritengo una persona "poco interessante" posso colmare questa enorme lacuna identitaria, non modificando l'interno, magari facendo affiorare tutte quelle qualità negate, scordate, sopraffatte dalla ragione, modificando invece l'esterno, la superficie, il corpo. Questo processo tuttavia, al di là dei risvolti positivi sociali apparenti che comporta, conferma che quelle qualità non esistono e che anzi non servono ad arricchire i rapporti. Una terribile fantasia, incarnata perfettamente nei nuovi modelli dei film e della televisione, che adulti, ma sopratutto le nuove generazioni prendono come "guru" per potersi adattare alla realtà, sino ad arrivare ad aberrazioni che rasentano la pedofilia, come per quanto riguarda

Lo stesso processo avviene all'interno dei film porno, dove il tema di fondo potrebbe essere riassunto nel "meglio la quantità che la qualità". Al posto di una sessualità che si fonda sulla conoscenza, sul sentirsi compresi ed accettati dall'altro, sulla soddisfazione di esigenze di rapporto reale partecipato, viene proposta una sessualità indifferente ed esibizionistica, dove l'ostentazione esagerata dell'atto compensa la reale passione e partecipazione vissuta nel farlo. Si arriva subito al dunque: l'esibizione del rituale di accoppiamento, che prevede la conoscenza, il desiderio, la seduzione, dove sono presenti anche timori e paure, vengono soppiantati dall'atto in sè, nudo e crudo.

Le qualità contenute dalla sessualità vengono completamente negate per un'atto che diventa quindi superficiale ed esibizionistico, atto che conferma che non esiste nessuna qualità se non la soddisfazione immediata della scarica pulsionale sessuale dell'osservatore. Inoltre c'è da sottolineare la falsità di questi prodotti culturali, a conferma di ciò che dico, che la gran parte degli attori porno maschili fanno uso di viagra, e le attrici come gli attori, per accentuare determinate parti corporee si fanno ritoccare su fotoshop. Il film porno non è la realtà e sopratutto non è libertà anzi è il contrario!.

Molto spesso la pornografia viene confusa con la libertà, dove l'ostentazione dell'atto prende il posto del senso di ciò che si fa, rendendolo una recita, molto spesso di bassa qualità. Una donna che per essere accettata deve vestirsi mezza nuda nel contesto occidentale, equivale ad un orgasmo in un film porno, che dichiara il forte godimento simulando come se fosse, ma non è. Se le suffragette e le femministe, avessero avuto una palla di cristallo per vedere come si sarebbe trasformata la lotta del diritto delle donne di emanciparsi, sarebbero inorridite.

Eppure i germi di questa infausta ed illusoria libertà corrompevano il movimento sin dall'inizio. Infatti una reale lotta per la Donna nella sua essenza, non sta nell'equiparazione e nell'uniformazione all'uomo, a parer mio questa è comunque una negazione ancora più forte, poiché compiuta dalle stesse donne, ma invece nell'accettazione della sua diversità dall'uomo. Con ciò non voglio intendere che la donna in termini generali, ad esempio non può svolgere dei mestieri da uomo, mettendo così un limite alle potenzialità della stessa, ma se questa fantomatica uniformazione fosse realtà, il femminicidio non esisterebbe, poiché sarebbe equiparato all'omicidio maschile.

Forse la libertà non sta nell'ostentazione della stessa. Si è liberi se si vive per mostrare di esserlo, incatenati al giudizio altrui, che può determinare in base al grado di accondiscendenza o di deprecazione, quanto siamo liberi, come possiamo sentirci davvero liberi? Quella sessualità ostentata ed esibizionistica deve far posto ad una sessualità sentita e partecipata, condotta dall'affettività e non dalla perversione di essa, solo in questo modo ci potremo sentire davvero liberi.

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