In quasi tutti i paesi musulmani non solo l’omosessualità è considerata un peccato, ma viene persino punita dalla legge. In Iran, Arabia Saudita, Mauritania, Sudan e Yemen viene applicata la pena di morte, secondo l’interpretazione più tradizionalista e conservatrice di alcuni versetti del Corano e di hadith del Profeta. Solo in Libano è in corso un processo per depenalizzare il reato.
In Tunisia per l’atto di sodomia fra adulti consenzienti (non solo dello stesso sesso, quindi) è prevista una multa ed una condanna detentiva fino a tre anni, anche se si tratta probabilmente, dopo il Libano, del paese musulmano dove finora vi è stata più indulgenza verso gay e lesbiche, pur tra mille contraddizioni. Non esiste di fatto alcuna legge che punisca il lesbismo. Il 22 dicembre 1993 la Corte d’appello di Tunisi ha rigettato la richiesta di un transessuale di cambiare il proprio stato da "uomo" a "donna".
La sentenza dichiarava che il suo cambiamento di sesso era un’operazione volontaria e artificiale che non poteva giustificare un cambiamento del suo stato. Inoltre, tra il 1996 e il 1997, a un gay tunisino è stato riconosciuto il diritto all’asilo per ragioni umanitarie negli Stati Uniti. Nel 2002 la Tunisia ha votato contro la concessione dello status consultativo presso il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU all’ILGA (International Lesbian and Gay Association).
Al centro dell’interpretazione dell’omosessualità come peccato vi è la vicenda di Sodoma e Gomorra che ne dimostrerebbe la condanna da parte della divinità, condanna che vale per tutte e tre le religioni del Libro. La trasformazione del peccato in reato, per i paesi musulmani, è naturalmente legata all'ispirazione che la giurisprudenza (fiqh) ha tratto dalla sha’ria. Ma così come nella teologia cristiana vi sono moderne correnti di rilettura del passaggio biblico in questione, così dal mondo islamico, anche se con ritardo e ancora con poco approfondimento, si levano voci di dissenso che interpretano diversamente il motivo per cui Dio punisce con “una pioggia di pietre d’argilla ardenti” (Sura XI, Hud, 82) gli abitanti delle sunnominate città.
L’interpretazione anticonformista più conosciuta (Olfa Yussef e Amina Wadid) è quella che identifica la colpa dei sodomiti nella volontà di violentare i tre angeli inviati da Dio e ospitati da Lot: quindi, il problema non sarebbe il sesso dei partecipanti al rapporto voluto dai sodomiti, ma la violenza del rapporto stesso. Nella Sura VII, ai versetti 80-81 si legge: "Vorreste commettere un abominio tale che nessuna creatura ha mai commesso prima di voi? Ecco, vi accostate con lussuria agli uomini invece che alle donne. No, siete un popolo di trasgressori".
Un ulteriore accredito alle interpretazioni succitate, sarebbe proprio questo versetto del Corano dove si cita “un abominio mai commesso prima”, ragionevolmente si può pensare che non si stia parlando di rapporti omosessuali che evidentemente erano già presenti nei costumi di quelle popolazioni, ma di stupro. La punizione di Sodoma, in altre parole, sarebbe di monito contro lo stupro e non contro l'omosessualità. Inoltre, Dio punisce anche la moglie di Lot perché non ha obbedito al comando di non girarsi indietro (secondo il Corano, uccidendola sotto la stessa pioggia di pietre d’argilla roventi). Da ciò si può dedurre che il peccato supremo sarebbe la disobbedienza a Dio ed è questa che verrebbe dunque sanzionata.
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Mi fa piacere trovare il tuo commento, anche se non è firmato, credo di conoscerti...dimmi chi (...)
26/11 16:20 -Ciao Patrizia mi fa piacere leggerti. Credo che si possa ancora fare molto per una Tunisia (...)
25/11 15:46 -per dire la verità quando si parla di diritti umani e universli violati da persone che usano (...)
23/11 20:41 -Caro GMG, la ringrazio moltissimo per il suo commento che è anche un ulteriore contributo alla (...)
23/11 18:07 - patrizia manciniCaro lettore, il mio articolo non ha affrontato volutamente l’argomento prostituzione perchè è (...)
23/11 18:04 - patrizia mancini