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 Home page > Tribuna Libera > La politica e lo stravolgimento dell’etica

La politica e lo stravolgimento dell’etica

ètica s. f. [dal lat. ethĭca, gr. ἠϑικά, neutro pl. dell’agg. ἠϑικός: v. etico1]. – Nel linguaggio filosofico, ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criterî per giudicare sulla moralità delle azioni umane.

Ringraziando la Treccani per la sua dotta precisazione, ci avventuriamo alla scoperta di come l'attuale governo si sia posto sistematicamente in contrasto con millenni di valori etici, oramai consolidati nel linguaggio comune come buoni o cattivi, inventando una nuovo linguaggio che stravolge, camuffa, cambia il significato dei termini. Questa tecnica diventa necessaria per poter arrivare a giustificare, anche attraverso l'uso delle parole, moltissime delle scelte poste in atto.

Non si vuole affermare che la politica abbia fatto in passato uso massiccio dei valori etici, ma l'uso costante di trasformazione dei termini, elevando quindi l'esatto contrario a significato ortodosso.

Lasciare delle persone, fra le quali donne e bambini, su una barca in inverno in balia del freddo e del maltempo sino a pochi mesi fa era una gesto cattivo, un comportamento negletto. Ora non più. Con la scusa del "necessario" si sdogana per buono un atto ritenuto generalmente sconsiderato ed immorale.


La nomina dell'amico dell'amico a ruoli determinanti nello stato o nel governo contrasta con il principio etico di promuovere il meglio; in questo caso non è stato nemmeno necessario coniare un nuovo termine: è stato sufficiente prendere per buoni curricula farlocchi.
La matematica, che per antica definizione non è un'opinione,si è improvvisamente trasformata nella più duttile, accomodante e malleabile delle scienze, se si tenta di far credere che fra 2,4 e 2,04 ci siano quisquilie, non milioni.
Se aumentano gli omicidi in casa sarebbe opportuno limitare l'uso e la detenzione di armi. Invece, con la scusa di una difesa resa necessaria dall'impossibilità delle Forze dell'Ordine di garantire ad ognuno la propria sicurezza (con i dati ISTAT in costante diminuzioni da anni per furti e rapine), si vuole estendere l'uso delle armi, obbligando inoltre il giudice a non sottovalutare gli aspetti psicologici i nuovi pistoleri si troveranno ad affrontare, giudicandoli con clemenza. Ci potranno essere donne e bimbi che periranno? Effetti collaterali. La morte di questi ultimi avverrà a loro totale insaputa, visto che si vuole abolire la norma che obbliga il legale detentore di armi ad informare i parenti del suo acquisto.
In una scuola laica ci sono degli insegnanti laici? Devono essere curati e indotti alla fede. Non si è ancors entrati nel merito dei dettagli della cura, ma troveranno i termini per consentire la conversione forzata.

Continuando con altri esempi si potrebbe riempire tutto un numero di Agoravox Italia, ma penso che il concetto sia stato compreso. Non solo l'azione nefanda, ma anche il lessico con la quale questa viene descritta.

Si pone l'asticella del linguaggio ad un punto sempre più alto, sino a quando ci porteranno a digerire tutto, anche l'indigeribile.

Commenti all'articolo

  • Di Un italiano (---.---.---.125) 23 dicembre 2018 15:16

    A mali estremi estremi rimedi.

    Saggezza popolare.

  • Di Un italiano (---.---.---.125) 23 dicembre 2018 15:17

    Chi è che ci ha portato ai mali estremi? Rispondetemi. Grazie.

  • Di sergio (---.---.---.173) 23 dicembre 2018 18:06

    L’uso distorto del linguaggio è sempre esistito per denigrare gli avversari ed esaltare le folle. Goebbels ne aveva fatto una scienza, portando il popolo tedesco alla totale assuefazione. Ora cambiano i metodi, ma non gli obiettivi. Per il potere ed attaccare la democrazia questo e ben altro. Buon Natale

  • Di GeriSteve (---.---.---.86) 23 dicembre 2018 22:30

    tutto vero ma tutto falso.

    Nel senso che è verissimo che così fa il governo attuale, ma è falso il non ricordare che così hanno fatto tutti i governi precedenti.

    Nell’articolo si citano gli "effetti collaterali", ma non si dice che quell’espressione entrò in voga durante il governo D’Alema per non dire "uccisi in Serbia dai bombardamenti NATO con decollo dall’Italia".

    E non ce li ricordiamo più i berlusconiani che si autodefinivano "buongoverno" per cui chi (come me) era contro di loro era "contro il buon governo"? Lo ha copiato Renzi con quella porcata di riforma che è "la buona scuola" per cui chi (come me) è contrario a quella riforma è "contro la buona scuola".

    Ne cito soltanto un’altra: sempre Renzi ha indetto un referendum per stracciare punti qualificanti della nostra costituzione, salvata invee dagli elettori malgrado le catastrofi minacciate da confindustrie, Ue, Usa, quasi tutta la stampa e le TV. Qualcuno si ricorda che cosa ci ha scritto il governo Renzi sulla scheda di voto?

