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La nuova Riforma Costituzionale a Cuba

Rinnovamento e consolidamento della Rivoluzione!

L'Assemblea Nazionale del Potere Popolare a Cuba, nel 2018, inaugura il processo di Riforma Costituzionale.

Il popolo cubano, da questo 3 marzo 2019, ha una nuova Costituzione, che entrerà in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

La Commissione elettorale nazionale ha stabilito i dati definitivi: il 90,15% degli elettori ha votato si per il referendum costituzionale che si è svolto il 24 febbraio 2019.

Dopo mesi di dibattiti democratici cui hanno partecipato milioni di persone, l'Assemblea nazionale approva le riforme della Magna Carta.

Secondo Prensa Latina, quasi 9 milioni di cubani, circa 11.500.000 di abitanti, hanno partecipato a 133.000 incontri di discussione svoltisi nei quartieri, nei luoghi di lavoro, scuole e università. Da lì sono sorte circa 783.000 proposte di modifica, aggiunte o cancellazione di articoli.

Inés María Chapman, deputata e vicepresidenta nazionale dei Consigli di Stato e dei Ministri, ha indicato che, a proposito del progetto originale, ne è stata modificato quasi la metà "che dimostra il carattere democratico del processo ". Da parte sua, il deputato e membro del comitato editoriale, Raúl Alejandro Palmero, considera che si tratta di un evento "senza precedenti a Cuba e nel mondo".

In totale, la Commissione di redazione guidata dall'ex presidente Raúl Castro ha sintetizzato i contributi in 760 emendamenti.

Dibattiti e cambiamenti

Secondo il sito cubano Juventud Rebelde, uno dei dibattiti più vivaci è sorto sul famoso articolo 68 riguardante il matrimonio egualitario (il dibattito è stato affrontato nel 66% delle riunioni) che nel progetto di testo riporta “il matrimonio è l'unione volontaria tra due persone” (indipendentemente dal loro sesso). Tale articolo è stato oggetto di grande aspettativa a livello mondiale in quanto Cuba, pur avendo un sistema piuttosto avanzato nei diritti sociali, non aveva ancora un disegno di legge in corso che permettesse il matrimonio tra persone dello stesso sesso (anche se le convivenze, i seno alla comunità cubana LGBTIQ, sono piuttosto comuni e godono degli stessi diritti sociali delle coppie eterosessuali).

 

Tuttavia, Mariela Castro, deputata nazionale e a capo del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex) di Cuba e figlia dell'ex presidente Raul Castro, ha documentato la situazione dal suo account Twitter.

Secondo il legislatore, quella parte della nuova costituzione non è stata cancellata (come ha più volte affermato erroneamente la stampa statunitense ed europea), ma semplicemente la parola "persone" è stata sostituita dalla parola "coniuge". Questo "preserva la possibilità che tutte le persone" possano "accedere all'istituzione matrimoniale" (indipendentemente dal sesso).

 

Non vi è alcuna battuta d'arresto sul "comunismo"

Quando iniziò il dibattito sulla Nuova Costituzione Cubana, la stampa internazionale insinuò che il processo "comunista" si sarebbe interrotto e che sarebbe stato sostituito dalla nomenclatura "socialista". Tuttavia, il nuovo Preambolo della Costituzione Cubana stabilisce che "Cuba non tornerà mai al capitalismo in quanto regime sostenuto dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, e che solo nel socialismo e nel comunismo l’ uomo raggiunge la sua piena dignità".

A questo proposito, durante il dibattito delle scorse settimane, il deputato di Holguín, Yusuam Palacios, ha dichiarato: "Con questo abbiamo zittito la manipolazione dei nemici, prima che l'opinione pubblica internazionale affermasse che Cuba abbia smesso di essere un comunista".

 

Consolidamento dell’economia

Per diversi anni l'isola ha avviato un processo di riforma del suo modello economico e, in tal senso, la nuova Costituzione cerca di fissare questi cambiamenti nella legge.

Si riconosce il ruolo del mercato e nuove forme di proprietà non statale, incluse quelle private.

Prescrive, come precetto costituzionale, la non concentrazione della proprietà in soggetti non statali.

L'espropriazione forzata è conservata ma solo per ragioni di utilità pubblica o di interesse sociale e con le dovute indennità e garanzie.

Allo stesso modo, per quanto riguarda la proprietà socialista di tutto il popolo, sono enumerati i beni essenziali che la compongono e il loro carattere inalienabile e inattaccabile. Nelle stesse righe si ratifica che lo Stato dirige, regola e controlla l'attività economica, oltre a distinguere la pianificazione come l'elemento centrale del sistema. Infine, si ascrive la partecipazione dei lavoratori alla direzione, all’ ordinamento e al controllo dell'attività economica della nazione.

 

 

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