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Le inchieste di Report: l’autonomia differenziata e i ladri del mare

Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna chiedono allo stato centrale di gestire in autonomia 16 miliardi di spesa pubblica, per sanità, giustizia, istruzione e infrastrutture. Chi spende bene i suoi soldi, deve poter avere autonomia di spesa, ci guadagnano tutti – così spiegano i presidente di queste regioni le ragioni della loro richiesta. Ma chi guadagna e chi perde dall'autonomia differenziata?

I datteri di mare sono serviti nei ristoranti più esclusivi, ma la loro pesca è vietata, perché estrarli dalle rocce provoca la distruzione dell'ambiente marino in cui crescono.
Report ha documentato il più grande traffico clandestini di datteri di mare gestito dalle mafie.
 
Nell'anteprima, Antonella Cignarale ci racconterà di come cambierà la musica nell'organizzazione dei concerti.
 
La musica è cambiata – di Antonella Cignarale
 
Tutto è partito dagli incidenti in piazza San Carlo a Torino, durante la finale di Champions League (e per cui il sindaco Appendino è finita a processo) durante cui una persona è morta: le misure di sicurezza sono state aumentando senza distinguere tra grandi eventi e piccole sagre, che dietro magari hanno solo una pro Loco o una piccola associazione che non può permettersi di spendere tanti soldi per il rispetto delle norme.
Ma, nel frattempo, chi organizza i concerti per i big sta rispettando tutte le regole?
Mettiamo norme per le sagre ma non per la sicurezza sui posti di lavoro, sui mezzi di trasporto pubblico (e mi riferisco all'incidente di Pioltello l'anno scorso, allo stato di salute dei viadotti)..
A seguito dei gravi incidenti di Piazza San Carlo a Torino sono state imposte direttive e procedure mirate a garantire alti livelli di sicurezza per la tutela dei partecipanti alle manifestazioni pubbliche in luoghi aperti. Per gli organizzatori di concerti, sagre e feste popolari la musica è cambiata. Costi e responsabilità per mitigare i possibili rischi di un evento sono aumentati a tal punto che c’è chi ha dovuto rinunciare a confermare un festival che si teneva da 20 anni. E quando l’applicazione delle misure di safety si va a scontrare con le più antiche tradizioni di una festa patronale qual è il rischio?
 
Cosa significa l'autonomia regionale differenziata
 
IL progetto dei due presidenti leghisti (e di Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna)è chiaro, lo spiega Zaia al giornaliasya di Report: “cara Roma, lo Stato ci deleghi a gestire i trasporti bene, i trasporti oggi quanto ti costano? Ti costano mille? Bene, ci dai i trasporti e mille.”
 
Fontana, presidente della Lombardia: “E dov'è il beneficio per le regioni mi chiederà lei: il beneficio è che noi ci riteniamo talmente più bravi dello stato che pensiamo che con quelle risorse pensiamo di rendere servizi migliori e a risparmiare delle somme, e siccome sono risparmi, ce le tratterremo sul nostro territorio.”
 
Dunque la Lombardia, che già oggi gestisce (non bene) il trasporto pubblico assieme a Ferrovie dello Stato, non chiede più la restituzione del residuo fiscale (la differenza tra quanto versa e quanto ottiene dallo Stato) come promesso in campagna elettorale: “non esiste alcuna somma in più che venga riservata per noi”.
Ma, solo nel 2017, il compagno di partito Zaia raccontava che solo con l'autonomia avrebbe potuto trattenere quei 15,4 miliardi che noi veneti diamo a Roma.
Ma perché i grillini che per 14 mesi ci hanno bloccato la proposta, non hanno presentato una loro proposta alternativa”.
 
Forse la trattativa si è bloccata perché indigeribile, perché non è mai stata presentata in Parlamento per essere discussa. In ogni caso Report ha cercato di capire come funzionano le cose andando a confrontare situazioni diverse in Italia, la provincia autonoma di Bolzano e Reggio Calabria.
 
Mentre le montagne del Veneto si spopolano, quelle del trentino no, merito delle province autonome e del loro ricco welfare: qui il 90% delle tasse resta sul territorio e i livelli di spesa pubblica sono più alti rispetto al resto del paese.
In Sud Tirol per esempio è previsto un assegno di 200 euro fino al terzo anni di vita del bambino, per redditi fino a 80mila euro.
L'assessore alle politiche sociali, Waltraud Deeg, spiega che questo è un sostegno che raggiunge il 94% delle famiglie, anche quelle con redditi medio alti.
Per avere questo sostegno bisogna essere residenti nella provincia di Bolzano da almeno 5 anni, ma questo vincolo non vale per i cittadini comunitari che si trasferiscono qui. Come mai?
La segretaria della CGIL locale ha spiegato che questa facilitazione per i cittadini europei deriva dal rischio di subire una procedura di infrazione dall'Europa, perché era in contrasto con la direttiva sulla libera circolazione delle persone.
Un paradosso visto che, di fatto, discrimina i cittadini italiani.
La spesa pubblica complessiva pro capite qui è di circa 16mila euro, contro gli 11 mila del Veneto e i 10 mila della Calabria: Manuele Bonaccorsi è poi andato a Trento, dove ha intervistato il presidente della provincia autonoma che ha spiegato che cosa di più far vivere le persone in montagna.
Devono essere i cittadini trentini che devono dirgli che spende male i soldi, non giornalisti italiani, a quanto pare di capire: come mai, per esempio, Trento ha il doppio dei dipendenti pubblici rispetto alla regione Veneto, che è dieci volte più grande come popolazione?
Quello delle provincie autonome è un privilegio?
No, perché è fatto noi nostri soldi, è un diritto – la risposta del presidente, che tira pure fuori i libri di storia: “prima della guerra mondiale non eravamo mica in Italia qui..”.
Siamo in Italia ma anche no..
 