    «Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione" ?

    A leggere l’articolo sembra che tutti gli imbrogli dei governi precedenti siano stati "etici".

    Domanda: quest’articolo sarebbe etico?

    Buon Natale, buona meditazione e, nel caso, buona risposta

    GeriSteve

  • Di sergio (---.---.---.173) 24 dicembre 2018 08:11

    "Non si vuole affermare che la politica abbia fatto in passato uso massiccio dei valori etici, ma l’uso costante di trasformazione dei termini, elevando quindi l’esatto contrario a significato ortodosso."

    Già solo questo paragrafo credo la dica lunga sul mio pensiero fra politica ed etica: praticamente inesistente. Non intendevo certamente affermare che vi sia stato, in precedenza (anche molto più a ritroso nel tempo) un legame virtuoso fra chi governa ed il pensiero etico. Mi spaventa l’uso massivo di un linuaggio contrario ai valori minimi di decenza e la sua diffusione nel gergo popolare. Il tanto decantato "prima gli italiani" sottintende una predominanza di razza che nulla ha a che vedere con i valori supremi, ma è passato il concetto, è diventato uso comune. C’è, a mio parere, una profonda differenza fra "la buona scuola" (termine) e "spazzatura" (riferito al genere umano). Si può presumere, soprattutto in un’epoca di slogan, che il latore di una legge la definisca "buona" (ribadisco: non voglio entrare nel merito dei contenuti); ritengo gravissimo che un esponente del governo affermi che era ora di liberare Roma dalla spazzatura, riferendosi ai migranti. Non era un intervento di tipo politico, ma lessicale. E proprio perché tocca il linguaggio, bene comune, molto più pericoloso di altro. Citavo in un’altra risposta Goebbels: il suo obiettivo era alzare continuamente la sopportazione popolare del lessico nazista. La dialettica è un’arma potentissima, stravolgerne i termini passaggio fondamentale. Steve Bannon, ex consigliere di Trump in giro per l’EU a consolidare e rafforzare la peggiore destra del dopoguerra, afferma: "Vi danno del fascista? Vi accusano di razzismo? Siatene fieri". Ecco, tutto qui.

    Buon Natale

    • Di Persio Flacco (---.---.---.89) 25 dicembre 2018 23:40

      La sua preoccupazione è comprensibile ma lo stato delle cose non lo si analizza correttamente se non si prende in considerazione anche il pregresso, se ci si limita all’attualità. E’ vero, è in corso una specie di rimbalzo da un eccesso all’altro. 

      Migrazioni. Prima i generosi (col c.lo degli altri ovviamente) hanno consentito l’afflusso massiccio di migranti per poi abbandonarli a loro stessi. Poi, quando queste persone, senza un lavoro (se non lo schiavismo), senza una casa, senza una prospettiva, hanno iniziato a popolare le periferie, le stazioni, i parchi cittadini. 

      Quando alcuni tra i migranti hanno iniziato ad arrangiarsi con spaccio e delinquenza comune e il livello di malessere prodotto nel tessuto sociale degli "autoctoni" ha superato il livello di guardia, dalla carità pelosa dei politici si è passati al rigetto sia per i migranti sia per i politici che hanno deciso di accoglierli tutti e per le loro grancasse mediatiche. 

      E’ normale, è umano, e se si vuole rintracciare davvero gli autori dello sbrego etico bisogna risalire alle cause. Lo stesso vale per altre derive etiche. 

      La democrazia è in pericolo? Non si è accorto che da 70 anni la democrazia in questo Paese è solo virtuale? Che la cosiddetta "costituzione materiale" ha di fatto sostituito la Costituzione formale e sostanziale? Che a governare sono i partiti e non le istituzioni legittimate dal voto popolare?

      Armi. Lo Stato deve avere il monopolio dell’uso della forza in modo che i cittadini non debbano difendersi da sé. Ma se grazie alle leggi ipergarantiste l’autore di un furto, di una rapina, di uno spaccio, viene arrestato e subito rimesso in libertà "in attesa di processo", così che può tranquillamente prendere a pernacchie le forze dell’ordine e le sue vittime, non crede sia umano che un cittadino possa volersi difendere da solo? Non è giusto, non è eticamente corretto, ma credo sia comprensibile.

      E se i truffati da una Banca o da una azienda per avere giustizia debbono attendere 10-15 anni grazie alle leggi che garantiscono al condannato il diritto di ricorrere *senza giustificazione* al grado successivo di giudizio, non crede che possano desiderare di linciare i responsabili delle loro disgrazie? Insomma, è facile strillare alla distruzione dell’etica senza curarsi di prendere in considerazione tutti gli aspetti della realtà. Ora si tratta di impedire che l’eccesso di reazione diventi strutturale, e per farlo occorre rimediare alle storture che sono alla sua radice e che si è fatto finta di non vedere prima.

  • Di Un italiano (---.---.---.146) 26 dicembre 2018 00:16

    Sacrosante parole. Bravo! Una sintesi perfetta!

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