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La crisi del M5s non è nello scandalo rimborsi ma nel programma

L’altro giorno, per strada sono stato fermato da uno sconosciuto, probabile sostenitore del Pd, a giudicare da quel che ha detto, che, con fare arrogante mi ha chiesto: “quanto costerà elettoralmente queste scandalo ai suoi amici dei 5 stelle? Vogliono fare i puri, ma rubano come tutti” proseguendo poi su questo tono. Non l’ho degnato di una risposta e gli ho girato le spalle.

A modo suo, il tanghero aveva ragione, perché questo è il messaggio che è arrivato agli italiani: i 5 stelle (poco importa che sono una decina o poco più, il 10% sul totale) rubano e sono stati scoperti. In realtà non hanno fatto nessun reato: si tratta del mancato versamento di un atto di liberalità promesso, ma in nessun modo di appropriazione indebita di denaro pubblico.

C’è l’aspetto sgradevolissimo del bonifico poi revocato, fatto solo per esibire la fotocopia, che denota un animus incline alla frode, ma che tradisce una regola interna al movimento, non una legge dello Stato. Che poi questo fosse un atto di liberalità che nessun altro gruppo parlamentare fa e che il 90% (o giù di lì) dei parlamentari grillini lo abbia eseguito fedelmente, non è cosa che interessa: quel che conta è poter dire che sono tutti uguali, perché, se tutti sono colpevoli, nessuno è colpevole. Così fan tutti. Il che è come mettere sullo stesso piano un ragazzino che ha falsificato la firma del padre su una giustificazione e quello che ha fatto una rapina in banca con il mitra. A proposito di Banche: il Pd non penserà di risolvere tutto scaricando su Bankitalia e Consob, vero?! Certo è che se i guai giudiziari dei renziani fossero come la questione dei rimborsi dei 5 stelle, si bacerebbero i gomiti.


Ma questo ceffone in pieno viso i pentastellati se lo meritano e può fargli bene: così magari imparano che fare la giusta battaglia per l’onestà nella gestione del denaro pubblico non significa fare questa grottesca esibizione di onestà per cui “noi siamo i più onesti del reame e gli altri sono tutti merde”. Anche perché, sin qui non hanno avuto occasione di governare e non sappiamo come si comporterebbero.

Io non mi fido di me stesso: non ho mai fatto nessuna scorrettezza nelle rare occasioni in cui ho gestito briciole infinitesimali di denaro dello Stato (questo posso dirlo con serenità) ma come mi comporterei di fronte ad una tangente di decine di milioni? Spero che saprei resistere, ma come posso saperlo di sicuro? Se non sbaglio c’era un Tale che insegnava ad implorare “Non ci indurre in tentazione”. La melma della corruzione non si risolve promuovendo un ceto politico sedicente più onesto, ma evitando che si formino troppe tentazioni e questo lo si fa con i controlli preventivi.

Se fossi ministro (tranquilli: non accadrà mai e non vorrò mai farlo) vorrei essere controllato molto strettamente per evitare tentazioni. Politici ed amministratori non devono poter rubare, scoprirli e punirli dopo serve a poco, perché il danno già c’è stato, mentre non deve esserci proprio. Certo: la sicurezza assoluta non c’è mai, ma, almeno, rendiamo la cosa un po’ più difficile. Se poi c’è un ladro così geniale da evitare tutti i controlli e, dopo, farla franca pazienza: che uno rubi un miliardo si può anche sopportare e metterlo nelle spese generali. Ma che centomila imbecilli rubino 10 milioni a testa non si può sopportare perché il danno all’erario sarebbe mille volte superiore, vi pare? E poi, essere truffato da un genio si può sopportare, esserlo da un cretino proprio no.

E qui i 5 stelle hanno mostrato di essere inadeguati: hanno gonfiato i petti in una grottesca esibizione di onestà, di spirito francescano, di eroico senso del sacrificio ma non hanno proposto niente di efficace nel contrasto alla corruzione. Cari amici, non è necessario che siate perfetti, ci basta che siate umani e mediamente corretti, che di questi tempi è già molto. Per il resto, applicatevi a studiare misure realistiche contro la corruzione e non fate cose inutilmente complicate.

Ad esempio, questa inutile esibizione di rigore con la raccolta di scontrini di bar, ricevute di taxi e di ristoranti eccetera è una buffonata. Sarebbe bastato calcolare una cifra forfettaria, tenendo conto delle diverse condizioni personali (avere tre figli non è la stessa cosa che essere single, abitare a Sondrio non è la stessa cosa che abitare al rione Nomentano di Roma, perché il primo deve prendere casa a Roma ed il secondo no eccetera), stabilire le quote da versare mensilmente con un rid bancario (poi, per spese eccezionali presentare al gruppo la domanda di rimborso) e controllare mensilmente l’addebito automatico. Ci voleva molto a pensarlo?

Ora non ci sarebbe questo “scandalo”. E poi: Fico ha ragione a dire che qualcuno ha voluto colpire il M5s (anche se, sia chiaro, le Iene fanno il loro mestiere di giornalisti e se hanno una notizia la danno) però, cari amici, ve la siete andata a cercare. I controlli che Di Maio va facendo ora andavano fatti a suo tempo e, al massimo un mese prima di fare le liste. E’ da imbecilli matricolati non aspettarsi che gli altri stiano con il fucile spianato per beccarti. Per fortuna la gente ha una sua intelligenza e non credo che questa vicenda peserà più di tanto sul risultato elettorale.

