Manovra. Manovre. Manovrine. Manovre correttive. Stesso nome, contenuti quasi sempre identici: tasse, nuove imposte, tagli alla spesa sociale, ai comparti fondamentali come la sicurezza e la sanità. Per non parlare delle pensioni, che sono divenute più una minaccia che un traguardo a fine vita lavorativa.
In tutto questo, sempre e solo un unico comun denominatore: a pagare la, le crisi ed il debito pubblico sono stati, sono e saranno sempre gli stessi cittadini. Quelli di fascia medio bassa. I più colpiti in ogni senso. Vuoi dallo stato economico già di per se critico, vuoi per le crisi nazionali ed internazionali che si aggiungono alle criticità individuali.
Col Governo Monti, qualcuno si è aspettato grandi progetti, nuove manovre e fondamenti diversi. Ma a ben guardare, a parte qualche nuovo inserimento tipo la tassa sugli Yacht ed eventuali piccole patrimoniali, la litania è sempre la stessa: a pagare sono sempre i soliti. I più deboli.
Oggi gli italiani però, non sono più gli italiani degli ultimi 70 anni. Quell’Italia contadina ed avvezza al sacrificio. Quella che pensava che se i “potenti” comandavano, la massa doveva “ubbidire”. E meno male che si è usciti dall’aberrazione di pensare che, chi viene chiamato a lavorare per il bene del Paese, non è e non sarà mai “padrone” di niente e di nessuno. Anche se chi è in politica ci gioca ancora a far pensare che politica sia uguale a potere.
Forti anche delle manifestazioni internazionali per la riconquista di una equità perduta ormai un pò ovunque, gli italiani oggi hanno maggiore capacità di comprensione su cosa siano i diritti e cosa i doveri. Ci ritroviamo infatti in un momento storico particolarissimo, quello in cui una strana “guerra” combattuta a suon di proteste civili e striscioni, prende il posto delle terrorizzanti guerre del passato, come l’ultima Guerra Mondiale.
Eppure, in effetti, di guerra mondiale si può parlare, se si guarda agli accadimenti mondiali degli ultimi mesi. Però, stavolta non sono i governi a decidere chi siano i nemici e gli alleati. Questa volta sono i cittadini del mondo contro un sistema che non ha voluto pensare in tempo utile a ripensare la politica, l’economia e la società.
Un Sistema vittima di se stesso. Fuori tempo massimo. Ormai rifiutato persino nei paesi a tradizione di sottomissione totale ai poteri forti. Il cittadino di oggi, è conscio – più o meno – degli accadimenti. E non solo li comprende: ha imparato anche ad aver ben chiaro cosa sia equo e cosa non lo sia. Cosa sia iniquo e cosa no. La manovra di Monti, dopo l’ennesima manovra del Governo Berlusconi, mette un pò di pace fra gli animi afflitti di un Paese in rovina, ma non del tutto. Sicuramente alcune misure faranni si che si possa parlare di una maggiore equità nella redistribuzione dei carichi fiscali e non solo. Ma non basta. Perché proprio ora, nel momento clou di un disastro mondiale, la gente sa cosa chiedere. Forse, sfugge ancora il come farlo.
Vediamo quindi, quali potrebbero essere proposte condivisibili per la maggior parte dei cittadini italiani. Perché vorrei sottolineare una cosa: qui fanno tutto “loro”. Si alleano, si dividono, litigano. E lo fanno facendo pensare che il tutto avviene a beneficio dei cittadini. Ma non è così. Perché appunto, se così fosse, la politica tutta, chiederebbe anche direttamente ai cittadini quali eventuali tagli, maggiori contributi e quant’altro di utile si possa fare per il bene del paese.
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