A volte, nella vita, sembra che stia filando tutto per il verso giusto, sembra che il peggio non debba mai accadere, ci si sente così forti e potenti da non temere niente e nessuno, perché le cose, appunto, stanno filando tutte nella direzione che ci fa più comodo, sembra che il destino sia dalla nostra parte, in tutte le sfaccettature dell’esistenza, e ci pare che quel destino debba sempre continuare così, come noi vogliamo che sia, senza eventi negativi, senza che nulla lasci presagire il fatto che il destino possa cambiare rotta, da un momento all’altro.
E non ci importa di pensare se quel che stiamo facendo in quei momenti sia magari sbagliato dal punto di vista morale, l’importante è che tutto proceda bene per noi. Poi, all’improvviso, si verifica un segnale storto, qualcosa della quale magari nemmeno ci accorgiamo, perché è un segnale così insignificante da non prestarci neanche troppa attenzione. “Passerà…”, avremmo detto in una circostanza come questa, “non è successo niente…”. E invece no. Perché? Perché poi, guarda caso, si verificano altri eventi negativi, sempre sulla nostra pelle e, magari, a beneficio di altri. E poi ancora altri fatti negativi, come se, ad esempio, fossimo incappati in una sorta di “maledizione” che non sembra avere mai fine, negatività che cavalcano altre negatività, in tutti gli aspetti della nostra vita, come in un incubo, un incubo terribile, che non vorremmo mai fare.
Ho fatto questa premessa per giungere all’argomento del quale voglio parlare: la fine del Governo targato Silvio Berlusconi e le conseguenze che seguiranno dopo questo evento. Al momento che scrivo, sono ore di grande fibrillazione, ore in cui si rimugina il passato, in cui si rievocano gli errori commessi, le scelte sbagliate, i progetti che non si sono realizzati, le tante cose “rimaste nel cassetto” che si sarebbero dovute fare. Sono ore di colloqui serrati nelle fila dell’ormai ex maggioranza, ma anche tra i membri della “traballante” ex opposizione, se così possiamo chiamare il Partito Democratico e le altre forze unite ad esso, a parte il Terzo Polo. In molti, ormai, moltissimi, pensano che il Premier Silvio Berlusconi abbia compiuto scelte errate in tutto e per tutto, il Paese si è reso conto delle grandi difficoltà del Popolo delle Libertà e della Lega Nord, “strutture portanti” dell’ex maggioranza. Molti, forse anche troppi, pensano di conoscere l’origine dei mali che hanno devastato l’Italia; alcuni ritengono che Berlusconi sia finito politicamente anche a causa dell’abbandono di Gianfranco Fini e di Pier Ferdinando Casini, che costituivano l’ “ossatura” di una grande alleanza filo – liberale nel centrodestra italiano. Sì, può darsi sia pure vero che sia successo questo sfaldamento nella maggioranza, però io farei un’analisi più accurata riguardo la “maledizione” che ha colpito l’Italia. Io partirei da lontano, da molto lontano nel tempo. Esattamente da Milano. Milano, 17 febbraio 1992: sembrava una giornata come tutte le altre, una giornata iniziata come l’inizio di questo articolo, tutto era tranquillo nel panorama politico italiano. Tutto andava bene. Fino a quando, proprio quel giorno, arrivò uno strano segnale. Un dirigente d’azienda collocato negli ambienti politici dell’allora Partito Socialista Italiano, un tale Mario Chiesa, Presidente del Pio Albergo Trivulzio, un ritrovo per gli orfani, fu colto in flagranza di reato mentre intascava una tangente di alcuni milioni di lire da un impresario di pulizie che voleva a tutti i costi vincere una gara d’appalto per coordinare i lavori di pulizia nel noto ritrovo per i “senza famiglia” presieduto da Chiesa.
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