Insomma non è questo irritante episodio che danneggerà granché il M5s, quanto altre cose più serie come il programma sciatto e destrorso, le liste da incubo che hanno fatto dopo aver promesso il “controllo di qualità” (e meno male che hanno fatto questo controllo, perché sennò ci trovavamo Messina Denaro in lista!), ma delle liste parleremo ancora, la pessima campagna elettorale che stanno facendo. E poi c’è da capire che impatto avrà la freddezza di Grillo, la rinuncia di Di Battista, il mutamento del simbolo, la pessima ed illegittima riforma statutaria, la scissione di Borrelli e le critiche di Colomban eccetera.

Vedremo il 5 marzo. Per ora il M5s ha il problema di “uscire vivo” da questa campagna elettorale (cioè non scendere sotto il 25%) poi dopo occorrerà aprire una profonda riflessione su tutto: leadership, modello organizzativo, linea politica, stile di lavoro eccetera. Ma ne parleremo fra due settimane.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.49) 22 febbraio 19:02

    Sottoscrivo in pieno che il problema del M5S è insito nel criterio di selezione della propria classe dirigente. Cosi’ come condivido che il programma lasci molto a desiderare.
    Tuttavia se è pur vero che "l’occasione fa l’uomo ladro", è anche vero che tali si è o si diventa solo se dotati di un livello etico-morale ridotto allo struscio.
    Dalla vicenda "rimborsopoli", termine coniato in senso dispregiativo assolutamente fuorviante, emerge tuttavia che la sbandierata onestà del M5S non era/è soltanto una pura teoria campata in aria. Perché nello specifico l’onestà non è intesa come proprietà del singolo, che può cadere in tentazione ( e che tentazione !!), ma si estrinseca nella reazione del movimento che ha preso subito i dovuti provvedimenti. E oltrettutto si parla di una percentuale di penosi imbecilli affamati molto minoritaria.
    Ergo il M5S è candido come la neve. Un pò imbecillotto ma pulito.
    paolo 

  • Di vittorio (---.---.---.43) 22 febbraio 19:11

    D’accordo nel considerare che l’assenza di un programma credibile è ben più importante di qualche cialtrone che ha truffato facendo un bonifico avendo già programmato di annullarlo entro le 24 h !
    Ma se anche il programma fosse credibile non vedo come potrebbero attuarlo sia perché mancherebbero le esperienze necessarie a guidare macchine complesse come i ministeri sia perché M5S ha dimostrato di non sapere valutare neppure l’idoneità di persone con esperienze ultradecennali !
    Non ho mai dimenticato che M5S voleva Rodotà come Capo di Stato quando, quale garante della privacy, aveva a gran voce e con estrema insistenza chiesto che venissero messe fuori legge tutte le telecamere (incluse quelle all’ingresso delle banche) perché ledevano la privacy ... dei fidanzatini che si sbaciucchiavano !
    Senza le telecamere oggi non prenderemmo neppure il 10% dei delinquenti e il 100% si sentirebbe più tranquillo di delinquere. RODOTA’, RODOTA’, RODOTA’ !!!!!

  • Di pv21 (---.---.---.107) 24 febbraio 18:43

    Come (dis)fare >

    Non si ascoltano delle congrue ragioni a sostegno della proposta di far prevalere l’inviolabilità di un “vincolo di mandato” tra l’eletto e la forza politica che lo candida.

    A parte la necessaria modifica dell’art. 67 della Costituzione (e non solo !), sembra che vengano ignorati alcuni dati di fatto.


    PRIMO.

    E’ accertato che nel corso di 5 anni di una legislatura le forze politiche e/o i rispettivi gruppi parlamentari possono varie volte “rivedere” e modificare indirizzo, linea d’azione e struttura organizzativa.

    QUESTO può benissimo risultare poco o affatto “conciliabile” con gli obiettivi/propositi originari dell’eletto.

    Non a caso le soglie minime di iscritti valgono anche per formare un “nuovo” gruppo politico.


    SECONDO.

    In entrambi le Camere esiste il Gruppo MISTO in cui vengono, d’ufficio, inseriti i parlamentari che non risultino iscritti ad altro gruppo.

    Ivi compresi singoli fuoriusciti.


    TERZO.

    L’art 49 della Costituzione fissa per i cittadini il “diritto di associarsi liberamente in partiti” e quindi anche il diritto di recedere, liberamente.

    Per contro adesso si propone che l’eletto dai cittadini debba rinunciare al proprio seggio se decide, sua sponte, di non far più parte della forza politica con cui si è candidato, sperando di essere prescelto.


    Concludendo.

    Sono dei voltagabbana solo quei parlamentari che cambiano bandiera per un preciso interesse personale (tornaconto) tanto venale quanto inconfessabile.

    Casi disdicevoli di competenza di una Commissione Disciplinare in grado di maturare provvedimenti sanzionatori efficaci (dalla sospensione alla decadenza).

    Ergo.

    L’eventuale inconcludenza e la “volatilità” di una rappresentanza non giustificano siffatti “sbrigativi” tentativi di (dis)fare il dettato costituzionale.

    SAGGIO è diffidare di chi elabora Riflessi e Riflessioni fascinose …

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