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di ascanio montisci martedì 12 ottobre 2010 - 4 commenti oknotizie
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La psichiatria cerca di normalizzare l’LSD

La psichiatria allo sbando etico, ideologico e morale:

Come si può leggere nell’articolo di Elena Dusi su "La Repubblica" del 20 Agosto scorso: "Dove fallisce il Prozac potrebbe arrivare l´Lsd. Dalla Svizzera – paese dove l´acido lisergico nacque nel 1943 – lo psichiatra Franz Vollenweider propone oggi l´uso di Lsd, chetamine e psilocibina (il principio attivo dei “funghi magici”) come antidoti contro depressione, ansia, dipendenze, comportamenti ossessivo-compulsivi, dolore cronico e come cura palliativa per i malati di tumore. ’Le sostanze psichedeliche possono riequilibrare i circuiti del cervello coinvolti nei disturbi dell´umore e ridurre i sintomi di queste gravi malattie’ scrive Vollenweider, dell´ospedale psichiatrico di Zurigo, in uno studio denso di dettagli farmacologi su Nature Reviews Neuroscience.” 

Siamo all’assurdo. Anzi, sembra allucinante (appunto).

La ricerca psichiatrica sull’uso di sostanze psicotrope devastanti per la mente umana è arrivata al capolinea a causa di una serrante opposizione del pubblico e conseguenti cause legali in tutto il mondo.

Molti laboratori di Big Pharma hanno chiuso i battenti.

Che si inventa quindi sta gentaglia per fare quattrini e rimbambire ancora di più la popolazione?

“Vollenweider in realtà non propone nulla di nuovo. L´Lsd e i suoi fratelli furono subito guardati con interesse dalla psichiatria. Nel 1965 esistevano già mille studi scientifici sulla sua efficacia contro ansia e depressione e il farmaco era stato sperimentato su 40mila volontari. La sua capacità di alterare la coscienza rappresentava una miniera per svelare i misteri delle psicosi, schizofrenia in primis. Eppure erano passati solo poco più di vent´anni da quando il chimico svizzero Albert Hofmann sintetizzò l´acido lisergico partendo da alcuni funghi che infestavano la segale e lo testò su se stesso. Quel giorno, in cui per la prima volta “gli parlò”, l´Lsd divenne per Hofmann «il mio bambino difficile».”

Addirittura la tanto temuta ecstasy per la sua diffusione come pasticca da sballo, secondo alcuni interventi al convegno di San Francisco sulla droga di un mese fa, entro cinque anni potrebbe essere usata come farmaco. E potrebbe addirittura curare il morbo di Parkinson, secondo certi scienziati inglesi.

Da sempre le sostanze allucinogene hanno avuto un ruolo di primo piano in riti religiosi e di iniziazione sciamanica. Che la scienza ufficiale invece sia disposta a investire in questo settore è una tappa solo degli ultimi anni. Tanto che, non solo associazioni e riviste di nicchia si occupano del caso, ma si fanno convegni e i media internazionali come la Bbc, Wired, il New York Times danno sempre più spazio.

E chi sono i proprietari di questi media?

Proprio il giornale di New York ha rilanciato il dibattito con un’inchiesta sullo stato dell’arte. Gli Stati Uniti sono all’avanguardia. E’ un ricercatore americano, David E. Nichols, ad aver “sdoganato” l’Lsd. Una funzione dell’acido è innanzitutto alleviare il dolore e la paura nei malati terminali.

Ma altre droghe, dice Nichols, hanno una funzione psicoterapeutica: il peyote (derivato del cactus messicano) e l’Ayahuasca (un’altra droga di origine sciamanica, ma brasiliana) possono aiutare gli alcolisti a non bere. Oppure lo psilocibino, un allucinogeno derivato da un fungo, può interrompere certi comportamenti compulsivi come lavarsi le mani decine di volte al giorno.

Ma Nichols è comunque una voce di parte, per quanto autorevole. Fu lui a identificare la molecola della mescalina, la sostanza allucinogena del peyote. Il suo istituto, l’Heffter Research Institute, è stato messo in piedi grazie al contributo di miliardari come Lurence Rockefeller.


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Psichiatria

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