E’ di qualche giorno fa la notizia della tragica morte, anch’essa in circostanze misteriose, di Ugo Baiocco, il pescatore che nell’ottobre del 1985 trovò nel lago Trasimeno il cadavere di Francesco Narducci, l’insospettabile medico umbro ritenuto il vero "mostro di Firenze".
E' morto a 74 anni cadendo dalla barca. Anche lui annegato, come nel 2001 era accaduto, nelle stesse acque, al suo inseparabile cognato, Arnaldo Budelli.
Ugo Baiocco, ex presidente di una cooperativa di pescatori, conosceva quelle acque del lago Trasimeno perfettamente, come le sue tasche. Il 13 ottobre del 1985, insieme al marito di sua sorella, Arnaldo Budelli, furono loro a scoprire, tra le sette e le 7 e le 8 del mattino, il corpo di un uomo che fu attribuito al dott. Francesco Narducci, scomparso in circostanze misteriose a 35 anni, nel pomeriggio dell' 8 ottobre 1985. L'uomo che aveva fatto perdere le sue tracce era un affermato ginecologo perugino, primario dell'ospedale di Foligno, diventato nel 1984 il più giovane docente associato d'Italia, assegnato alla cattedra di Fisiopatologia Digestiva dell'Università di Perugia, ed in seguito, anni dopo, ritenuto il vero "mostro di Firenze".
Anche l'inchiesta relativa alla morte di Ugo Baiocco, la cui barca si sarebbe ribaltata intorno alle 11,50 del 3 marzo scorso, è stata affidata al pm Giuliano Mignini, che ha già coordinato l'inchiesta su Narducci e sul caso della studentessa inglese Meredith Kercher. Mignini, proprio per l'inchiesta sul caso del gastroenterologo, il 22 gennaio 2010, è stato clamorosamente condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione dalla procura di Firenze che lo ha accusato di "associazione a delinquere finalizzata al depistaggio", insieme al poliziotto-scrittore Michele Giutteri, accusato anch'egli di aver esercitato indagini illecite e pressioni indebite su alcuni indagati nell'inchiesta sul medico scomparso. Naturalmente il pm beneficia della sospensione condizionale.
Stupisce la circostanza della morte a seguito di un incidente banale, quale quello occorso a Baiocco, un uomo esperto delle acque del lago Trasimeno, che messa in confronto con altre morti di personaggi collegati tutti al ritrovamento del cadavere di Narducci nel 1985, fa sorgere qualche dubbio e qualche sospetto all'italiana, arrivando a lambire il vero e proprio complotto pynchoniano. Ovviamente, solo per i "malpensanti".
Dr. Narducci I presume?
“Non sembrava Narducci, non sembrava nemmeno un uomo bianco. Aveva labbra tumefatte, molto grosse, la pelle scurissima. Aveva una camicia e, attorno al collo, una cravatta allacciata molto stretta, tanto che pensai che il colore scuro dipendesse dalla strozzatura della cravatta”, dichiarò il maresciallo Bricca dei carabinieri, accorso sul posto, la mattina del 13 ottobre 1985. Anche Baiocco - era stato lui a chiamare le forze dell'ordine - rimase stupito dall'insolito dispiegamento di autorità intorno al cadavere portato su un pontile del lago. Oltre a polizia e carabinieri, erano presenti infatti il questore di Perugia, Francesco Trio ed altre personalità, il giudice della Corte d'Appello, dottor Arioti; il sostituto procuratore della repubblica, Federico Centrone; il procuratore, Nicola Restivo; il capo del nucleo radiomobile operativo dei carabinieri, capitano Roberto Fioravanti; il suo stesso comandante Francesco Di Carlo. Della famiglia Narducci era presente Pierluca e due colleghi del fratello, il dottor Antonio Morelli ed il gastroenterologo Ferruccio Farroni.
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mannaggia che rivelazioni!!!!! tutta la vicenda assume toni completamente differenti da quello (...)
01/04 22:36 -ma allora chi era stato annegato un negro probabilmente e poi cremato dopo la riesumazione (...)
13/03 13:52 -che le brigate rosse erano una creazione del potere parallelo è sempre stato evidente....vi (...)
13/03 02:58 - Mr. Hubbert