Dal nord al sud: a Reggio Calabria la musica cambia, nel comune ci sono solo tre asili nido comunali e per tenerli in piedi hanno dovuto ricorrere a fondi esterni a quelli dell'ente pubblico.
Nessun aiuto da parte dello Stato.
 
A Reggio Emilia, altra musica: gli asili sono tenuti aperti e se qualcuno si azzardasse a chiuderli scoppierebbe una rivolta – racconta al giornalista il sindaco di Reggio Emilia.
Che aggiunge, “siamo arrivati a questo grazie all'efficienza del sistema ma anche al livello di civiltà di una comunità, dove il sistema non funziona la coscienza civica si abbassa e l'aspettativa e la cura stessa del territorio, si allenta”.
Insomma, siccome Reggio non ha avuto gli asili nido fino ad oggi, può continuare a farne a meno?
E lo stesso si potrebbe dire di un altro comune del sud, Napoli, con la storia dell'asilo costruito coi fondi europei, ma chiuso perché per la spesa corrente servirebbero fondi dallo Stato. Fondi che non ci sono: a seconda di dove nasci, puoi avere gli asili gratis, come si vantano le regioni ricche del nord, oppure niente, come succede nelle regioni del sud.
 
Ma come funziona il meccanismo di trasferimento delle risorse dallo Stato ai comuni?
Secondo i dati a cui Report ha avuto accesso, se anziché alle serie storiche ci si affidasse ad una vera autonomia (come previsto dalla riforma Calderoli), ai comune del sud arriverebbero molte risorse in più per quei servizi che oggi mancano.
 
La scheda del servizio: Divorzio all'italiana di Manuele Bonaccorsi con la collaborazione di Giusy Arena
In Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna vive il 30% della popolazione italiana. Ma si produce il 40% del Pil. Oggi le tre regioni chiedono una maggiore autonomia per gestire 16 miliardi di spesa pubblica in più. Per alcuni garantirà maggiore efficienza nella spesa pubblica. Per altri è una secessione dei ricchi, che produrrà un impoverimento del Mezzogiorno. Chi ci guadagna e chi ci perde dall'autonomia differenziata? Nell'inchiesta saranno presentati i dati raccolti nel dossier "Il calcolo disuguale. La distribuzione delle risorse ai comuni per i servizi", elaborato da Openpolis in collaborazione con Report.
 
Il traffico dei datteri di mare
 
Esiste un'organizzazione criminale che gestisce la raccolta e il traffico illegale dei Datteri di mare: per strapparli dalla roccia, il “datteraro” deve scalpellare la roccia, col risultato che pezzi di questa rotolano poi sul fondo distruggendosi e diventando poi scheletri.
Secondo la comunità scientifica, non esiste danno più irreversibile e grave che non la pesca di frodo del dattero.
Fermare sott'acqua i pescatori di frodo, al freddo e con le bombole, è quasi impossibile – racconta il servizio del giornalista: è meglio seguire i loro movimenti e bloccarli appena usciti dall'acqua.
Operazione che richiede cautela perché i datterari potrebbero essere armati.
Emanuele Bellano ha seguito il lavoro di due uomini della guardia costiera sulle tracce di questi pescatori di frodo, che dispongono di molte vedette che li avvertono nel caso ci siano intrusi nella zona del porto, dove approdano le loro barche.
Nell'operazione documentata, tutti i pescatori sono stati portati in caserma e alcuni di loro hanno anche minacciato i giornalisti che li riprendevano.
 
 
Lo chiamano la “cocaina del mare”, il dattero: è comprata da ristoratori che lo pagano fino a 200 euro al kg.
Report racconterà chi sono i personaggi insospettabili che vanno a caccia di questo dattero.
 
La scheda del servizio – Il frutto proibito di Emanuele Bellano
Sono considerati talmente prelibati che vengono serviti sottobanco da molti ristoranti di lusso nelle cene più esclusive. Un piatto di spaghetti ai datteri di mare può costare fino a 70 euro. Raccoglierli, venderli e mangiarli è illegale dagli anni '90 perché estrarli dalle rocce comporta gravi danni all’ambiente e alla fauna marina. Il più grande traffico di datteri di mare oggi è gestito da un'organizzazione criminale che ne raccoglie tonnellate dalle coste della Campania e del Lazio e rifornisce ristoranti di tutta Italia. Report ha seguito e ricostruito l'attività e gli spostamenti di questa organizzazione e ha filmato le modalità di occultamento, di spaccio e di distribuzione che sono del tutto analoghe a quelle usate dai narcotrafficanti. 
Questo articolo è stato pubblicato qui

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