Inchieste giudiziarie e ricercatori sostengono che il Ponte sullo Stretto di Messina, più che due sponde, servirà a congiungere due cosche, o meglio, le due grandi holding criminali che controllano il territorio e l’economia in Calabria e Sicilia. Nell’Università di Messina, però, mafia e ?ndrangheta operano in collegamento perlomeno sin dagli anni ’70, quando anche grazie a certi "studenti" di estrema destra e all’occhio benevolo degli inquirenti, l’Ateneo divenne il laboratorio sperimentale di un’alleanza politico-criminale che avrebbe colto i suoi frutti con la stagione delle stragi del 1992-93.

Mafia e ‘ndrangheta hanno messo le mani su grandi e piccoli affari dell’università dello Stretto: dagli appalti per la realizzazione del Policlinico a quelli per la gestione di mense e servizi; dalla compravendita di esami e titoli di studio al traffico di armi e stupefacenti all’interno dei locali universitari. Non sono mancati gli attentati e i ferimenti di docenti e studenti e finanche un morto eccellente, il professore Matteo Bottari, noto endoscopista, barbaramente assassinato a Messina 13 anni fa.
Senza aver mai promosso un serio dibattito sulle origini e le modalità con cui è proliferato il cancro criminogeno nell’università, i vertici accademici hanno pure impedito che l’istituzione ponesse attenzione alle problematiche di tipo sociale, economico, ambientale e criminale relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, la più impattante delle Grandi Opere in Italia. Adesso che il governo annuncia a tamburo battente l’avvio dei lavori e si avverte tra Scilla e Cariddi il profumo dei primi milioni di euro, l’Università di Messina fa la sua scelta di campo, quella di abdicare definitivamente alle proprie finalità di promozione della ricerca e dell’interesse pubblico. Secondo quanto rivelato dal quotidiano on line
Tempo Stretto.it, le massime autorità dell’Ateneo e i manager di “Eurolink”, l’associazione d’imprese general contractor per i lavori del Ponte, starebbero per definire un accordo finalizzato a
coinvolgere direttamente l’Università nella progettazione esecutiva dell’imponente opera.
“Non abbiamo ancora deciso in che modi e in che tempi l’Università potrà partecipare alle fasi preliminari e di studio per la costruzione del Ponte, ma come ha sottolineato l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci durante la sua ultima visita in città in occasione della presentazione ufficiale del progetto definitivo, anche l’Istituzione universitaria potrà svolgere un ruolo di primo piano”, ha dichiarato a Tempo Stretto il rettore Franco Tomasello. “L’idea – ha spiegato Tomasello - è quella di creare un Laboratorio di ricerca nel quale far convogliare le migliori professionalità dell’Ateneo e magari offrire una vetrina ai giovani messinesi che hanno conseguito il Dottorato di ricerca o frequentato un Master. Ci siederemo attorno a un tavolo con il direttivo di Eurolink e proveremo a mettere nero su bianco un accordo che soddisfi tutti”.
Secondo il quotidiano on line, l’Università avrebbe già individuato il sito in cui potrebbe sorgere il “laboratorio” pro-Ponte: si tratterebbe dell’incubatore realizzato all’interno del polo universitario scientifico del Papardo, su una collina prossima ai cantieri di uno dei due piloni della mega-infrastruttura. Sorto per accogliere le imprese specializzate in “produzioni hi-tech e spin-off da ricerca” provenienti principalmente dall’Ateneo, l’incubatore è stato concesso in uso a Sviluppo Italia Sicilia, ente acquisito recentemente dalla Regione Siciliana che è pure azionista di minoranza della società concessionaria della realizzazione del Ponte. Il complesso edilizio all’interno del polo universitario si estende su un’area complessiva di 4.400 mq ed è stato finanziato con i fondi della legge 208/98 per gli “interventi di promozione, occupazione ed impresa nelle aree depresse”. Sino ad oggi è rimasto inutilizzato, ma qualora fosse formalizzata la sinergia con l’Università, esso potrebbe ospitare pure gli uffici delle società general contractor del Ponte (Impregilo, Sacyr Sa, Società Italiana per Condotte d’Acqua, Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna, Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO, Aci Scpa – Consorzio Stabile).