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 Home page > Tribuna Libera > La Festa della Liberazione è la festa dell’Italia antifascista

La Festa della Liberazione è la festa dell’Italia antifascista

La festa della liberazione è la festa di un popolo, che si ritrova unito nel segno dell'antifascismo. La porta è aperta a tutti, ma non ai fascisti, palesi, occulti, nostalgici o nuovi.

Quelli che vogliono normalizzare l'eredità del fascismo, riducendolo ad un'opzione politica come un'altra. Quelli che pongono sullo stesso piano partigiani e repubblichini, credono nella teoria degli opposti estremismi, nell’equazione fra fascismo e antifascismo. 

Quelli che riducono la resistenza alla foibe. Quelli che banalizzano, minimizzano, e giustificano le aggressioni fasciste. Quelli che fanno da cerniera tra il fascismo, e le istituzioni democratiche. Quelli che criminalizzano un singolo immigrato, per criminalizzare un popolo, un'etnia, una razza. Quelli che hanno promosso e favorito e coperto i lager libici.   

Non possono, non devono partecipare alla festa del 25 aprile perché non sono antifascisti, e la festa della liberazione é la festa degli antifascisti. Non possono e non devono partecipare perché la loro eventuale ipocrita presenza, la loro storia le loro azioni, infangano il valore e il significato della festa di liberazione.  

Non possono e non devono partecipare, perché 'Italia antifascista non vuole confondersi, dialogare, parlare, con i fascisti. All’Italia antifascista interessa festeggiare con Liliana Segre e non con gli amici dei negazionisti, con le donne curde,che cantano” bella ciao” mentre combattono l’ISIS, e non con chi cerca di non farla cantare questa canzone.  A questa Italia non interessa festeggiare con con chi cerca di confondere le acque, di imbrogliare di far credere di essere democratico anche se non è antifascista.



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