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La Russa: "Fascista? Per me non è un insulto"

Non poteva mancare dopo la querelle scaturita dalle parole di Bersani alla festa di Reggio Emilia, in cui il segretario del Pd ha appioppato a Di Pietro e Grillo l’accusa di usare in rete un linguaggio fascista, chi rivendica tutto per sé l’appellativo (fascista!) che ancora in Italia tanto divide ed indigna a quasi 70 anni dalla caduta del regime di Mussolini. Intervistato dal Giornale, Ignazio La Russa, già ministro della Difesa ha dichiarato: “La sinistra è come l'anguria. In superficie ha cambiato metodo, ma dentro resta sempre rossa. Poi se proprio vogliamo dire, per me fascista non è affatto un insulto. Se vogliamo rispondere sul piano storico dovremmo chiedere a Bersani e compagni: fascista in che senso? Nel senso in cui lo furono Pirandello o Ezra Pound o Almirante? Oppure intendono la parola fascista come simbolo di violenza? Allora gli direi di studiarsi la storia, e poi ne riparliamo.”

A La Russa si potrebbe rispondere: nel senso in cui lo intende tutto il mondo democratico, fuori dall’Italia e cioè fascismo vuol dire quell’ atteggiamento assunto da singoli individui o da regimi politici (spesso autoritari) che non tollerano il dissenso e la libertà e garantiscono la propria sopravvivenza e l’affermazione delle proprie istanze tramite la violenza e la sopraffazione delle idee altrui.

All’ex ministro basterebbe leggere la voce "Fascism" su Wikipedia, versione inglese, per rendersi conto che tutto il revisionismo storico, ed il tentativo di rivalutare del perido mussoliniano all’estero non è tollerato:

“Fascism:is a radical authoritarian nationalist political ideology….. Fascism seeks to eradicate perceived foreign influences that are deemed to be causing degeneration of the nation or of not fitting into the national culture…Fascism opposes multiple ideologies: conservatism, liberalism, and the two major forms of socialismcommunism and social democracy, and denounce them as representatives of sectarian interests rather than the community as a whole.[11] To achieve its goals, the fascist state purges forces, ideas, people, and systems deemed to be the cause of decadence and degeneration. Fascism promotes political violence and war as forms of direct action that promote national rejuvenation, spirit and vitality.[3][13] Fascists commonly utilize paramilitary organizations to commit or threaten violence against their opponents.”

Fini, a differenza di quello che dice La Russa nell’intervista al Giornale, aveva ragione quando affermò, provocando il panico tra i suoi colonnelli: il fascismo è il male assoluto. Democrazia e qualsiasi tipo di regime autoritario non sono conciliabili. Per un uomo del 2012 il fascismo che nega la libertà di opinione, può essere considerato il male assoluto, in quanto priva l’uomo della sua stessa essenza.

Visto che l’appellativo "Fascista!" provoca sempre una marea di polemiche e di recriminazioni se pronunciato nel contingente della vita politica, consigliamo a Bersani, Grillo e Di Pietro ed a tutti i politici che si vogliano insultare da qui in avanti, anche in previsione della prossima campagna elettorale del 2013, di usare l’espressione "Berlusconiano!". Sarebbe un modo per svecchiarsi un po’, per attualizzare il linguaggio e abbandonare gli schemi tipici del ‘900.

Certo il berlusconismo non è stato un regime autoritario e violento, non è minimamente paragonabile nel bene (e soprattutto nel male) al regime del ventennio, ma se un politico di oggi volesse usare un'espressione forte contro un proprio avversario, l’aggettivo che indica meglio l’inconsistenza politica, la capacità di piegare le istituzioni ad i propri interessi, e la predisposizione ad un eloquio eccessivo e violento è proprio: "berlusconiano!"

Adesso i veri fascisti si indigneranno perché i loro ideali sono stati accostati a quelli del Cavaliere, mentre i berlusconiani proveranno orrore perché non hanno nulla da spartire con i fascisti. Ma è questo il bello della democrazia: un ex ministro (cordinatore del più grande partito italiano e berlusconiano doc) può dire che fascista non è un insulto, mentre io posso affermare che la parola berlusconiano (e quindi se voglio anche "fascista!") per me è la peggiore delle ingiurie. O no?

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.138) 28 agosto 2012 14:44

    La Russa, nella sua dichiarazione, prima si trincera dietro uno scrittore e un poeta, tanto per gradire, poi, tira fuori "l’asso dalla manica", Giorgio Almirante, come se fosse il novello Patrono della bontà umana.......novello curatore dei lebbrosi, che spartiva il pane con i poverelli.

    Già, giorgio Almirante, fascista Integerrimo, firmatario, in prima fila nel 1938 del "Manifesto sulla Razza" ( il testo che "brillantemente" coadiuvò, in pensieri e opere, alla distruzione dei "diversi", a milioni, nei Lager nazisti, dove il fumo umano usciva dai camini per "allietare" l’aria.

    Poi,, collaborò, come segretario di redazione alla rivista della dittatura fascista " La difesa della Razza". Poi, ancora, Capo di gabinetto del Ministero della Cultura della RSI, giusto per continaure gli "ardimenti" e le "passioni" verso gli umani: firmatario di un manifesto che condannava a a morte i retinenti al "richiamo" della RSI; impegnato direttamente nella persecuzione contro i partigiani, i patrioti della Libertà e della Patria infangata dai fascisti-nazisti.

    Il 23 dicembre 2009, La Russa, durante una cerimonia presso la caserma della Folgore, mosse elogio alla X mas della RSI, in prima fila a portare morte e persecuzione ai partigiani.

    Più fascista di così!

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